Il dato clinico: contributo di valore sulla comunicazione della salute

Alessio Carli, Managing Director & Partner di McCANN Health Italia spiega in un'intervista come il dato possa apportare un valore aggiunto alla comunicazione health. *IN COLLABORAZIONE CON INTERSYSTEMS ITALIA

La comunicazione in ambito health si deve basare sui dati, sulla verità e sulla forza delle evidenze che originano dal dato clinico per dare un contributo alla catena del valore. Ne parliamo in un’intervista con Alessio Carli (in foto), Managing Director & Partner di McCANN Health Italia.

Lo scenario healthcare è radicalmente cambiato con la pandemia dell’ultimo anno. Ma che cosa sta succedendo oggi alla comunicazione in salute?

L’emergenza sanitaria ha imposto la ridefinizione dei tradizionali modelli organizzativi, dei percorsi di cura e della relazione medico-paziente ma ha anche modificato la percezione stessa della professione medica. Ad essere impattati dalla pandemia non sono stati solo i pazienti e il personale sanitario, ma anche tutti coloro che ruotano a vario titolo intorno al mondo della salute.

A questo proposito, infatti, è molto interessante vedere come, in questo momento, le parole cambino forma. Basti pensare che per 4 specialisti su 10, oggi il ruolo dell’elemento “efficacia di un farmaco” assume un significato diverso, seppur rimanga comunque l’aspetto di maggiore importanza. I clinici oggi danno infatti un’interpretazione diversa all’efficacia, concetto che oggi assume un significato più ampio, più olistico: in pratica si è finalmente passati dalla sola gestione della malattia alla gestione del paziente. Questo è solo uno dei tanti esempi possibili ma, indubbiamente, non sono solo i concetti ad essere cambiati, ma anche il nostro modo di comunicarli.

Il digitale ha senz’altro un ruolo più predominante rispetto a prima, e ci sono aspetti su cui difficilmente torneremo indietro, ma è altrettanto difficile che i rapporti virtuali sostituiscano l’interazione di persona. Certo, in alcune circostanze, interazioni ed eventi in remoto sono e resteranno la soluzione più semplice, ma è anche chiara una necessità di interazione tra peer e con gli esperti, come momento di scambio necessario tra i clinici.

Come può la comunicazione supportare il potenziamento della ricerca scientifica?

La ricerca è in questo momento una delle fonti primarie di dati scientifici a nostra disposizione, e questi dati sono cruciali per gli stessi cittadini, in termini di salvaguardia della salute futura, non solo per l’innovazione scientifica, ma anche per garantire la sostenibilità del sistema. A questo punto, accelerare l’evoluzione della ricerca clinica, per ottenerne un reale potenziamento, appare in linea con una domanda di salute che si sta facendo sempre più pressante: basti pensare all’emergenza Covid che stiamo attraversando e al bisogno di cure che porta con sé. Il pubblico, non solo il paziente, è in attesa di risposte urgenti e chiare che spesso possono arrivare solo dagli studi.

A questo argomento sono strettamente legati anche i temi di liquidità dei dati, interoperabilità e sicurezza. È spesso difficile raccogliere e rendere disponibili all’utilizzo i dati di salute, visti i limiti giustamente imposti. Tuttavia, grazie alle tecnologie che permettono di condividere dati liquidi e di mettere in relazione dati complessi per ottenerne delle evidenze laddove prima questo non era possibile, le informazioni a disposizione giungono di fatto ad un maggior livello di dettaglio e ci permettono di avere insight più precisi e puntuali, anche dalle evidenze in real world. Tutto questo, nel rispetto dei limiti della protezione della privacy, permette di dare la giusta visibilità a tutti gli attori del sistema salute. In Italia si sta facendo molto oggi per la digitalizzazione. Siamo sicuramente sulla strada giusta affinché anche nella ricerca scientifica sia possibile fruire di questi vantaggi e semplificare non solo la raccolta delle informazioni ma anche e soprattutto la comunicazione con il paziente, anche in situazioni difficili come nel caso dell’emergenza sanitaria in atto, ad esempio permettendo comunque il monitoraggio dei pazienti, delle terapie e degli eventi avversi, oltre che la rilevazione dei dati a distanza, senza inficiare lo svolgimento degli studi e comprometterne l’esito. La tecnologia può essere veramente d’aiuto e ormai su questo vi è molta più consapevolezza da parte di tutti gli attori del sistema.

L’evoluzione della ricerca clinica può costituire un valore per i cittadini, ma in che modo si può renderla comprensibile a tutti?

In questo periodo, con il Covid e l’urgenza di trovare nuove terapie per rispondere al virus, ci siamo un po’ tutti abituati a sentir parlare di alcuni processi che hanno a che fare con la ricerca e l’iter di approvazione di un farmaco, tutte cose che fino a qualche mese fa erano un tema esclusivamente trattato dagli addetti ai lavori. Ora, questi argomenti sono quasi di discussione comune, ma è chiaro che i dati scientifici non sono sempre semplici da comunicare al pubblico e, affinché siano comprensibili e realmente rilevanti per la vita delle persone, è necessario trovare un modo semplice e accattivante affinché arrivino all’obiettivo.

È per questo che noi ci affidiamo alla creatività, che ci serve a dare impulso ai dati che, mai come adesso, sono indispensabili per fornire gli insight necessari a costruire messaggi e modelli di comunicazione efficaci e memorabili.

In questo senso, il nostro approccio si fonda su quello che chiamiamo “Truth 2 Meaning”: usare la verità, e dunque i dati di salute in questo caso, per fornire informazioni rilevanti e far sì che queste possano conquistare un ruolo realmente importante nella vita delle persone.

Il Truth 2 Meaning (T2M) è cruciale per identificare gli obiettivi di comunicazione e le attività che permettono di raggiungere il grande pubblico, aprendo una porta magica che ispira i creativi ad una grande idea di comunicazione. In pratica ci serve a strutturare strategicamente il pensiero, al fine di avere la certezza di fare il meglio per ottenere il risultato. Infatti, quando la verità è ben detta possiede l’esclusiva capacità di far agire le persone: è così che l’idea, la creatività, diventano rilevanti per le persone, nel loro quotidiano.

In sintesi, rilevare il dato scientifico è cruciale per creare un messaggio di salute che risponda all’esigenza di informazione dei pazienti, ma è imprescindibile che sia strategicamente accompagnato da un impulso creativo che lo trasforma in una notizia fruibile e impattante che sia soprattutto facile da ricordare e da trasmettere.

 

Homepage della rubrica “Il valore dei dati nella sanità digitale: sfide, processi e tecnologie”

In collaborazione con InterSystems Italia