Life science dopo Covid, lavoro agile e digitale nel futuro delle aziende

È quanto emerge da un’analisi sul futuro del settore, realizzata da Deloitte, dal titolo “Global life science outlook 2021”. Al centro del dibattito anche il ruolo delle agenzie regolatorie, oltre al benessere umano e ambientale. Dal numero 190 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON DELOITTE

Ripensare i luoghi di lavoro, accelerare la digitalizzazione, impostare modelli commerciali pensati su misura per il cliente, sviluppare collaborazioni e sperimentazioni cliniche innovative, abbreviare i tempi di sviluppo e revisione dei farmaci. Sono questi alcuni dei pilastri su cui edificare il futuro delle aziende nel campo delle scienze della vita, dopo la pandemia, secondo quanto emerge dal “Global life science outlook 2021”, realizzato da Deloitte. Il documento esamina i modi in cui Covid-19 ha accelerato i cambiamenti del settore e approfondisce cosa può essere migliorato in prospettiva futura. In concreto, la pandemia ha spinto verso l’adozione di nuove pratiche, nuovi modi di vivere e lavorare, ma ha anche potenziato l’utilizzo di tecnologie che altrimenti avrebbero impiegato anni per svilupparsi. Vediamo in che modo.

Riprogettare il lavoro

Secondo quanto emerge dall’analisi, lo scenario pandemico ha dato l’opportunità alle aziende di rivalutare le dinamiche lavorative e immaginare come esso verrà svolto in futuro. Da un giorno all’altro, infatti, i nostri modi di lavorare e di vivere sono cambiati e sono in continuo stato di evoluzione. All’interno di questo paradigma, quindi, la flessibilità diventa un elemento sempre più importante. Le lezioni apprese dalla pandemia mettono a fuoco le tendenze globali del capitale umano che si sono evolute per anni, verso il benessere, i processi di reskilling e i super team (ovvero gli esseri umani che lavorano con le macchine).

Connettività e 5G

Il 2020, inoltre, ha visto una crescita esponenziale della connettività attraverso un maggiore utilizzo di strumenti digitali, reti più veloci (5G) e cloud computing. Nascono nuovi modi di collaborazione in grado di ridurre il tempo, la distanza e i costi delle comunicazioni. In questo contesto, le aziende stanno anche rivalutando la necessità e il ruolo dei luoghi di lavoro, andando alla ricerca di nuovi modi per mantenere viva la cultura aziendale e guidare l’innovazione.

Promuovere il benessere dei lavoratori

Al centro del dibattito sul futuro delle aziende medtech e delle scienze della vita, c’è il tema del benessere dei lavoratori. Le esigenze di salute dei dipendenti saranno fondamentali nell’ottica di prosperare e di acquisire nuovi talenti. In futuro, è essenziale trovare modi per mantenere la forza lavoro emotivamente ingaggiata e connessa, indipendentemente da come o dove fisicamente lavora. Una delle principali sfide per le aziende del settore sarà promuovere il senso di appartenenza tra i dipendenti e garantire che l’innovazione non vada persa, in un ambiente puramente virtuale, attivando sia una migliore collaborazione da remoto sia gli strumenti atti a consentire tali relazioni a distanza.

Accelerare la digitalizzazione

Dal punto di vista della digitalizzazione, secondo quanto emerge dall’analisi di Deloitte, uno degli effetti della pandemia è stata la rapida adozione di strumenti di assistenza sanitaria a distanza. Tale condizione consente la condivisione di dati e approfondimenti nell’intero percorso di assistenza, dalla fase di prevenzione delle malattie, passando al trattamento e fino al monitoraggio. È probabile, ipotizza il documento, che tale cambiamento nell’erogazione dell’assistenza sanitaria fornisca una migliore comprensione del ruolo e dell’efficacia del trattamento farmacologico.

Tuttavia, il tracciamento delle metriche sulla qualità della salute in formato virtuale e la formazione dei medici in modalità web rimangono tematiche sfidanti, Tali misurazioni sono fondamentali per le aziende farmaceutiche al fine di creare dati sul miglioramento della salute e sui risultati clinici. In più, l’allentamento delle normative durante la pandemia ha aumentato l’adozione della telemedicina in molti Paesi, ma le politiche di rimborso e di regolamentazione post-pandemia saranno fondamentali per una sua adozione e crescita in futuro.

