Mercato medical device nel 2020, l’Italia tiene ed è tra i primi in Europa

I dati arrivano da un report di Medtech Europe, la Confindustria dispositivi medici europea che assegna al nostro Paese una quota del 9% negli Md e del 14% negli Ivd

Il mercato dei medical device italiani ha retto. Nel 2020 il nostro Paese si è confermato tra i business più solidi del continente (non solo Ue, ma anche Paesi See). I dati arrivano da un report di Medtech Europe, la Confindustria dispositivi medici europea che pone in testa alla “classifica” la Germania e la Francia. L’Italia è poco dietro.

Il mercato e i competitori

Il report fa la distinzione tra dispositivi medici classici e in vitro che nel computo totale valgono 140 miliardi di dollari. Nel primo campo l’Italia si colloca in una fetta di mercato del 9% di poco inferiore al 12% del Regno Unito, al 14,7% della Francia e al 25,6% della Germania. Tallona la spagna con poco più del 6% e la Svizzera con il 4,4%. Per gli Ivd, invece, l’Italia mantiene il 14% del mercato a pari merito con la Francia. Poco più su al primo posto c’è la Germania con il 19%. Spagna e Regno Unito seguono con il 9%. La Svizzera è ferma al 4%.

Da rivedere l’export e l’import

Secondo il documento l’Italia esporta per circa quattro miliardi e importa per sei. Molto meglio di noi la Germania con 28 miliardi di export e 19 di import, l’Olanda (25 e 17), Irlanda (10 e 2), Belgio (10 e 9), Svizzera (9 e 4), Francia (7 e 10) e il Regno Unito (5 e 8). Facendo la media, l’Italia si colloca tra quei Paesi che importano più di quanto esportano con un differenziale di 1,9 miliardi di euro. Peggio solo Uk, Francia e Spagna.

Trend di crescita

Come si evince dall’analisi, il trend di crescita negli ultimi anni è evidente. Nel Md, dopo un calo tra il 2010 e il 2014, c’è stata la ripresa con un picco nel 2015 che ha raggiunto quasi il +10%. Nuovo calo nel biennio successivo prima di una nuova crescita che continua tutt’ora. Negli ultimi dieci anni, comunque, la media è stata positiva con un +2%. La domanda è diminuita nel 2009 a causa della crisi economica, determinando un tasso di crescita solo dell’1% (il più basso in 12 anni). Per gli Ivd, il mercato ha rallentato fino al 2013 con tassi di crescita annui intorno al 2-4%.
Il tasso di crescita medio dal 2013 è stato dello 0,9% mentre il tasso di crescita annuale del 2019 (ultimi dati disponibili) è stato dell’1,5%. L’andamento, seppur altalenante, ha permesso all’Europa di mantenersi saldamente tra i mercati più competitivi in assoluto (anche se molte imprese lamentano che le nuove normative come Mdr e Ivdr, possano invece inficiare l’interesse di capitali extra europei). Solo gli Usa fanno meglio dell’Europa con una quota di mercato del 41% (contro il nostro che è del 27%). Medaglia di bronzo per la Cina al 7,4%.

Effetto Covid

La pandemia ha colpito l’industria della tecnologia medica in modi diversi. Il Rinvio di interventi chirurgici
in tutti i Paesi dell’Ue ha portato a cure differite nei settori dell’ortopedia e dell’odontoiatria. All’estremo opposto, le vendite di Ivd (es. Pcr test), materiali di consumo (es. cannule nasali, siringhe, guanti chirurgici) e ausili per il paziente (apparecchi per la respirazione artificiale come ventilatori) sono salite alle stelle.