Alcon Italia punta a crescere, in arrivo investimenti e risorse per potenziare il Dry Eye & Ocular Health

L’azienda leader mondiale nel campo dell’oftalmologia è pronta ad investire nei prossimi anni per potenziare l’area terapeutica del Dry Eye & Ocular Health. Due le leve strategiche per raggiungere tale obiettivo: un nuovo modello di business e un progetto di evoluzione del portafoglio prodotti. *IN COLLABORAZIONE CON ALCON ITALIA

Occhio

Alcon Italia punta con convinzione sulla crescita dell’area terapeutica del Dry Eye & Ocular Health. In questa divisione sono in programma investimenti importanti. Per raggiungere tali obiettivi, il gruppo ha messo a punto un piano strategico che si muoverà lungo due direttrici: riorganizzazione del modello di business da un lato, ed evoluzione del portafoglio dei prodotti dall’altro. A lanciare la sfida è Samara Orsatti, Finance Director & Country Head Ocular Health Alcon Italia, che ha raccontato ad AboutPharma la strategia futura dell’affiliata italiana del Gruppo in questo ambito. “Stiamo cercando di dare una maggiore identità di business alla Categoria ‘Dry Eye and Ocular Health’, una piccola divisione che è destinata a crescere molto velocemente.”

Cosa fa Alcon

Leader globale nella cura degli occhi, Alcon nasce del 1945 in Texas, USA, ed è la  più grande azienda di dispositivi per la cura delle patologie oculari e della visione, con attività complementari in chirurgia oftalmica e contattologia. La missione di Alcon è quella di aiutare a migliorare la vista e la vita delle persone offrendo una gamma di prodotti per la chirurgia e la cura della vista che toccano la vita di più di 260 milioni di persone in oltre 140 paesi ogni anno che convivono con condizioni come cataratta, glaucoma, malattie della retina ed errori di rifrazione.

L’idea iniziale dei suoi fondatori, Robert Alexander e William Conner era di concentrare l’attenzione sulla produzione di prodotti oftalmici sterili per infezioni oculari e irritazione da occhi rossi, sui quali nessuna altra compagnia di allora era specializzata, sviluppando e brevettando anche il primo erogatore di gocce per gli occhi (Droptainer), tuttora standard of care per la cura degli occhi.

Nei decenni successivi l’azienda ha continuato ad espandersi sia dal punto di vista del portafoglio prodotti, con acquisizioni mirate nel campo della chirurgia oftalmica delle lenti a contatto, sia dal punto di vista geografico. Nel 2011, Alcon affianca alle divisioni farmaco e chirurgica anche la divisione Vision Care, specializzata nelle lenti a contatto e soluzioni. Nell’aprile 2019, sceglie la strada della quotazione, entrando nei listini americani del New York Stock Exchange (NYSE) e in quelli svizzeri della SIX Swiss Exchange sotto il simbolo “ALC”.

I numeri

Oggi il gruppo Alcon fattura circa 6,8 miliardi di dollari a livello globale e si compone di due anime: chirurgia (3,7 miliardi di dollari) e Vision Care (3 miliardi di dollari). All’interno di questo secondo canale, dicevamo, c’è un’anima più piccola denominata ‘Dry Eye and Ocular Health’, ad oggi costituita da sostituti lacrimali per occhio secco.

“Abbiamo definito un piano strategico per il rilancio di questi prodotti, spiega Samara Orsatti, In sintesi per quanto riguarda l’organizzazione commerciale abbiamo deciso di passare da un modello mono-target (doctor-driven), a un modello multi-target in grado di coinvolgere non soltanto l’oculista, ma anche altri due attori: il farmacista e il paziente. L’esigenza di cambiare nasce sia da esperienze sul campo in altri Paesi, sia da ricerche di mercato. Inoltre, da varie ricerche di mercato è emerso che fatto cento i pezzi di Dry Eye venduti in farmacia, il 55% arriva dalla prescrizione dell’oculista, mentre il 45% arriva da auto-medicazione, incluso sia il consiglio del farmacista al banco sia la ricerca autonoma del paziente tramite canali vari (passaparola come famiglia e amici, ricerche sul web, social media etc.). La divisione Dry Eye & Ocular Health fino a dicembre del 2020 era focalizzata solo sull’oculista perdendo pertanto di vista ulteriori opportunità di crescita”.