Il ruolo delle farmacie

Durante la pandemia, le startup e gli operatori storici hanno ampliato le consegne a domicilio di medicinali, persino utilizzando i droni. Altre aziende di consumo stanno rafforzando i servizi di assistenza sanitaria: le farmacie digitali stanno rafforzando i servizi sanitari e le farmacie al dettaglio si stanno modellando come centri sanitari. Le farmacie stanno somministrando vaccini per il Covid-19 e, in futuro, il farmacista potrebbe essere un fornitore di cure riconosciuto, che prescriverà farmaci per malattie in fase acuta e gestirà malattie croniche.

Il cliente al centro

Quando gli ospedali e gli studi medici hanno bloccato le visite fisiche per ridurre al minimo la diffusione del virus, le visite virtuali con gli informatori medico-scientifici sono aumentate vertiginosamente. Oggi, alcuni medici affermano che in futuro si atterranno alle videochiamate per questo tipo di relazioni, anche se altri preferiscono ancora le visite di persona. Si sta evolvendo un modello commerciale ibrido, più solidale, che è un mix di fisico e virtuale. I rappresentanti delle aziende che avranno successo in futuro saranno quelli che avranno competenze scientifiche e che saranno interessati ai pazienti e in grado di avere confronti significativi con gli operatori sanitari. Per l’industria, l’opportunità post-Covid-19 è quella di ripensare come interagire con i medici e come generare valore attraverso i canali digitali e i prodotti on demand. I team di vendita e affari medici possono trarre vantaggio dai coaching sull’empatia e sulle interazioni virtuali. Ci si aspetta che i mega congressi medici del passato lascino il posto a eventi più virtuali e più ibridi.

Collaborazioni e sperimentazioni cliniche

La trasformazione digitale accelerata durante la pandemia ha visto la creazione di team agili, velocità di immissione sul mercato, rilascio del minimo prodotto fattibile e allineamento dei leader aziendali rispetto ai cambiamenti di processo, necessari per una maggiore velocità di immissione sul mercato. Il rapido sviluppo di nuovi vaccini per il Covid-19 dimostra che un nuovo tipo di razionalizzazione ed efficienza è possibile. A questo proposito, le aziende biofarmaceutiche stanno adottando varie strategie per innovare gli studi clinici e abbreviarne i tempi, inclusi nuovi progetti di sperimentazione e implementazione di tecnologie come l’intelligenza artificiale. Le collaborazioni con il mondo accademico, biotecnologico, società di piattaforma e fornitori di dati stavano già avvenendo prima della diffusione del virus, ma la pandemia ha accelerato il tempo, l’attenzione e il capitale rispetto a questo tipo di collaborazioni da parte del settore. Anche la progettazione e l’esecuzione degli esperimenti clinici hanno subito dei cambiamenti. Studi effettuati nel corso della pandemia hanno dimostrato che i grandi studi non devono necessariamente essere affari pluriennali. I regolatori stanno diventando sempre più flessibili nella progettazione delle sperimentazioni cliniche e nella loro velocità di esecuzione. Con il supporto degli organismi di regolamentazione, c’è una tendenza verso studi più incentrati sul paziente a lungo termine, con i vantaggi che ne conseguono. I trial saranno sempre più ibridi in futuro, caratterizzati da una combinazione tra visite di persona e virtuali.

Accorciare i tempi di sviluppo e revisione dei farmaci

La pandemia ha avuto ricadute anche nell’ambito regolatorio. Con il progredire della diffusione del virus, infatti, la Fda ha esaminato oltre 2.300 richieste di autorizzazione a uso di emergenza (Eua) e ha fornito tale autorizzazione a più di 600 prodotti, consentendo alle terapie di essere disponibili più rapidamente per i pazienti. L’Ema utilizza una revisione continua per i vaccini, uno dei suoi strumenti normativi accelerati per le emergenze che include anche consulenza scientifica rapida, autorizzazioni all’immissione in commercio accelerate e programmi per uso compassionevole. Gli sviluppatori potevano utilizzare piattaforme approvate in altre aree, come mRNA, per nuovi sviluppi, a condizione che avessero i dati a supporto. I vaccini hanno imposto una prospettiva di salute della popolazione globale e l’approccio è stato molto collaborativo tra agenzie di regolamentazione e industria. Le risorse scientifiche inter-agenzia hanno consentito tempi di revisione più brevi per i farmaci e i trattamenti relativi al Covid-19.

