Oltre Covid-19, Dompé: “Rendere permanente l’accelerazione per trovare nuove terapie”

A dirlo è stato il Presidente dell'omonimo gruppo intervenuto durante il secondo Dialogo B20-G20 sulla Salute e le Scienze della vita. "La lezione più importante del Covid è che altri grandi killer potrebbero essere curati molto più efficacemente se applicassimo subito lo stesso approccio utilizzato per sviluppare rapidamente i vaccini", ha continuato

Covid-19 industria

Se si vuole andare oltre Covid-19 bisogna fare tesoro di ciò che si è imparato in questo anno e mezzo e “rendere permanente l’accelerazione nello sviluppo di nuove soluzioni e incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo, soprattutto quelli dedicati alle tecnologie più innovative, come l’mRNA”. A dirlo è stato Sergio Dompé Presidente dell’omonimo gruppo intervenuto durante il secondo Dialogo B20-G20 sulla Salute e le Scienze della vita a cui hanno partecipato anche Emma Marcegaglia, Chair del B20, Vasant Narasimhan, Ceo di Novartis; Rifat Atun, Professore di Global health systems presso la Harvard University; Nick Tomlinson, Global health adivser dell’Ooecd; Mario Monti, Senatore e Presidente della Commissione PanEuropea sulla Salute e lo Sviluppo Sostenibile del WHO e Davide La Cecilia, Sherpa del Working Group del G20 sui temi della Salute.

Mantenere alta la guardia e la velocità d’esecuzione

Dompé, che tra le altre cose è anche Chair della Task Force Health & Life Sciences del B20, punta il dito contro le frizioni e i rallentamenti regolatori per approvare test clinici e Aic per i farmaci. “Molte altre crisi sanitarie rischiano di esplodere. La lezione più importante del Covid è che altri grandi killer potrebbero essere curati molto più efficacemente se applicassimo subito lo stesso approccio utilizzato per sviluppare rapidamente i vaccini: la straordinaria collaborazione tra mondo scientifico, industriale e istituzionale che ci ha permesso di raggiungere questi risultati deve diventare un modus operandi permanente”

L’importanza della partnership pubblico-privata

“Come è emerso anche dal Global Health Summit di Roma, nel ripensare la salute globale per prevenire future crisi sanitarie è fondamentale promuovere una costante interazione tra il settore pubblico e privato e con le organizzazioni e le istituzioni internazionali, alimentando la cooperazione multilaterale” ha dichiarato Marcegaglia. “Le alleanze globali si sono dimostrate un potente strumento di risposta alla pandemia e saranno fondamentali per una ripresa sostenibile”. Narasimhan ha parlato invece dell’opportunità offerte dalle nuove forme di partnership pubblico-privato per rafforzare i sistemi sanitari e consentire la diffusione di trattamenti innovativi ad ampie categorie di pazienti, come quelli che soffrono di malattie cardiovascolari (Cvd). “In questo momento noi stiamo affrontando una ‘sindemia’, cioè una confluenza di più epidemie, poiché il Covid-19 oltre a devastare il mondo ha interrotto drasticamente le cure ambulatoriali e i percorsi diagnostico-terapeutici di molte altre patologie, come quelle cardiovascolari. Le conseguenze a lungo termine diventeranno più chiare con il passare del tempo ma ora, instaurando collaborazioni tra i diversi settori, abbiamo l’opportunità di far arrivare più rapidamente ai pazienti che ne hanno bisogno le ultime innovazioni biotecnologiche e, per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, di affrontare insieme la causa principale di mortalità nel mondo. Tali approcci potrebbero non solo contribuire ad arginare la marea sindemica che la società sta affrontando in questo momento, ma anche rafforzare i sistemi sanitari per le sfide impreviste che si proporranno nel futuro”.