Ue contro AstraZeneca, si va in tribunale. La società: “Accordi rispettati”

La Commissione europea è passata ai fatti e ha denunciato la società. La multinazionale si difende affermando di aver rispettato gli accordi presi

La Commissione europea ha annunciato di aver intrapreso le vie legali contro AstraZeneca per il mancato rispetto dei vincoli contrattuali sulla fornitura del vaccino. Il colosso anglo-svedese si difende dicendo, in una nota, di aver rispettato gli impegni presi. La controversia, dopo una fase di colloqui privati, arriverà in tribunale.

La società si difende

L’azienda esce allo scoperto e si difende. “Abbiamo rispettato pienamente l’accordo di acquisto con la Commissione Ue”. Secondo la società ogni decisione della Commissione è priva di fondamento in quanto, sempre secondo la nota pubblicata sul sito ufficiale di AstraZeneca, entro aprile saranno consegnate 50 milioni di dosi come concordato. La vertenza finirà quindi in tribunale dopo che i colloqui in sede privata, previsti dal contratto, hanno portato a un nulla di fatto.

Le motivazioni della Commissione

L’esecutivo comunitario ha incassato l’ok di tutti i 27 Stati membri per procedere contro l’azienda rea di aver fatto attendere i cittadini europei e per non aver compiutamente valutato sia le proprie capacità produttive, sia quelle distributive. In aggiunta, a complicare il quadro, c’è anche la faccenda degli effetti collaterali che, a quanto pare, riguarda in linea generale la piattaforma adenovirus (che è la stessa di J&J). Comunque vadano le cose, l’Ue avrebbe già deciso di intraprendere una via diversa e puntare tutto sul mRna di Pfizer, Curevac (in arrivo), Moderna e Covavax (anch’essa in attesa di ok dell’Ema e della firma di un contratto).

Questione di principio

Ma se l’Ue vuole davvero cambaire strategia e abbandonare vaccini che non abbiamo la componente del Rna messaggero, a cosa porterà una sentenza? Che sia a favore o in sfavore, la giostra mediatica intorno ad AstraZeneca servirà solo a dirimere la vicenda alla luce di questioni di principio. Gli studi legali di entrambe le parti avranno parecchio da fare, soprattutto quelli di parte Commissione Ue. Il contratto firmato pende molto dalla parte della società e inciderà fortemente l’ormai famoso “massimo sforzo possibile” scritto nero su bianco sul contratto. Le divergenze in merito agli errori commessi sia da AstraZeneca che dall’Ue verranno ora ripianati in sede giudiziaria? Bisognerà attendere. Nel frattempo si lavora per salvare l’immagine delle parti in causa visto che, economicamente parlando la decisione sembra essere stata presa, ossia non rinnovare i contratti con J&J e AstraZeneca una volta scaduti. Al netto, ovviamente, di colpi di scena.