Il punto di vista regolatorio 

Con il desiderio di abbreviare lo sviluppo di nuovi farmaci e le tempistiche di revisione, i regolatori dovrebbero avvertire una certa pressione a partire dal 2021. Nuove strategie e tecnologie, tra cui le evidenze del mondo reale (rwe), studi su piattaforme, monitoraggio clinico da remoto e analisi avanzate possono aiutare le organizzazioni ad avere successo in nuovo ambiente normativo, accorciare le tempistiche e allo stesso tempo però accelerare la produzione di insight. Inoltre, gli studi clinici in corso potrebbero continuare, ma la conformità con i processi di buona fabbricazione (Gmp), che erano stati allentati durante la pandemia, potrebbe tornare. I regolatori adottano un approccio basato sul rischio in tutto ciò che fanno e pensare come un regolatore è fondamentale. Il modo migliore per capire cosa vuole un regolatore è studiare le ispezioni e i processi dal punto di vista del regolatore, analizzando con attenzione rischi e benefici. Le autorizzazioni all’uso di emergenza per il Covid-19 potrebbero essere un ottimo strumento per valutare il modo in cui pensa la Fda, anche se pensare a uno specifico prodotto non rispecchia il modo di operare di un’azienda. Gli stakeholder dovrebbero far riferimento all’Investigation Operations Manual della Fda, aggiornato nel 2020.

Supply chain e reshoring

Il Covid-19 ha fatto luce sulla dipendenza transfrontaliera nel commercio, nella produzione e nella distribuzione. Attualmente, oltre l’80% degli ingredienti farmaceutici proviene dall’India e dalla Cina e gli Stati Uniti fanno sempre più affidamento su entrambi questi Paesi per gli ingredienti farmaceutici attivi (Api). Per ridurre le dipendenze dall’estero, c’è una tendenza crescente a riportare la produzione in ambito domestico, almeno in parte. Nel 2021 si prevede che una quantità significativa di investimenti sarà nel reshoring, in particolare per le carenze di capacità (ad es. iniettabili, vaccini). I player stanno collaborando per aumentare la domanda di vaccini in mezzo a vincoli di fornitura, mentre i cambiamenti nella produzione e nella catena di fornitura stanno guidando la necessità di nuove partnership. Le aziende dovrebbero aumentare le collaborazioni con altri player per garantire una consegna costante del prodotto sul mercato.

Successo mRna

Il successo di alcuni vaccini Covid-19 a base di mRna sta aprendo la strada a ulteriori innovazioni. Se l’mRna può essere utilizzato, non solo per i vaccini, ma per le cellule tumorali, potrebbe essere una delle terapie più interessanti dopo il vaccino contro la poliomielite. I vettori virali e i farmaci mRna sono difficili da produrre e i processi di produzione devono migliorare. Molte aziende farmaceutiche avranno bisogno di sfruttare i loro partner invece di fabbricare i prodotti da loro stessi.

Fattori umani e ambientali

Per concludere, uno sguardo ai fattori umani e ambientali. Con il settore delle scienze della vita in prima linea anche sul piano mediatico, le aziende del comparto devono pensare a come fare affidamento sulla fiducia e come muoversi verso una crescita valoriale sempre maggiore. La ricerca mostra che il Covid-19 non ha reso le persone meno preoccupate per il cambiamento climatico globale. Le principali aziende continuano a impegnarsi per ridurre o eliminare il proprio impatto in termini di carbonio. Il modo migliore per raggiungere e mantenere la sostenibilità può essere un focus collettivo, tempestivo e strategico puntando sui valori umani e sociali (più comunemente chiamati Esg). L’obiettivo del settore per il 2021 dovrebbe essere guidato da accesso, garanzie ed equità per tutti. Quest’ultima componente, nell’ambito della salute, richiede di assistere le persone con le risorse necessarie per mantenere o migliorare gli standard di salute. La diversità dei pazienti si trova in meno del 10% di quelli arruolati negli studi clinici. È importante che un target in studio sia rappresentativo della popolazione, che alla fine potrebbe utilizzare un farmaco o una terapia. Le aziende life science stanno stanziando investimenti significativi per ridurre le disuguaglianze in termini di salute, occupazione e genere. Il successo, oggi e in futuro, dipenderà dalla creazione di valore collettivo per tutti gli stakeholder, in modo trasparente e sostenibile.

In collaborazione con Deloitte