Come cambia la distribuzione delle sostanze attive impiegate nella produzione dei farmaci veterinari

Con il nuovo Regolamento Ue 2019/6 sui medicinali veterinari arriva una disciplina dettagliata per gli operatori coinvolti nella catena di approvvigionamento, cioè importatori, fabbricanti e distributori. Dal numero 9 di Animal Health

come cambia la distribuzione delle sostanze attive

Nella produzione di medicinali per uso veterinario, come in quelli ad uso umano, viene abitualmente utilizzato un numero significativo di sostanze attive come materie prime per la preparazione. Le sostanze attive sono quindi dei prodotti poco conosciuti, ma fondamentali per il processo di fabbricazione del medicinale e vengono impiegate per la produzione del prodotto finito. Prima di essere coinvolte nel processo di manipolazione, attraversano una catena di fornitura ben chiara, all’interno della quale operano diverse figure.

Le novità

Con il Regolamento (UE) 2019/6 dell’11 dicembre 2018 è stata inserita per la prima volta una specifica disciplina di dettaglio che regola le attività degli operatori parte della catena di produzione e approvvigionamento di queste sostanze destinate alla produzione di medicinali destinati all’utilizzo sugli animali.

La norma è contenuta nell’articolo 95 del Regolamento (UE) 2019/6 che dal 28 gennaio 2022 sostituirà definitivamente la Direttiva 2001/82/CE, attuata in Italia attraverso il Decreto legislativo del 6 aprile 2006, n.193. Il dettato normativo individua tre tipologie di operatori: importatori, i fabbricanti e i distributori di sostanze attive.

In questo contesto, quando si parla di distribuzione si fa riferimento a tutti coloro che svolgono tutte le attività consistenti nell’acquisto, importazione, detenzione, fornitura o esportazione. Nel segmento distributivo, già in campo umano, è presente una procedura per il riconoscimento degli operatori che distribuiscono le sostanze attive. Il Decreto legislativo del 24 aprile 2006, n. 219, difatti, all’articolo 108 bis del D.lgs. 219/2006 specifica che vi è un iter amministrativo per il riconoscimento del distributore, sovrapponibile in linea di massima a quella inserita nel Regolamento (UE) 2019/6.

La registrazione

Nella stessa direzione, l’articolo 95 stabilisce che gli importatori, i fabbricanti e i distributori di sostanze attive che vengono utilizzate come materiali di partenza nei medicinali veterinari, stabiliti nell’Unione, devono registrare la loro attività presso l’autorità competente dello Stato membro in cui sono stabiliti. I distributori delle sostanze attive sono tenuti a trasmettere il modulo di registrazione all’autorità competente almeno 60 giorni prima dell’inizio previsto della loro attività.  La registrazione deve contenere almeno le seguenti informazioni:

a) il nome o la ragione sociale nonché il domicilio o la sede sociale permanente;

b) le sostanze attive da importare, fabbricare o distribuire;

c) i dettagli sui locali e le attrezzature tecniche.

Una volta presentato il modulo, l’autorità competente può decidere di effettuare un’ispezione, laddove valutando i rischi lo ritenga necessario. In tal caso, ne dà comunicazione all’interessato a cui, effettuato il sopralluogo, comunicherà anche l’esito a cui è subordinato l’inizio dell’attività. In alternativa, ove decorrano i 60 giorni senza che l’autorità competente comunichi l’intenzione di effettuare un’ispezione, l’attività potrà cominciare a priori. Nel caso in cui i distributori siano già attivi sul mercato e svolgano le attività già da prima del 28 gennaio 2022, inoltre, è prevista una proroga del termine di registrazione che si protrae fino al 29 marzo 2022.

Le modifiche

I distributori di sostanze attive, in ogni caso, hanno l’obbligo di trasmettere annualmente all’autorità competente anche un elenco delle modifiche intervenute rispetto a quanto ab origine dichiarato al momento della registrazione. Fanno eccezione le modifiche che possano incidere sulla qualità o sulla sicurezza delle sostanze attive fabbricate, importate o distribuite, poiché è necessario darne immediata notifica senza attendere l’aggiornamento annuale. Le informazioni rese dai distributori vengono poi riportate dalle autorità nella banca dati della distribuzione all’ingrosso.

