Il vaccino di Novavax potrebbe arrivare a fine 2021

Non c'è ancora la firma di un contratto definitivo anche se un accordo di massima è stato raggiunto a dicembre 2020. Oltre all'ok di Ema si attendono sviluppi anche nel reperimento delle materie prime che hanno rallentato lafase di produzione

Le negoziazioni sono ancora in itinere, ma a quanto riferisce Reuters, il vaccino di Novavax potrebbe approdare in Europa alla fine del 2021 con le prime spedizioni a cavallo tra questo e il prossimo anno. Tutto dipenderà, però, dalle decisioni che Ema prenderà in merito.

Altro vaccino a mRna

L’Ue sta puntando tutto o quasi sui vaccini a Rna messaggero e proprio in virtù di ciò il prodotto di Novavax è molto atteso. Venuto a mancare il contratto con la francese Valneva, la Commissione ha parecchia libertà di manovra per chiudere un’intesa che, memore degli errori fatti con altre aziende (su tutte AstraZeneca), potrebbe stavolta tutelare maggiormente i cittadini europei. Infatti, come da prassi, i funzionari dell’Ue non si sbottonano sui parametri che sono sotto esame per stilare il contratto, in particolare quelli relativi alle scadenze sulle consegne. Stando agli accordi preliminari, la società dovrà consegnare circa 200 milioni di dosi, ma non è escluso che possano aumentare date le difficoltà incontrate con J&J e AstraZeneca. La firma finale sul contratto, dopo un ok iniziale a dicembre 2020, è slittata in quanto, ha dichiarato l’azienda, ci sono state difficoltà nel reperire le materie prime in fase di produzione.

Le materie prime

A Bruxelle sono fiduciosi, tuttavia anche Novavax sta incontrando difficoltà nel produrre velocemente il suo vaccino in quanto ha riscontrato problemi lungo la filiera di approvvigionamento delle materie prime. Un segnale da non sottovalutare poiché potrebbe avere ripercussioni una volta che la partnership è stata siglata. Certamente si vuole evitare un altro “caso” di distribuzione a singhiozzo, tuttavia i tavolo di confronto proseguono. L’altra incognita, per così dire, riguarda la valutazione del Chmp dell’Ema che dovrà supervisionare il prodotto. Anche da questo dipenderà l’avvio della distribuzione e somministrazione del vaccino, il quale, tra l’altro, non ha avuto ancora nessun via libera.