Innovazione nel mondo Life Sciences, la via da seguire è quella della collaborazione incentrata sui dati

Intervista a Cesare Guidorzi, Country Manager di InterSystems Italia che spiega il valore di una partnership con un'azienda che da anni lavora nel mondo della gestione integrata dei dati. *IN COLLABORAZIONE CON INTERSYSTEMS ITALIA

La via per arrivare alla vera innovazione in ambito farmaceutico e medical devices deve passare attraverso collaborazioni e partnership che siano incentrate sull’utilizzo oculato dei dati. Il segreto è tutto lì, anche perché per comprendere fino in fondo il potenziale dell’informazione è necessario avere competenze e strategie vincenti che solo attraverso accordi con parti terze si possono ottenere. Per rispondere alle domande che possono sorgere in merito a ciò, parla Cesare Guidorzi, Country Manager di InterSystems Italia (in foto).

Prima di tutto, chi è InterSystems in due parole, per chi non la conoscesse ancora?

InterSystems nasce da una collaborazione con il Massachusetts General Hospital e si è occupata da subito di soluzioni e tecnologie per una gestione innovativa dei dati e per lo sviluppo di applicazioni in ambito sanitario. La nostra piattaforma dati “IRIS for Health” è utilizzata dai principali software vendor che si occupano di soluzioni per la sanità, tra cui ad esempio, Epic, Siemens, Roche, 3M, etc. Anche InterSystems stessa ha costruito sulla piattaforma IRIS una gamma di soluzioni che spaziano dall’interoperabilità alle cartelle cliniche. Oggi in Italia, il nostro Sistema Informativo Sanitario “TrakCare” è utilizzato da strutture ospedaliere come il Policlinico Gemelli di Roma e la Città della Salute e della Scienza di Torino. Mentre, la famiglia di prodotti per l’eHealth “HealthShare”, di cui fa parte anche il nostro software per l’interoperabilità, supporta Regioni come Veneto e Lombardia nella realizzazione del fascicolo sanitario elettronico.

Che mission e quali obiettivi vi siete dati, in particolare in Italia?

Già nel primo articolo di questa Rubrica si è evidenziato come nella sanità digitale i dati siano l’elemento più critico. In Italia la sfida, resa evidente dall’impreparazione del sistema di fronte al Covid, è quella di ricomporre la frammentazione delle informazioni, disperse nell’ecosistema degli operatori del settore, e superare la dimensione del “documento”, per arrivare al dato di informazione atomico.

Il motivo per cui purtroppo i fascicoli sanitari non vengono utilizzati dai medici è, a mio avviso, che invece di poter importare dati atomici e strutturati nelle proprie cartelle cliniche, sono costretti a sfogliare veri e propri documenti, nei quali le informazioni sono nascoste e non correlate fra loro. Un paziente cronico può avere moltissimi referti di visite, esami, procedure, che se presentati in forma documentale, sono ben difficilmente fruibili nell’arco del tempo disponibile per una visita. In altri mercati più che di sistemi di fascicolo o dossier, si parla di “Healthcare Information Exchange”, ovvero strati tecnologici che rendono completamente interoperabili tra le diverse cartelle elettroniche i dati clinici del paziente. Ovviamente sono progetti che richiedono maggiori investimenti, ma il risultato è infinitamente superiore in termini di beneficio per il sistema di ricerca, prevenzione e cura, e soprattutto per il paziente stesso.

Qual è il vostro rapporto e interesse nei confronti delle aziende del settore Life science?

Guardiamo al settore Life Science con grande interesse perché da un lato la loro catena del valore è sempre più “digitale”, dall’altro sono i protagonisti ideali della trasformazione digitale che il settore attende da tempo in Italia.

Che cosa offrite quindi a questo mercato?

Il nostro è un approccio sistemico con soluzioni di classe Enterprise che abbracciano l’intera catena del valore dell’ecosistema sanitario. Unificando i processi di cura trasversalmente ai setting assistenziali riusciamo ad indirizzare i principi del Value Based Healthcare, consentendo la focalizzazione su esiti ed efficienza delle cure. La roadmap dei nostri prodotti va nella direzione di fornire strumenti software sempre più evoluti per garantire scalabilità e gestione dei big data, integrarsi con strumenti di domain knowledge e machine learning e fornire intelligence nei processi decisionali in ambito clinico e organizzativo. Sono convinto quindi che le nostre soluzioni, nate con l’attenzione al dato e che abbracciano interi percorsi, sono ideali per catturare la massima dimensione informativa alimentando e supportando le aziende del Life Science che, più di altre, hanno da tempo compreso l’importanza di questi aspetti.

Che tipo di relazione volete instaurare con le aziende del settore?

Decisamente una relazione di partnership. Vorremmo collaborare con loro per sbloccare assieme il mercato e rendere i dati sempre più interoperabili e disponibili. La trasformazione digitale in atto nel settore sanità non può essere affrontata solo in ambito ospedaliero, o a livello degli assessorati della sanità regionali. A nostro parere tutti gli attori dell’ecosistema devono essere coinvolti: istituzioni pubbliche, private, vendor di tecnologia, aziende farmaceutiche, società specializzate nel market access e Contract Research Organization. Il Life Science in particolare ha la visione ed i mezzi per far accelerare questa trasformazione. InterSystems, con le tecnologie che mette a disposizione, può aiutare a rendere i dati “liquidi”, ponendosi come “facilitatore” della fruizione delle informazioni necessarie a mettere in campo iniziative che puntino davvero all’innovazione del sistema.

Quali progetti state realizzando o prevedete di svolgere con le aziende del pharma?

In diversi paesi del mondo stiamo già lavorando con attori del calibro di Biogen, Roche e GlaxoSmithKline. Infatti, grazie alle nostre piattaforme di interoperabilità e gestione dei dati sanitari, possiamo rappresentare un elemento strategico nei diversi punti della catena del valore per l’industria farmaceutica. Un ambito comporta sicuramente la collaborazione presso le strutture sanitarie per lo svolgimento di attività di ricerca e clinical trial, superando la difficoltà di inserire e analizzare manualmente i dati. Ad esempio, pensiamo al reclutamento di pazienti per la ricerca. Le tecnologie di InterSystems possono essere utilizzate per identificare in tempo reale pazienti che rispondono agli specifici criteri del trial. Lungo tutto lo studio clinico, possiamo arricchire notevolmente e rendere automatica la raccolta ed elaborazione dei dati dei pazienti arruolati.

Ma ancor più, penso sia strategica la collaborazione nello spazio dei Real World Data. Con le nostre soluzioni di cartella clinica elettronica e interoperabilità dei dati raccogliamo numerosissime informazioni sui percorsi diagnostico-terapeutici del paziente e relativi esiti nel mondo reale. Questi dati, se adeguatamente anonimizzati, possono essere usati assieme ai nostri partner del Life Science per migliorare questi stessi percorsi di cura e focalizzare sempre di più il settore sanitario sulla salute del paziente.

 

Homepage della rubrica “Il valore dei dati nella sanità digitale: sfide, processi e tecnologie”

 

In collaborazione con InterSystems