I Ceo delle maggiori aziende al mondo a colloquio con l’Ue

Un incontro di due giorni (21-22 giugno) sui temi caldi del momento: da Covid all'antibioticoresistenza passando per l'innovazione

La tavola rotonda del Ceo di Biopharmaceutical (Bcr), che rappresenta le principali aziende biofarmaceutiche del mondo, ha tenuto il suo primo incontro faccia a faccia da dicembre 2019 a Bruxelles lunedì 21 e martedì 22 giugno, per discutere le sfide sanitarie globali e le politiche di salute pubblica che incidono sull’innovazione biomedica. A colloquio con i quattordici amministratori delegati c’erano il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, la commissaria Stella Kyriakides e il Commissario al mercato interno Thierry Breton, nonché il primo ministro belga Alexander De Croo. Al centro del dibattito i temi più caldi del momento, su tutti l’ampliamento della produzione e distribuzione dei vaccini Covid-19 e come promuovere un ambiente che investe in innovazione.

Le proposte del gruppo di industriali

Il gruppo ha presentato una serie di proposte per superare gli ostacoli di accesso ai farmaci in Europa a partire dalle concessioni delle autorizzazioni al commercio. Si è anche parlato di prezzi. Di recente si è discusso della possibilità che l’Ue si costituisca centrale d’acquisto unica per i farmaci, ma gli industriali, che non vedono di buon occhio quest’iniziativa hanno cercato di spostare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di mantenere la diversità dei prezzi lungo tutta l’Ue.

Di Covid, innovazione e antibioticoresistenza

Sull’infezione da Sars-Cov2 si è discusso lungamente e le compagnie hanno confermato l’impegno per un accesso equo e sostenibile (alle loro condizioni) per tutti. Ma l’attenzione si è spostata anche sull’innovazione e sui rischi che sempre più fondi di investimento preferiscano diminuire le quantità di denaro da erogare per gli altissimi rischi della ricerca e, argomento non di poco conto, l’antibioticoresistenza. La delegazione ha fornito un aggiornamento sui progressi dell’Amr action fund che le aziende biofarmaceutiche hanno lanciato raccogliendo quasi un miliardo di dollari (oltre 825 milioni di euro) per aiutare a portare a commercializzare da due a quattro nuovi antibiotici entro il 2030. I Ceo hanno accolto con favore le recenti dichiarazioni del G7 sulla resistenza antimicrobica e hanno confermato il loro impegno a lavorare con i governi per pilotare nuovi incentivi che potrebbero risolvere la mancanza di una pipeline sostenibile per nuovi antibiotici. “Covid-19 non può e non è stato il nostro unico obiettivo negli ultimi due giorni. Siamo stati incoraggiati a guardare avanti: bisogna essere meglio preparati per le future pandemie e portare quanto di buono è stato fatto negli ultimi 18 mesi all’interno delle politiche sanitarie che verranno”, ha dichiarato il presidente di Bcr nonché presidente e amministratore delegato Ifpma e presidente del comitato esecutivo di Ucb, Jean-Christophe Tellier.

I partecipanti

A partecipare all’incontro in qualità di rappresentanti delle proprie aziende sono stati (oltre al già citato Tellier), Bill Anderson (Roche Pharmaceuticals), Hubertus von Baumbach (Boehringer Ingelheim e presidente dell’Efpia), Giovanni Caforio, (Bristol Myers Squibb), Eric Cornut (Menarini), Thomas Cueni (Ifpma), Joaquin Duato (Johnson & Johnson), Deborah Dunsire (Lundbeck), Paul Hudson (Sanofi), Olivier Laureau (Servier), David Loew (Ipsen), Catherine Mazzacco (Leo Pharma), Nathalie Moll (Efpia), Daniel O’Day (Gilead), Stefan Oelrich (Bayer), David Ricks (Eli Lilly e presidente Phrma), Steve Ubl (Phrma).