Brexit, mancano i veterinari alla dogana Francia-Inghilterra

Con l'uscita del Regno Unito dall'Ue sono aumentati i controlli alla dogana e Parigi fa fatica a controllare prodotti di origine animale e animali vivi in transito per la Manica. Per questo i francesi hanno chiesto aiuto all'Italia

C’era da aspettarselo con l’aumento dei controlli alla frontiera tra Ue e Regno Unito e c’era da aspettarselo che a soffrire di più sarebbero stati i doganieri francesi. Proprio i due lati della Manica sono infatti i punti più sotto stress per il passaggio delle merci e la situazione è diventata talmente pesante che addirittura mancano i veterinari per i controlli al confine costringendo Parigi a chiedere supporto ai vicini. Tra questi anche l’Italia.

Collo di bottiglia

La Francia sta subendo pesantemente il contraccolpo di Brexit complice una posizione geografica di favore quando il Regno Unito faceva parte dell’Ue, ma che ora è diventata molto complessa da gestire. Sono stati reclutati e formati oltre 300 veterinari, ma il numero sembra insufficiente. Addirittura la metà di quanto necessario. Per questo motivo Parigi ha chiesto supporto agli altri 27 tra cui l’Italia. Le autorità veterinarie si sono rivolte al ministero della Salute nostrano per vagliare l’interesse dei nostri professionisti per essere impiegati alla dogane della Francia del nord.

Francia chiama Italia

Sono cinquanta le posizioni aperte per la figura del veterinario ispettore di frontiera che sottostarà al ministero dell’Agricoltura e l’alimentazione francese. Il professionista interessato si occuperà di vagliare sia animali vivi che prodotti di origine animale nella traversata del confine. “Chiedono il nostro sostegno per interessare la professione veterinaria del nostro Paese per dare massima diffusione all’offerta di reclutamento di Medici Veterinari da parte delle Regioni Hauts-de-France, Normandia e Bretagna”, scrive il nostro ministero della Salute in una nota diffusa alle organizzazioni veterinarie, come riporta AnmviOggi.