Combattere la contraffazione, l’utilizzo dei dati per far crescere le imprese

Dalla produzione alla distribuzione le aziende hanno bisogno di monitorare i propri prodotti e contrastare così la falsificazione. Nuove tecnologie potrebbero evitare perdite lungo la supply chain e far crescere il business delle società. Gianfranco Landolfi, Sales Director del Gruppo Antares Vision propone il suo punto di vista. *IN COLLABORAZIONE CON ANTARES VISION

Le aziende farmaceutiche hanno ancora un potenziale incredibile di crescita, ma un freno al loro sviluppo è dato dalla contraffazione dei farmaci. A dare spunti di riflessione importanti è Gianfranco Landolfi, Sales Director del Gruppo Antares Vision (in foto). Landolfi spiega come l’immissione sul mercato di prodotti farmaceutici falsi o rubati (perché non tutti i prodotti sul mercato nero sono falsi, ma semplicemente inseriti illegalmente nel circuito) sia uno dei temi che più sta a cuore alle società del settore in quanto tali illeciti colpiscono direttamente le loro casse (in termini di fatturati). Ma il mondo della contraffazione è vastissimo e gli strumenti da applicare per contrastarla sono tantissimi. Uno su tutti, per cominciare, la tracciatura lungo la filiera distributiva.

Qual è l’impatto reale della contraffazione di un farmaco?

A livello mondiale le perdite stimate superano i 70 miliardi di euro, dove il mercato europeo pesa per quasi 10 miliardi. Ma se prendiamo in considerazione tutto l’indotto, il valore di dieci miliardi è sicuramente sottostimato. E l’incidenza è pesante anche per quanto riguarda i posti di lavoro. In Europa, stando alle statistiche, si perdono più di 37 mila posti di lavoro. E parliamo dell’industria diretta. Se prendiamo in considerazione l’indotto, i numeri triplicano.

Da alcuni anni si parla di nuovi sistemi di lotta all’illecito. Ma prima di passarne in rassegna alcuni, può dirci quanta consapevolezza c’è del pericolo?

Da quando la Turchia, primo Paese al mondo, ha avviato la fase di implementazione di nuovi progetti di tracciatura, c’è stata un’espansione a macchia d’olio a livello internazionale. Tantissimi Stati, dall’Ue, all’India, passando per Cina e Usa si sono messi in gioco per implementare a loro volta i sistemi di serializzazione e aggregazione dei prodotti.

Passiamo ora alle strategie…

La prima è sicuramente legata alla serializzazione che è il punto di partenza di ogni politica che voglia contrastare la contraffazione. Innanzi tutto è la catena di produzione il primo tassello che deve essere implementato a livello di soluzioni di questo tipo. Ovvio, la serializzazione non è la panacea, ma è un passo iniziale attraverso cui le aziende avviano la lotta alla contraffazione. Si punta a identificare ogni singola unità vendibile sul mercato, producendo, tra l’altro, una grande mole di dati.

Ecco il dato, appunto. Il controllo della filiera si basa soprattutto sulla gestione delle informazioni acquisite durante i processi…

La sfida vera e discriminante riguarda proprio la gestione del dato sia a un livello verticale all’interno della società che orizzontale lungo tutta la supply chain. Mi spiego. In questo campo rientrano ad esempio anche i dati della geolocalizzazione perché un’azienda vuole conoscere l’area in cui viene distribuito un proprio prodotto al fine di contrastare meglio i mercati grigi o paralleli che per loro sono un’altra fonte di perdite. Lungo la filiera, purtroppo, una società si affida a un distributore e spesso, da quel punto in poi, rimane cieca. In Antares Vision promuoviamo una soluzione che, oltre a supportare i diversi siti produttivi, garantisce la tracciatura ed il monitoraggio lungo tutta la filiera distributiva, fino ad arrivare al paziente finale. Il fattore comune di questi due elementi è il dato che ci consente di rintracciare il prodotto ovunque esso si trovi.

Parla di blockchain?

Anche. La Blockchain è utilissima per validare il dato in quanto la transazione evita che ci sia un unico giudice del processo consentendo che la validazione avvenga da più parti. La Blockchain è un ulteriore tassello che si aggiunge ad una serie di strumenti tecnologici, volti a combattere le frodi. Antares Vision da tempo collabora direttamente con grandi colossi dell’informatica per l’utilizzo di queste piattaforme, al fine di accrescere il livello di sicurezza, sia per l’industria, che per i pazienti ed i consumatori finali.

