Se il diabete diventa social

La ricerca di supporto (consigli, riconoscimenti, manifestazioni di empatia) la principale motivazione da parte dei pazienti. *IN COLLABORAZIONE CON NOVO NORDISK

diabete social media

L’uso di social network e comunità virtuali è ormai radicato e spazia anche nel campo della gestione della salute, diabete incluso.

Al primo posto nell’utilizzo per motivi di salute vi è la ricerca di un supporto sociale, che può essere di tipo informativo e/o emotivo, ricevendo consigli, complimenti o altre dimostrazioni di empatia. Uno studio di Myneni e colleghi realizzato su un campione di ben oltre 80 mila messaggi postati sulla community online della American Diabetes Association ad esempio ha rilevato che nel 74,2% dei casi emergeva la ricerca di un supporto sociale (Myneni S, Lewis B, Singh T, et al. Diabetes Self-Management in the Age of Social Media: Large-Scale Analysis of Peer Interactions Using Semiautomated Methods. JMIR Med Inform. 2020;8(6):e18441. https://medinform.jmir.org/2020/6/e18441).

La ricerca di supporto sociale non è l’unico tema che caratterizza le discussioni sul diabete online che appaiono sui social network. Tra i temi più ricorrenti rilevati dallo studio di Myneni emergono infatti:

  • Ricerca di supporto sociale (presente nel 74,2% dei casi);
  • Confronti sulle opzioni farmacologiche (21,4%);
  • Confronti sui progressi che gli utenti riuscivano a compiere in riferimento ad outcome clinici oggettivi (18,8%);
  • “Momenti di insegnamento” (16,4%; come ad esempio: “Lo stress può avere un enorme impatto sui tuoi valori. Anche un solo giorno può aumentare significativamente i miei valori e ho avuto periodi di stress più lunghi che so che hanno aumentato l’HbA1c. Quindi, quando hai a che fare con un periodo stressante, conviene aumentare l’esercizio e ridurre i carboidrati”);
  • Messaggi che ispiravano ad intraprendere cambiamenti positivi per la propria salute (12,6%)

L’utilizzo dei social da parte delle persone con diabete per fini legati alla salute non si limita alle interazioni tra soli pazienti e nel tempo sta aumentando il numero di professionisti sanitari, società scientifiche e associazioni pazienti attive in quest’ambito.

Un’altra ricerca di Gabarron e colleghi ha analizzato 3 anni di post su Facebook, Twitter e Instagram da parte della Norwegian Diabetes Association per valutarne il coinvolgimento degli utenti a seconda delle tipologie di contenuti.

Hanno scoperto che i post sul diabete che hanno coinvolto un maggior numero di utenti erano quelli che contenevano interviste e storie personali (circa il doppio rispetto a post più generali) e quelli che menzionavano giornate di sensibilizzazione e altri eventi (circa 1,3 volte). Il dato sull’engagement di interviste e storie personali era in contrasto con i risultati di un precedente sondaggio effettuato dagli stessi autori, suggerendo una discrepanza tra ciò che gli utenti dicono di volere e ciò che in realtà apprezzano.

 

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Homepage della rubrica ‘Innovation ABOUT Diabetes’

 

Cristalfarma In collaborazione con Novo Nordisk