Nessun divieto agli Stati di acquistare liberamente i vaccini contro Covid. Timide aperture per Sputnik

Gli Stati membri potrebbero avere la possibilità di acquistare prodotti anti-Covid non rientranti nelle contrattazioni centralizzate gestite dalla Commissione Ue. Tra questi anche i vaccini russi e probabilmente cinesi

programma europeo salute

Alla fine la strategia di centralizzare gli acquisti per tutti i 27 e garantire forniture vaccinali contro Covid è fallita. O meglio, adesso, dopo mesi di polemiche, l’Ue ha in un certo modo “autorizzato” l’acquisto parallelo di vaccini anti patologia da Sars-Cov2. L’unico impedimento, dicono da Bruxelles, riguarda il portfolio di prodotti acquistabili che non devono rientrare in quelli attualmente in contrattazione. Tra quelli liberi, per così dire, rientrano i prodotti russi e cinesi.

Via libera?

Se non è un via libera poco ci manca e a fare da apripista in questo senso ci hanno pensato la Slovacchia e l’Ungheria che hanno già preso accordi per Sputnik in barba agli accordi della Commissione. L’apertura arriva per bocca di Eric Mamer, portavoce della Commissione, dopo che dalla Germania sono arrivate notizie di una possibile contrattazione con Mosca su Sputnik. Ovviamente previa autorizzazione Ema che rimane decisore unico sulla possibilità di rendere disponibile tra i 27 il prodotto russo.

Deleghe

Ricapitolando lo stato dell’arte, i vaccini al momento disponibili sono quelli di Pfizer/Biontech, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. In fase di negoziazione ci sono Novavax e Valneva. Sputnik rimane alla porta in attesa di decisioni che paiono sempre più politiche che scientifiche. Tra l’altro quello che appare chiaro è che la Commissione ha in qualche modo delegato agli Stati la responsabilità politica ed economica dei vaccini.