Le buone pratiche

Per garantire che le sostanze vengano trattate secondo degli standard di qualità, il Regolamento impone ai distributori di sostanze attive l’obbligo di conformarsi ai principi contenuti nelle buone pratiche di distribuzione delle sostanze attive per la preparazione dei farmaci ad uso veterinario (c.d. Bdp o Gdp, Good distribution practice). Il testo delle Gdp sarà adottato dalla Commissione mediante atti di esecuzione secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 145, paragrafo 2. Una prima bozza del documento, su richiesta della Commissione, è stata elaborata dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) che ha presentato un suo parere scientifico che tiene in considerazione i corrispondenti oneri già in essere nel settore umano, così da non duplicare l’impegno delle aziende che operano in entrambi gli ambiti e degli ispettori.

Nel testo, infatti, si premette che per non incidere negativamente sulla disponibilità di medicinali veterinari nell’Unione, i requisiti relativi alle buone pratiche di distribuzione per i principi attivi utilizzati come materiali di partenza nei medicinali veterinari non dovrebbero essere più rigorosi di quelli corrispondenti in ambito umano.  I distributori dovrebbero garantire ai produttori di medicinali veterinari l’identità, l’integrità, la tracciabilità e la qualità delle sostanze attive utilizzate durante i loro spostamenti dai locali in cui sono fabbricati attraverso idonee modalità di trasporto e di stoccaggio, nonché che tali sostanze attive rimangano all’interno della catena di approvvigionamento legale sia durante la fase di trasporto che di immagazzinamento.

Il conseguimento dell’obiettivo, non può prescindere da un approccio coerente che coinvolga tutti gli operatori della catena di approvvigionamento per evitare che vi siano alterazioni o falsificazioni delle materie prime. Seppur tale concetto risulta molto chiaro nei medicinali veterinari intesi come prodotto finito, nell’ambito delle sostanze attive sembra decisamente più sfumato come metterlo in pratica. Il documento prevede che chi distribuisce le sostanze attive utilizzate per la produzione dei medicinali veterinari deve in primo luogo disporre di locali, impianti e attrezzature adeguati anche al fine di garantire un’idonea conservazione e distribuzione del prodotto.

Procedura di qualità

Come da prassi già nota ai distributori del settore healthcare, l’intero sistema deve reggersi su un’apposita procedura di qualità in cui vengono descritte nello specifico tutte le operazioni chiave, corredate dall’apposita documentazione che ne attesta lo svolgimento e va conservata. Ogni procedura deve essere spiegata nel dettaglio e aggiornata in base alle necessità per garantire in ogni momento che le sostanze mantengano le loro caratteristiche e non subiscano alterazioni.

Nel sistema di qualità devono essere individuati anche gli strumenti di gestione dei rischi, le precise responsabilità in capo alle persone, gli obblighi documentali e di segregazione, nonché eventuali azioni correttive o per trattare gli eventi avversi.   È fondamentale che qualsiasi informazione o evento di cui il distributore viene a conoscenza, che ha il potenziale di causare un’interruzione della fornitura, venga notificata ai clienti interessati. I principi ivi contenuti dovrebbero essere rispettati anche dagli attori terzi coinvolti nella distribuzione delle sostanze attive utilizzate per fabbricare i medicinali veterinari e dovrebbero rientrare tra i loro obblighi contrattuali.

Ciò che resta in sospeso è, infine, l’applicabilità delle Gdp sulle sostanze attive anche alle materie prime, ai reagenti o ai prodotti intermedi.  La bozza di regolamento è stata in consultazione pubblica fino al 9 giugno 2021 e, tra le opinioni espresse, risultava molto interessante proprio una segnalazione sul tema in cui si chiedeva di escludere dal campo di applicazione di cui all’art. 1, paragrafo 3, questi ultimi. Per sapere quali saranno i successivi sviluppi, occorrerà attendere la pubblicazione definitiva del Regolamento, attesa per il quarto trimestre del 2021.

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