Ossigeno medicinale: le aziende chiedono investimenti nelle strutture sanitarie

Secondo Assogastecnici, l’associazione che fa capo a Federchimica, i fondi del Recovery plan dovrebbero essere impiegati anche per potenziare stoccaggio, erogazione e distribuzione del farmaco che si è dimostrato indispensabile con l’emergenza Covid. Servirebbero 300 milioni in cinque anni

ossigeno medicinale

Trecento milioni di euro in cinque anni. È l’investimento che le imprese della filiera dell’ossigeno medicinale chiedono al Governo. Secondo Assogastecnici, l’associazione che fa capo a Federchimica, con questa somma si potrebbero mettere in campo entro il 2026 interventi per ammodernare e potenziare stoccaggio, erogazione e distribuzione dell’ossigeno medicinale nelle strutture sanitarie. Fondi da individuare nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnnr).

Ossigeno medicinale come bene essenziale

“L’ossigeno medicinale, farmaco d’elezione nelle cure ai malati affetti da Covid-19 – ricorda l’associazione ina una nota – si è dimostrato un bene essenziale, che non è mai mancato neppure nelle fasi più critiche della pandemia, quando i fabbisogni di ossigeno sono aumentati dieci volte rispetto al normale. La pandemia infatti ha mutato radicalmente i protocolli terapeutici di somministrazione di ossigeno ed ha messo in luce una situazione di preoccupante inadeguatezza strutturale”.

 300 milioni di euro

Assogastecnici chiede che la “Missione Salute” del Pnnr, all’interno del cluster  “innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria”, preveda investimenti dedicati all’ossigeno medicinali. “un intervento stimato in circa 300 milioni di euro per il periodo 2021-2026 consentirebbe – spiega l’associazione – un ammodernamento delle strutture sanitarie non solo per sostenere nuove possibili ondate pandemiche, ma per permettere a ospedali, cliniche ed Rsa di gestire in modo appropriato anche l’attività ordinaria”.

L’impegno durante la pandemia

Nell’ultimo anno la filiera dell’ossigeno medicinale, con 150 officine farmaceutiche, ha moltiplicato gli sforzi di fronte alla crescita dei fabbisogni. “Nel 2020 sono stati consegnati agli ospedali circa 160 milioni di litri di ossigeno liquido medicinale. Anche la consegna delle bombole e dei piccoli contenitori criogenici di ossigeno liquido è notevolmente cresciuta per sostenere una richiesta ben superiore rispetto all’anno precedente”, spiega l’associazione. Con l’emergenza sono stati necessari anche nuovi investimenti: le imprese hanno installato negli ospedali circa 300 grandi serbatoi criogenici aggiuntivi.