Ue-AstraZeneca, il tribunale di Bruxelles decide per 80 milioni di dosi da consegnare entro settembre

Da una parte la società tira un sospiro di sollievo perché non è stata obbligata ad accelerare la produzione per rispondere alle esigenze dell'Ue. Dall'altra c'è la Commissione stessa che ritiene di aver avuto ragione sulle inadempienze della multinazionale

Venerdì 18 giugno è arrivata una prima sentenza sul caso Ue-AstraZeneca. Il tribunale di Bruxelles interpellato della Commissione Ue per le violazioni dell’azienda farmaceutica nel rispettare il contratto sulla consegna del suo vaccino, ha preso una decisione per certi versi pilatesca. Da una parte dà ragione alla società, dall’altra supporta l’Ue. Almeno è questo ciò che emerge dalle dichiarazioni post sentenza. Alla fine sono tutti contenti.

AstraZeneca festeggia

Se non è una vittoria poco ci manca. In quel di Cambridge, tuttavia, la società canta vittoria in quanto l’obbligo di consegna di 80 milioni di dosi all’Ue entro il 27 settembre la mette al riparo da uno dei rischi che incombevano sull’azienda anglo-svedese. AstraZeneca, difatti, temeva che il tribunale di primo grado la costringesse ad accelerare la produzione e distribuzione del suo vaccino accogliendo pedissequamente le richieste avanzate da Bruxelles. Insomma, alla fine alla società non dovrebbe pesare il carico da distribuire all’Ue entro i prossimi tre mesi.

La vittoria di Pirro dell’Ue

Dall’altra parte si mastica un po’ di amarezza. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen guarda, però, il bicchiere mezzo pieno dicendo che la corte ha dato (in parte) comunque ragione alla Commissione sulle manchevolezze di AstraZeneca ora costretta da una sentenza giudiziaria a rispettare il contratto.

Non tutto è oro quel che luccica

Ma attenzione, perché se AstraZeneca festeggia, è pur vero che la corte ha messo dei paletti molto stringenti. I giudici di Bruxelles hanno deciso che la società dovrà distribuire 15 milioni di dosi entro il 26 luglio, altri 20 milioni entro il 23 agosto e concludere il tutto con altri 15 milioni entro fine settembre. Ai 50 milioni che vanno aggiunti i 30 milioni che AstraZeneca ha già consegnato da quando è stato avviato il processo (e quindi arrivare a 80 milioni). Qualora l’azienda non dovesse rispettare le tempistiche, il tribunale ha ordinato che la multa per l’inadempienza sarà pesantissima e in linea con quanto chiesto dall’Ue: 10 euro per ogni dose non consegnata.