Diabete e stile di vita: un supporto dalla digital health

Mobile health, app e chatbot: ecco come le innovazioni in campo digitale possono supportare medico e pazienti nel mantenimento di un corretto stile di vita per una gestione ottimale del diabete. *IN COLLABORAZIONE CON NOVO NORDISK

Diabete e stile di vita: un supporto dalla digital health

In un ambito come quello del diabete (di tipo 1 o 2), in cui stile di vita e coinvolgimento del paziente rivestono un ruolo cruciale nella gestione della cronicità, la rivoluzione digitale ha trovato terreno fertile nel quale affondare le sue radici dando vita a device e tools di ogni genere, sempre con l’obiettivo di migliorare la gestione della patologia.

Un’area di sviluppo, in tal senso, è sicuramente quella della mobile health (o mHealth). Non a caso il diabete è la seconda area terapeutica per disponibilità di app per smartphone dedicate. Nutrizione, attività fisica, monitoraggio della glicemia: sono moltissime le aree di sviluppo.

Interessante notare, come osservato da Fundoiano-Hershcovitz e colleghi in uno studio sul monitoraggio della glicemia tramite un’apposita piattaforma in pazienti con diabete di tipo 2, che il fatto stesso di prendersi un momento per valutare o inserire dei dati sulla propria condizione di salute potrebbe portare ad una maggior consapevolezza del paziente e ad un miglior comportamento dal punto di vista della salute e auto-gestione della propria condizione.

Già nel 2019, inoltre , due studi real-world in Danimarca e UK avevano osservato un significativo calo di peso in pazienti diabetici obesi grazie a coaching sullo stile di vita veicolati tramite app o browser, che comprendevano anche alcuni aspetti educazionali e di monitoraggio, coinvolgendo in alcune fasi anche dietisti o altri operatori sanitari.

Oltre alle classiche app, un altro importante supporto dal mondo digitale può arrivare tramite chatbot e assistenti virtuali come Alexa o Google Assistant. Le chatbot sono sistemi in grado di intrattenere conversazioni all’interno di ambiti predefiniti. Si va dai sistemi più basilari fino alle chatbot che sfruttano algoritmi di natural language processing (NLP; un particolare tipo di intelligenza artificiale). In questo caso più evoluto, le chatbot/assistenti virtuali sono in grado di interpretare le intenzioni dell’utente, riconducendole a categorie identificate in precedenza da chi l’ha creata).

Un esempio più basilare, ma comunque utile e rivolto a tutta la popolazione, è la chat ufficiale dell’Oms sulla Covid-19, raggiungibile via WhatsApp. Mentre sul fronte del diabete, un sistema più elaborato – sfruttando il NLP è AIDA, un assistente digitale che risponde a domande e dubbi relativi alla vita quotidiana delle persone con diabete.

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Homepage della rubrica ‘Innovation ABOUT Diabetes’

 

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