AstraZeneca e la canadese Geneseeq realizzeranno un innovation center di bio-diagnostica in Cina

Il centro di Guangzhou dovrebbe avviare un programma integrativo e incentrato sul paziente in cui coesistono diagnosi, trattamento e riabilitazione per i malati oncologici

Diagnostica

AstraZeneca ha annunciato una collaborazione con Geneseeq Technology, società canadese di diagnostica oncologica di precisione, per la realizzazione di un Innovation center di bio-diagnostica a Guangzhou, in Cina. Il centro dovrebbe avviare un programma integrativo e incentrato sul paziente in cui coesistono diagnosi, trattamento e riabilitazione dei tumori.

Il progetto

Il progetto combinerà l’esperienza di Geneseeq nello sviluppo di strumenti di diagnostica clinica, con la profonda esperienza di AstraZeneca nello sviluppo di terapie oncologiche per produrre piattaforme diagnostiche innovative per i malati di cancro. La collaborazione delinea anche gli sforzi congiunti per costruire un laboratorio di diagnostica clinica a Guangzhou International Bio-Island.

Le partnership

Lo scorso 23 aprile, AstraZeneca ha tenuto la cerimonia di apertura e dodici sotto-forum del tradizionale  simposio a Wuxi, in Cina. La conferenza ha sottolineato diverse collaborazioni significative con partner di ricerca del settore, clinici e accademici nelle principali aree terapeutiche come l’oncologia, la cardiologia e la nefrologia.

“I riflettori sul futuro della cura del cancro sono puntati sull’approccio di gestione dell’intero corso per portare maggiori benefici ai pazienti, compreso il monitoraggio perioperatorio per i tumori in stadio precoce e intermedio e lo screening e la diagnosi precoce del cancro”, ha commentato Yang Shao , fondatore e Ceo di Geneseeq China.

La lotta al cancro

Nella lotta contro il cancro, lo screening e la diagnosi precoci sono diventati uno degli obiettivi principali di Geneseeq. L’azienda ha sviluppato un modello di screening precoce del cancro multi-omico, denominato Mercury. Collaborando con i migliori centri oncologici, i dati preliminari mostrano prestazioni promettenti nei pazienti con cancro del fegato, del colon-retto e del polmone con una sensibilità dell’80-95% e una specificità del 98%. Per convalidare ulteriormente il modello Mercury, nel 2020 è stato avviato uno studio clinico su larga scala e si prevede che arruolerà 100mila partecipanti con un piano di follow-up quinquennale.