Amiloidosi da transtiretina: la patologia e gli scenari attuali

Malattia multiorgano, l'amiloidosi da transtiretina è una patologia rara dai mille volti. Negli anni sono stati compiuti tanti passi in avanti sul versante terapeutico, ma occorre fare rete: solo un dialogo tra gli specialisti coinvolti su tutto il territorio nazionale consentirà di evitare gravi ritardi diagnostici. Al via su AboutPharma la rubrica dedicata. *CON IL CONTRIBUTO INCONDIZIONATO DI PFIZER

Amiloidosi da transtiretina

L’amiloidosi da transtiretina è una malattia rara, ancora poco nota e di cui è difficile dare una valutazione epidemiologica precisa. Formicolii agli arti, stipsi, scompenso cardiaco, sono alcune delle manifestazioni di questa patologia di non facile diagnosi. Proprio per fare awareness su questa delicata condizione, AboutPharma apre una rubrica dedicata, all’interno della quale verranno approfonditi gli aspetti relativi all’accesso alle cure, ai centri di eccellenza, alla ricerca dedicata. Il progetto, realizzato grazie al contributo incondizionato di Pfizer, darà voce agli esperti del settore, alle istituzioni e ai pazienti.

Proteina amiloide: cos’è?

L’amiloidosi da transtiretina è una patologia sistemica connessa alla deposizione di materiale proteico insolubile definito amiloide, colpisce vari organi e tessuti con conseguenze principalmente a carico di cuore e sistema nervoso periferico. La prevalenza è complessa da stabilire a causa delle varie mutazioni che ne stanno alla base. Recenti stime europee, tuttavia, indicano meno di un caso su 100 mila abitanti.

Andiamo però con ordine. L’amiloidosi da transtiretina rientra nel gruppo delle amiloidosi, un grande insieme di patologie diverse tra loro ma tutte caratterizzate dall’accumulo patologico, in sede extracellulare, di sostanza amiloide costituita da fibrille insolubili. L’accumulo può avvenire localmente, ma anche in modo diffuso coinvolgendo molti organi vitali con varie forme di insufficienza multiorgano. Oltre a cuore e sistema nervoso, possono essere compromesse le funzionalità di reni, apparato gastrointestinale, fegato, cute e occhi. Sono note circa 30 tipologie di amiloidosi, ereditarie o non, classificate in base a vari fattori.

I danni a cuore e sistema nervoso

Nell’amiloidosi da transtiretina la proteina coinvolta è appunto la transtiretina, prodotta dal fegato. Questa può assumere una forma anomala e creare aggregati che danno luogo, appunto, alla sostanza amiloide. Il corpo però non è in grado di eliminarla, con conseguenze a carico dei diversi distretti. “Da questo punto di vista”, spiega ad AboutPharma Gianluca Di Bella, professore associato all’Università di Messina, “la patologia è distinta in tre forme: una che colpisce solamente il cuore, una che riguarda solamente il sistema nervoso e una mista”.

Le due grandi forme di amiloidosi da transtiretina

Ma cosa sta alla base del processo di formazione della forma anomala di transtiretina? “Esistono due grandi famiglie di amiloidosi da transtiretina”, ci spiega Di Bella: “da un lato c’è la forma mutata legata a un’alterazione genetica che segue un andamento connesso alle familiarità. Si conoscono infatti aree di territorio con prevalenze maggiori di altre. Dall’altro c’è la forma non mutata o wild type che invece tende a manifestarsi maggiormente in soggetti di sesso maschile e dopo i 60 anni di età”. Tra le due, la forma mutata è quella in grado di presentarsi con un ventaglio più ampio di sintomi e segni: “L’interessamento cardiaco e nervoso è spesso presente ma in varie modalità che possono dipendere dal tipo di mutazione”. In tutti i casi sono presenti anche segni a carico di altri tessuti: ad esempio la sindrome del tunnel carpale, che tende spesso a precedere le altre manifestazioni.

Il cuore, l’organo più colpito

Le manifestazioni cardiache sono estremamente importanti nell’amiloidosi da transtiretina, tanto che spesso viene impiegato il termine “amiloidosi cardiaca” per indicare le forme che maggiormente interessano il miocardio a causa di infiltrazione di proteina amiloide anomala nel suo tessuto. Purtroppo spesso questa è non di rado confusa con altre patologie prettamente cardiologiche: “La più tipica manifestazione d’organo è infatti uno scompenso cardiaco”, aggiunge Di Bella. Tuttavia quando prodotto da amiloidosi, questo mostra caratteristiche peculiari. Da un lato è normalmente conservata la frazione d’eiezione, dall’altro sono evidenti alcuni campanelli d’allarme: “La deposizione di proteina amiloide avviene negli spazi tra le cellule del miocardio, con la conseguenza di un suo aumentato spessore e di una crescita di volume del cuore pur in presenza di una funzione cardiaca normale. In taluni casi può invece essere presente una disfunzione diastolica”.

Ritardi diagnostici: perché?

Quanto ai sintomi neurologici periferici, il quadro è variabile: “Il paziente può riportare formicolii agli arti, disturbi dell’alvo con stipsi e, nei maschi, disfunzione erettile”. Data la molteplicità di forme e la sovrapponibilità di molti sintomi cardiaci e neurologici con altri quadri, la diagnosi non è dunque semplice: “La malattia tende a nascondersi, pertanto occorre arrivare a un sospetto incrociando vari fattori quali l’evidenza di una cardiopatia ipertrofica con la raccolta dell’anamnesi e della storia clinica”. Oltre all’ecocardiografia, un aiuto nella diagnosi viene anche dalla scintigrafia ossea che consente lo studio dell’espressione del calcio. Determinante però per prevenire gli ancora frequenti ritardi diagnostici è, in questa come in tutte le malattie rare, la possibilità di fare riferimento a centri specializzati e multidisciplinari che contino su una diagnostica di qualità, sull’accesso a laboratori genetici e anatomopatologici e che facciano rete tra loro: “Occorre che le strutture comunichino tra loro, consentendo un confronto tra gli specialisti e i laboratori presenti su tutto il territorio”, dice Di Bella.

Fare rete, un imperativo

L’amiloidosi da transtiretina è una di quelle malattie rare che negli ultimi anni sono state testimoni di importanti novità terapeutiche. Oggi disponiamo infatti di farmaci che agiscono sul danno d’organo ma anche sulla patologia in quanto tale. Esistono infatti specifiche terapie che inibiscono la sintesi della proteina e altre che stabilizzano la proteina impedendone la deposizione nei tessuti: «L’obiettivo», conclude Di Bella, «è sempre più quello di agire sull’origine del danno d’organo prevenendo le conseguenze a cui questo può condurre sul breve e lungo periodo”.

 

Bibliografia di sintesi

Amiloidosi ATTRV122I, Orphanet, https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=85451

Amiloidosi cardiaca, conoscerla per diagnosticarla in tempo e gestirla al meglio, Omar, Pfizer, https://www.osservatoriomalattierare.it/documenti/category/7-documenti-vari?download=581:amiloidosi-cardiaca-conoscerla-per-diagnosticarla-in-tempo-e-gestirla-al-meglio-28-settembre-2019

Amiloidosi cardiaca: news su farmaci, terapie e sperimentazioni, Omar, https://www.osservatoriomalattierare.it/malattie-rare/amiloidosi-cardiaca

Amiloidosi: news su diagnosi, terapie, sperimentazioni e informazioni utili per i pazienti, Omar, https://www.osservatoriomalattierare.it/malattie-rare/amiloidosi

 

 

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