Appello Oxfam ed Emergency: “Via i monopoli sui vaccini, liberare le licenze”

Secondo le due organizzazioni la mancata liberalizzazione della proprietà intellettuale potrebbe costare caro agli Stati sia in termini economici che di rischio di recrudescenze di nuove varianti sorte in Paesi non ancora vaccinati e che potrebbero diventare incubatori di nuovi ceppi

Contestualmente all’approvazione in Italia delle licenze obbligatorie dopo l’ok del Senato della Repubblica, Oxfam ed Emergency rivolgono il proprio appello affinché la pratica si diffonda tra tutti i governi dei Paesi sviluppati per aiutare nella distribuzione dei vaccini anti Covid-19. “Il costo della vaccinazione globale con gli innovativi vaccini a mRNA – sostenuto dall’iniziativa Covax dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – potrebbe essere almeno cinque volte più basso, se i colossi farmaceutici non godessero dei monopoli sui brevetti dei vaccini Covid. Condizione che ha fatto pagare ai Paesi ricchi fino a 24 volte il costo stimato di produzione”, scrivono i due enti in una nota.

Costi esorbitanti

Il dossier realizzato fornisce alcune cifre indicative. Solo “Pfizer/BioNTech e Moderna nel 2021 potrebbero far pagare agli stati 41 miliardi di dollari in più, rispetto al costo di produzione stimato dei vaccini a tecnologia mRNA. Nonostante per il loro sviluppo le stesse aziende abbiano ricevuto oltre 8,25 miliardi di finanziamenti pubblici. Nuove analisi delle tecniche di produzione dei vaccini di tipo rMNA, messi in commercio da Pfizer/BioNTech e Moderna – realizzate da Public Citizen con ingegneri dell’Imperial College e pubblicate nel rapporto – rivelano infatti che questi vaccini potrebbero essere realizzati in media con un costo che varia da appena 1,18 a 2,85 dollari a dose”, continua il rapporto.

Le spese italiane, inglesi e tedesche

Nella nota diffusa il 29 luglio c’è anche spazio per un’analisi sul contesto italiano. “Solo l’Italia fino a oggi per questi due vaccini avrebbe speso 4,1 miliardi di euro in più di denaro dei contribuenti. Risorse che potrebbero essere investite per rafforzare il sistema sanitario nazionale, consentendo, ad esempio:

  • di allestire oltre 40 mila nuovi posti di terapia intensiva(ad oggi sono poco più di 8.500);
  • oppure di assumere oltre 49 mila nuovi medici (a oggi sono poco più di 100 mila quelli dipendenti del Servizio sanitario nazionale)”.

Anche ilRegno Unito avrebbe pagato 1,8 miliardi di sterline in più, sufficienti a garantire un bonus di oltre mille sterline a ciascun operatore del Sistema Sanitario Nazionale. La Germania avrebbe potuto risparmiare 5,7 miliardi di euro, che avrebbe consentito di assumere 100 mila nuovi operatori sanitari.

Il fallimento del programma Covax e i richiami per le varianti

A inasprire il dibattito ci sono due questioni non di poco conto. La prima attiene al fallimento dell’iniziativa Covax dell’Oms in quanto solo l’1% dei cittadini dei Paesi a basso-medio reddito è stato vaccinato a causa, denunciano Oxfam ed Emergency, delle corsie preferenziali ai Paesi più sviluppati economicamente (il report parla del 90% delle vendite). Il secondo tema riguarda invece le varianti per le quali potrebbero essere necessari i richiami. Su questo punto il report analizza la possibile corsa al rincaro dei prezzi. “La corsa al rialzo continuo dei prezzi purtroppo non sembra arrestarsi nemmeno ora, nonostante l’acquisto di un numero senza precedenti di dosi a livello globale, che avrebbe dovuto produrre una progressiva riduzione del costo dei vaccini. LUnione Europea ha ad esempio pagato ancora di più per gli ultimi ordini da Pfizer/BioNTech. Un trend – continua l’analisi – che continuerà in assenza di un’azione dei governi, spinto dalla possibilità che siano necessarie dosi di richiamo per gli anni a venire a causa dello sviluppo di nuove varianti.