Voi avete numerosi uffici e sedi in più parti del mondo e questo vi consente di avere una panoramica internazionale del fenomeno. Concorda sul fatto che è difficile far parlare una stessa lingua a sistemi molto differenti tra loro? Si pensi a Brasile e Russia, dove anche voi siete presenti

Assolutamente. L’obiettivo di Antares Vision, così come quello delle istituzioni a livello mondiali, è di convergere verso un unico standard, in modo da rendere il dato intelligibile tra i diversi paesi. Il Brasile in passato, e la Russia più di recente, sono stati validi esempi di come Antares Vision abbia lavorato con la sua soluzione a questa standardizzazione, adattandosi alle diverse specificità tecniche.

Da dove nasce questa discrepanza?

Una delle ragioni per cui ci sono così forti differenze è che c’è sempre un’autorità dietro che vigila e che ha interesse a monitorare il proprio mercato. In Russia, così come in ogni nazione, l’autorità competente è fortemente coinvolta nei processi di verifica legati a quello che viene venduto sul mercato, sia esso di produzione locale, o straniera.

Si può dire che ogni Paese abbia un proprio regolamento?

Innanzitutto bisogna dire che la fase di implementazione non è ancora terminata, specialmente per i paesi emergenti. Detto questo, anche paesi ad oggi sprovvisti di una legge nazionale di tracciatura, potrebbero essere chiamati a serializzare il farmaco, qualora parte della loro produzione fosse rivolta all’export. E’ il caso, per esempio, di una casa farmaceutica che risiede al di fuori del territorio Europeo, ma che esporta in Europa. L’obbligo di legge sussiste anche per i “non residenti”.

Soluzione, quindi?

La nostra mission è quella di utilizzare i dati generati di continuo in fase produttiva e di distribuzione così da creare un’identità univoca per ogni singolo farmaco. Noi, in qualità di membri di GS1 (organizzazione no profit che sviluppa e mantiene standard globali per la comunicazione tra imprese, tra cui quelle attive nella supply chain farmaceutica, ndr.) abbiamo interesse a promuovere uno standard unico in quanto, proprio nella mission di GS1 c’è la volontà di, diciamo così, diffondere il verbo. Ma che sia un verbo unico affinché il dato, una volta scambiato, sia compatibile con tutti i sistemi.

A proposito di sistemi diversi. Nel 2019 una legge europea ha tentato di omologare la tracciatura lungo la supply chain, ma l’Italia ha avuto una deroga fino al 2025. Come vanno le cose qui da noi?

Nonostante la deroga, l’Italia, ormai primo produttore di farmaci a livello Europeo, ha deciso, giustamente, di adeguarsi all’obbligo di legge e alle sue scadenze, equiparandosi agli altri Stati Membri. Dal febbraio 2019 le aziende farmaceutiche italiane comunicano con l’Hub Europeo, condividendo informazioni relativamente ai lotti prodotti che arriveranno sul mercato.

Qualche malumore a livello industriale si è percepito tra l’altro…

Ogni imposizione ha bisogno delle sue tempistiche per essere compresa e metabolizzata. Una volta esaurita questa fase, si percepisce quali benefici si possano apportare, sia a livello economico, sia a livello di efficientamento della produzione e della supply chain. L’opportunità sorge proprio dall’analisi della mole di dati che viene generata quotidianamente dai sistemi di tracciatura. Antares Vision mette a disposizione queste informazioni, elaborandole anche grazie ad algoritmi di Intelligenza artificiale, ai Decision maker nazionali e internazionali.

In ultima analisi come riassumereste il vostro impegno?

Antares Vision ogni anno investe sulle persone, sulla formazione delle stesse e in nuove tecnologie, con l’obiettivo di garantire l’integrità del prodotto e la massima trasparenza lungo tutta la filiera, a difesa del paziente. I sistemi di tracciatura, congiuntamente all’ispezione delle difettosità e alla gestione del dato, sono elementi fondamentali a raggiungere questo obiettivo e la loro combinazione ci proietta verso il concetto di identità digitale univoca.

In collaborazione con Antares Vision