Digitale e One Health, l’industria europea guarda avanti

Anteprima dell'intervista a Roxane Feller, segretario generale di Animalhealth Europe, l'associazione degli industriali del mondo animale. L'intervento completo sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista AboutPharma Animal Health

Il concetto One Health è sempre più sensibile alle nuove tecnologie. Il digitale, come per la salute umana, avrà ripercussioni positive anche sull’industria animale che vuole tenere il passo. Animalhealth Europe è l’associazione delle imprese del settore in Europa e da tempo, attraverso le sue associate, sta portando avanti programmi di innovazione per cercare di migliorare sia sotto il profilo della produzione di medicinali, che dal punto di vista della prevenzione e del supporto ai professionisti del settore veterinario e zootecnico. L’associazione rappresenta il 90% del mercato dei medicinali veterinari in Europa. Attualmente è composta da 12 aziende (Boehringer Ingelheim, Ceva, Dopharma, Elanco, Huvepharma, Msd Animal Health, Norbrook, Orion, Syva, Vetoquinol, Virbac, Zoetis) e da 17 associazioni nazionali (per l’Italia c’è Federchimica-Aisa, Associazione imprese salute animale) che rappresentano a loro volta oltre 200 Pmi. L’occupazione in questo settore riguarda circa 50 mila persone in tutta l’unione. Per fare il punto della situazione, AboutPharma Animal Health ha intervistato Roxane Feller (in foto), Segretario generale di Animalhealth Europe. L’intervista integrale sarà pubblicata sul prossimo numero del magazine dedicato (il numero 8 in uscita questo mese). Nel frattempo qualche spunto di riflessione.

Segretario, partiamo con l’impatto maggiore della digitalizzazione in ambito animal health

La digitalizzazione sta influenzando in grande misura il settore della salute animale. Strumenti diagnostici e di monitoraggio “intelligenti” insieme all’analisi dei dati predittiva o prescrittiva supportano in modo proattivo la scelta delle azioni da intraprendere negli allevamenti e dai veterinari.

Tipo?

La sanità animale è ora in un’era di “intelligenza medica” che sta spostando l’attenzione del settore dalla semplice prevenzione o cura delle malattie alla gestione efficace della salute. La digitalizzazione sta aiutando ad aumentare e ad accelerare la nostra conoscenza dei fattori di rischio. Gli strumenti di monitoraggio e la semplificazione o l’automazione della gestione dei dati stanno consentendo un approccio multi-attore più olistico alla salute degli animali.

Tenendo in considerazione il nuovo regolamento europeo sui farmaci veterinari 2019/6, che novità possiamo attenderci nell’immediato futuro?

I principali cambiamenti in termini di digitalizzazione avverranno più sul lato normativo delle cose in termini di connettività. La banca dati dei prodotti dell’Unione e i vantaggi che possono portare a tutte le parti in termini di riduzione degli oneri amministrativi per l’industria e le autorità di regolamentazione e un migliore accesso alle informazioni sui prodotti a disposizione dei veterinari. Il regolamento 2019/6 include la creazione di una serie di database (database di prodotti dell’Unione, database di farmacovigilanza, database di Gmp, database di produzione e distribuzione all’ingrosso) e la definizione dei sistemi telematici/IT per collegare tutto insieme. L’interconnessione di questi database dovrebbe consentire l’introduzione unica dei dati una volta così da renderli disponibili alle autorità per eventuali esigenze normative pertinenti (dati di vendita, applicazioni di prodotti, presentazione elettronica, variazioni, gestione dei segnali, certificati Gmp e ispezioni di farmacovigilanza, ecc…).