Illumina si oppone al controllo della Commissione Ue sull’accordo per acquisire Grail

Già l'antitrust Usa ha espresso perplessità sull'accordo a causa di una potenziale posizione dominante della società sul mercato. L'Ue ha avviato il medesimo controllo, ma la compagnia ritiene illegittimo l'intervento di Bruxelles

La Commissione europea riceve una richiesta di stop da parte della società statunitense Illumina che è attiva nel campo del sequenziamento del Dna in merito a dei controlli sulla maxi acquisizione della società di Grail (un produttore di test precoci tramite biopsia su liquidi che possono individuare diversi tipi di tumori) da otto miliardi di dollari. Secondo l’azienda, infatti, l’esecutivo europeo non avrebbe le competenze per valutare l’intesa.

La coda della valutazione Usa

L’origine della vicenda è statunitense. Dall’altra parte dell’oceano, come da prassi, l’accordo è stato vagliato dalla Federal trade commission (Ftc) per valutare gli impatti sul mercato dal punto di vista della concorrenza. L’ente di controllo antitrust ha valutato, però, come rischiosa l’operazione perché ha ritenuto eccessivamente dominante la posizione di Illumina stessa. Dopo un mese, anche l’antitrust europeo si è mosso avviando un’indagine. Illumina, da parte sua, ha criticato la decisione comunitaria in quanto Grail non avrebbe attività nell’Ue e quindi l’indagine di Bruxelles non avrebbe motivo di esistere.

Lo stallo

Si sta quindi creando uno stallo in seno all’Ue. Delle avvisaglie erano già arrivate da Francia, Grecia e Belgio e proprio in virtù di ciò l’antitrust europeo ha deciso di avviare la procedura. Illumina ha dichiarato che continuerà a lavorare di concerto con le istituzioni, affermando, però, di voler concludere l’acquisizione di Grail il più presto possibile.