Acquisti in farmacia, nei primi mesi del 2021 ricavi in calo dell’8% rispetto a un anno fa

Il dato emerge da un'indagine di Iqvia che ha preso in esame i comportamenti di acquisto in farmacia degli italiani durante la pandemia. In netta crescita, al contrario, il valore medio di ogni scontrino

Acquisti in farmacia

Il mercato italiano dei prodotti venduti in farmacia continua a perdere fatturato. Nelle prime undici settimane del 2021 (fino al 21 marzo), le farmacie hanno segnato una contrazione cumulata di ricavi dell’ 8,0% rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto emerge da un’analisi condotta da Iqvia, provider globale di dati in ambito sanitario, sulle abitudini di acquisto degli italiani durante la pandemia. Già nel 2020, il settore ha chiuso con un calo dell’1,7% rispetto al 2019, segnando un fatturato annuale totale di 24 miliardi di euro.

L’analisi

Il comparto etico (medicine da prescrizione), che rappresenta il 57,8% delle vendite in farmacia, ha registrato una diminuzione a valori del 3% a 13,7 miliardi di euro, mentre il comparto commerciale e quello dell’autocura risultavano invariati a valori a 10,3 miliardi di euro. A marzo 2020, all’inizio della pandemia, sono stati emessi l’8% di scontrini in meno rispetto allo stesso mese del 2019, mentre, sia ad aprile che a maggio, la contrazione è stata addirittura del 20%. Per tutto l’anno 2020, l’affluenza media dei consumatori in farmacia (parametrato sul numero di scontrini) è sempre stata minore rispetto all’anno prima (in media -9%). Questo trend è ancora più evidente nel 2021, infatti sia a gennaio che a febbraio si è registrato un calo del 22% rispetto agli stessi mesi del 2020, quando la pandemia non era ancora pienamente esplosa.

Cresce il valore medio di ogni scontrino

Se invece si esamina il valore medio di ogni scontrino, la situazione è diversa. In questo caso i numeri sono in deciso aumento, come per indicare un fenomeno di accaparramento da parte dei clienti e la scarsa voglia di entrare troppo spesso in un negozio fisico. Di fatto, l’aumento del valore medio dello scontrino durante i mesi del primo lockdown nel 2020 è stato notevole: +16% a marzo, +21% ad aprile e +12% a maggio, mentre nei mesi seguenti l’aumento si è assestato intorno al +8%. Questa tendenza a effettuare acquisti più consistenti nel 2020 ha parzialmente compensato la minore frequenza d’acquisto. Anche a gennaio e febbraio 2021, l’aumento del valore medio dello scontrino, rispetto allo stesso periodo del 2020, è stato notevole, +9% e +6% rispettivamente.

Paniere di acquisto

Nel periodo preso in esame, il paniere d’acquisto degli italiani è stato caratterizzato dalla varietà dei prodotti. C’è stato un aumento degli scontrini che contengono tre o più categorie di prodotto (+16%). Queste categorie sono rappresentate dai farmaci da prescrizione (ricetta rossa), le medicine di autocura, i parafarmaci, i prodotti per la cura personale come creme e cosmetici e i nutrizionali. Soltanto il comparto del parafarmaco, che contiene prodotti come le mascherine, gli ossimetri e i termometri, ha registrato un aumento del prodotto singolo (+5%) e questo comparto ha trainato anche il multi-categoria, con un aumento nel numero di transazioni combinate del 10%.

Crollo delle vendite notturne

Le vendite serali e notturne sono crollate soprattutto durante la prima fase della pandemia. Infatti, nel periodo marzo-maggio 2020, le transazioni effettuate in farmacia dalle ore 21 alle ore 5 sono calate del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 36% nella fascia oraria dalle 18 alle 20.

Verso un consumo di prossimità

Sempre secondo Iqvia, le restrizioni dovute alla pandemia hanno portato gli italiani a riscoprire il consumo di prossimità, rinunciando alla spesa presso i grandi negozi dei centri commerciali per rivolgersi ai negozi di quartiere. Questa tendenza ha interessato anche gli acquisti in farmacia. Per tutto il 2020, le farmacie più grandi hanno risentito maggiormente della riduzione di affluenza, con riduzioni nel numero di transazioni fino al 20%. Questo fenomeno è ancor più evidente se si considerano le farmacie nei centri commerciali, stazioni e aeroporti dove la contrazione ha raggiunto il 35%.

Trend nelle piccole farmacie

Al contrario, le farmacie più piccole, di quartiere, hanno mantenuto afflussi più vicini agli standard pre-Covid, registrando addirittura più transazioni nei mesi di marzo, settembre, ottobre e novembre 2020 rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. A gennaio e febbraio 2021, invece, il crollo dell’affluenza non ha risparmiato nemmeno le farmacie più piccole (che hanno registrato il 17% di scontrini in meno rispetto al primo bimestre 2020). Su questa tendenza ha inciso non solo la ridotta circolazione delle persone, ma anche l’anomala stagione invernale, durante il quale l’influenza e i malanni stagionali sono stati quasi inesistenti.

La fotografia nelle città

Tra i grandi capoluoghi italiani, Milano ha subito le conseguenze più forti del calo della circolazione, con un forte impatto sull’affluenza nelle farmacie della città: -15% nel 2020 rispetto al 2019. Le farmacie di Roma e Napoli, invece, hanno registrato un’affluenza minore del 10% rispetto al 2019. Anche l’impatto sull’accesso in farmacia a gennaio e febbraio 2021 è più forte a Milano, dove le farmacie hanno ridotto gli scontrini emessi del 27%, mentre a Napoli e a Roma la riduzione di affluenza è stata rispettivamente del -19% e -17%.

Andrea Gigli, Responsabile del Team Integrated Analytics di Iqvia Italia ha commentato: “Iqvia collabora con oltre 12mila farmacie in Italia e accede ogni mese a circa 50 milioni di transazioni anonimizzate. Applicando la scienza dei dati alle informazioni, quali il prezzo e la quantità dei prodotti venduti o la data e luogo di emissione degli scontrini, non solo è possibile fotografare il mercato e definire i comportamenti di acquisto più frequenti, ma anche intercettare nuove tendenze e cogliere tempestivamente i nuovi bisogni dei clienti”.