Fascicolo sanitario elettronico: esperti e medici lanciano appello per una riforma urgente

Società italiana di telemedicina (Sit), Siaarti (anestesisti), l’istituto Irpps del Cnr  e Anorc (operatori e responsabili contenuti digitali) denunciano problemi operativi e chiedono un netto cambio di passo

fascicolo sanitario elettronico

Così com’è serve a poco. Esperti e medici chiedono una “riforma urgentissima” del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), per superare “molti problemi operativi” che oggi rendono questo strumento “poco utile” ai cittadini. L’appello arriva da Sit (Società italiana telemedicina), Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesi, rianimazione e terapia intensiva), Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr e Anorc (Associazione nazionale operatori e responsabili della custodia di contenuti digitali).

Servono informazioni corrette e fruibili

“Il Fascicolo sanitario elettronico – si legge in una nota congiunta è una delle chiavi della Telemedicina, che con un sistema informativo funzionante e dati di qualità può abbattere le ospedalizzazioni, anche nelle terapie intensive, in misura rilevante”.

Secondo Antonio Gaddi, presidente Sit, “per creare una sanità migliore servono informazioni sanitarie fruibili e corrette. L’attuale Fse – sottolinea –  non solo non consente di realizzare questi obiettivi, ma non ha ancora dimostrato di essere scevro di possibili effetti indesiderati e rischia di bloccare molte delle progettualità del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Fare rete

Spiega Flavia Petrini, presidente Siaarti: “Le nuove tecnologie digitali sono indispensabili anche per ridurre la pressione sulle strutture di ricovero ed in parte quella sul personale sanitario. Sia per la medicina perioperatoria, le Reti di terapia dolore e cure palliative e a maggior ragione per le cure intensive e l’assistenza alle criticità in emergenza”. Secondo la presidente, il Fse può essere “l’anello di congiunzione nella progettualità digitale fra medici di medicina generale, pediatri e specialisti del Ssn”.

Le differenze regionali

C’è poi il guaio, antico e trasversale a diversi ambiti della sanità, delle differenze regionali.   “La maggiore criticità, come ha spiegato è che oggi in Italia vi sono 21 Fse, uno per ogni Regione (in realtà 22 con il Fse “jolly” della Sogei) per l’autonomia delle Regioni con conseguente diversi contenuti e funzioni, oltre a quelle richieste a livello nazionale”, commenta Fabrizio L. Ricci, former director Lavse-Cnr.  Per Andrea Lisi, presidente Anorc Professioni, “vanno garantiti i principi di interoperabilità, accessibilità, minimizzazione, usabilità, condivisione, garantendo naturalmente una applicazione rigorosa del Gdpr”.