La patologia e i rimedi

“Siamo al momento impegnati a sviluppare con la massima efficacia – spiega Samara Orsatti – le opportunità legate alla linea di sostituti lacrimali per tutte le tipologie di trattamento sintomatico della secchezza oculare.” Nel mondo, la malattia dell’occhio secco è una condizione patologia che colpisce 1 su 4 individui  (secondo il Vision needs monitor report 2020), influenzando sia la qualità di visione, sia la qualità di vita; coinvolge uno o più componenti funzionali della superficie oculare e può essere causata da diversi fattori: scarsa qualità del liquido lacrimale, cattivo funzionamento delle ghiandole lacrimali ed evaporazione troppo rapida del liquido lacrimale che asciuga la cornea e la irrita.

Le cause che portano all’insorgere della malattia dell’occhio secco sono diverse. L’età è il maggior fattore di rischio, con prevalenza nelle donne. Altri fattori sono la presenza di patologie oculari come la congiuntivite, blefarite, disfunzione delle ghiandole di Meibomio, malattie dermatologiche, alcune malattie autoimmuni come la sindrome di Sjogren, l’artrite reumatoide e anche il diabete. Anche diversi fattori esterni possono indurre occhio secco: ad esempio l’inquinamento, la continua esposizione a videoterminali o ambienti scarsamente areati, il trucco, l’uso prolungato di lenti a contatto. Ultimo ma non meno importante, gli interventi chirurgici agli occhi sono fattori che possono portare all’occhio secco.

Nella maggior parte dei casi, la terapia richiede il ripristino dell’equilibrio del sistema di superficie oculare; il trattamento a lungo termine con sostituti lacrimali ad azione lubrificante, protettiva e mucoadesiva, può risultare vincente nel controllo dei segni e sintomi. Alcon, da 70 anni attiva nel trattamento di questa patologia, ha investito costantemente in ricerca e sviluppo ed è leader in questo campo.

La strategia

Il piano strategico è partito a gennaio di quest’anno con l’implementazione di un nuovo modello di business, mentre il secondo capitolo legato all’evoluzione del portafoglio dei prodotti include alcune formulazioni senza conservanti, con l’obiettivo di offrire alla classe medica una gamma completa per soddisfare anche i pazienti con sintomi ricorrenti, e un progetto di line extension che prenderà il via a partire dal 2022.

“Per quanto riguarda il nuovo modello di business, le leve del cambiamento sono tre: informazione scientifica sulla classe medica di riferimento, distribuzione diretta in farmacia e disease awareness sul paziente.

In primis, abbiamo creato una divisione interna dedicata all’informazione scientifica. L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare il presidio con la classe medica per spiegare la composizione dei prodotti e la loro attività terapeutica ed in secondo luogo identificare progetti di collaborazioni funzionali alla realizzazione di linee guida d’approccio terapeutico pre e post intervento chirurgico.

La seconda leva strategica consiste nel rafforzamento del presidio distributivo affinché le farmacie italiane abbiano a disposizione nel punto vendita i prodotti prescritti dall’oculista. A tal proposito, Alcon ha deciso di stringere un accordo commerciale con un partner consolidato nel settore farmacia.

La terza leva strategica si focalizza maggiormente sul paziente, raggiunto da attività digitali e sul punto vendita, finalizzate a supportare tutti i sufferers che non ricorrono allo specialista per patologie lievi di secchezza oculare (uno su due in Italia), ma preferiscono ricercare il trattamento terapeutico in modo autonomo, o attraverso il passaparola o il web, o affidandosi al consiglio del farmacista.”

Cristalfarma In collaborazione con Alcon Italia