Il biotech italiano si espande sempre più verso agricoltura e zootecnia

Il rapporto di Assobiotec-Federchimica ed Enea “Le imprese di biotecnologia in Italia. Facts&Figures – Aggiornamento congiunturale 2021" indica che tra il 2014 e il 2019 c'è stato un aumento dell'interesse delle aziende biotecnologiche del 64%

Sebbene l’attività delle imprese biotecnologiche rimanga in gran parte concentrata nell’ambito della salute tra il 2014 e il 2019 si registra una tendenziale espansione delle quote relative alle imprese che sviluppano applicazioni biotecnologiche per l’industria e l’ambiente oltre che per l’agricoltura e la zootecnia. A fare il punto della situazione è il rapporto annuale di Assobiotec-Federchimica ed Enea “Le imprese di biotecnologia in Italia. Facts&Figures – Aggiornamento congiunturale 2021″.

Agricoltura e zootecnia

L’incremento registrato nel lasso di tempo preso in esame riguarda il volume degli investimenti in R&S intra-muros che per l’ambiente riguarda il 52%, mentre per la zootecnia e agricoltura è del 64%. Il grosso degli investimenti, tuttavia, rimane nell’ambito della salute umana. “Il Rapporto conferma il trend di cambiamento strutturale in corso nel settore, con la progressiva crescita delle applicazioni biotecnologiche per l’industria, l’ambiente, l’agricoltura e la zootecnia. Una dinamica, questa, strettamente legata ai processi innovativi volti ad una maggiore sostenibilità ambientale che stanno caratterizzando molti comparti industriali, non di rado ‘tradizionali’, e per i quali il contributo delle biotecnologie è spesso cruciale”, ha dichiarato Gaetano Coletta della Direzione Innovazione e sviluppodi Enea.

Altri dati

Lo spaccato che viene consegnato dal report indica che il fatturato biotech delle imprese a capitale italiano specializzate nella R&S biotecnologica, rispetto all’anno precedente, cresce nel 2019 di oltre il 23%, ben al di sopra della media annua del 12,3% registrata fra il 2014 e il 2019. Da evidenziare anche l’aumento registrato, sempre per queste imprese, negli investimenti in R&S intra-muros, salito nel 2019 dell’11,4% rispetto all’anno precedente e del 46,7% rispetto al 2014, a fronte di una crescita nello stesso periodo 2014-2019 di circa il 31,5% per la spesa in R&S intra-muros del complesso delle imprese italiane (le quali per un 80% abbondante sono piccole o micro aziende). Crescono anche le startup. “Oggi siamo a un bivio cruciale ed è il momento, come sistema Paese,  di scegliere di seguire finalmente la strada dell’innovazione. Abbiamo grazie al Next Generation Eu e al Pnrr, risorse mai viste prima e un’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica su diverse priorità sulle quali da anni chiediamo interventi di policy2, ha detto Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec

La distribuzione regionale

A livello territoriale l’assetto del settore non presenta modifiche sostanziali. La presenza delle imprese biotech italiane è diffusa su tutto il territorio nazionale e, sebbene si registri una lieve crescita di quota delle regioni del Mezzogiorno (dal 16,6% del 2014 al 19,2% del 2019), il settore rimane concentrato per più del 60% nel nord del Paese. La concentrazione è ancora maggiore per le variabili economiche, con oltre l’85% del fatturato da attività biotech e più del 75% degli investimenti in R&S intra-muros che continuano ad essere realizzati in sole tre regioni: Lombardia, Lazio e Toscana. Unica regione meridionale che emerge per quota sul totale del numero di imprese e di investimenti in R&S è la Campania.