Sputnik in Europa e Cina, accordi in oriente e in Austria

Vienna ha acconsentito a comprare il vaccino non appena Ema darà il via libera. In Cina, il Fondo russo per gli investimenti stringe intese per produrre 100 milioni di dosi all'anno

msd J&J vaccino anticovid

Nell’egemonia geopolitica che si sta verificando in tutto il mondo con il grimaldello dei vaccini, la Russia mette a segno un altro colpo. Anzi due. Da una parte si accorda con la Cina per la produzione in loco del vaccino, dall’altra incassa la promessa dell’Austria di acquistare il proprio prodotto e utilizzarlo una volta che Ema avrà dato il via libera.

L’accordo austriaco

In Europa si fortifica l’asse filo-russo. Oltre all’Italia alla Germania e alla Spagna che si sono dette pronte a produrre Sputnik, oltre all’Ungheria e alla Slovacchia che ne hanno già acquistato delle dosi, adesso c’è anche l’Austria che ha stretto un accordo con Mosca per acquistare il prodotto del Gamaleya Institute. Non rimane ora che capire se e quando l’Ema darà il via libera a Sputnik V nell’Ue permettendone quindi l’utilizzo. Gli ispettori dell’Agenzia europea dei medicinali sono impegnati nelle ispezioni dei siti di produzione e stanno cercando di comprendere qualità e difetti di quello che allo stato attuale è uno dei vaccini, almeno sulla carta, più promettenti al mondo. Ci sono ovviamente le difficoltà politiche di cui tenere conto, perché Mosca sta facendo una pressione fortissima sia sulle istituzioni europee che su quelle locali, forte di approvazioni e contratti strappati in circa 60 Paesi nel mondo.

L’arrivo in Cina

All’altro capo della Via della seta sta Pechino che ha stipulato un accordo con Mosca per produrre in loco Sputnik V. Nello specifico il Fondo russo per gli investimenti ha stretto un’intesa con l’azienda cinese Hualan Biological Bacterin, controllata da Hualan Biological Engineering, per produrre 100 milioni di dosi all’anno. Un bel traguardo per la Russia, mentre per la Cina questo accordo potrebbe stare a significare una piccola resa in quanto, come ammesso Gao Fu, numero uno del Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie, i vaccini del fu Celeste impero non sarebbero così immunizzanti come sperato (rispetto a quelli con mRna).