Ictus, la Fda approva un device impiantabile per la riabilitazione

Il dispositivo è composto da un generatore di impulsi impiantabile posizionato sotto la pelle, con elettrodi collegati al nervo vago. Utilizzato durante un regime di riabilitazione fisica può aiutare il cervello a rispondere ai segnali motori del corpo, recuperando il controllo degli arti superiori

ictus device impiantabile

Arriva dagli Stati Uniti l’ultima novità per la riabilitazione post ictus. La Food and drug administration (Fda) ha infatti autorizzato il suo primo impianto di stimolazione nervosa, per aiutare i pazienti a riprendere il controllo motorio di braccia e mani paralizzati in seguito a ictus. Vivistim, questo il nome del device, è stato sviluppato da MicroTransponder e funziona stimolando il nervo vago che collega il cervello a cuore, polmoni e diaframmi, passando per il collo. Gli impulsi elettrici del dispositivo – quando utilizzato durante un regime di riabilitazione e di esercizio – possono aiutare il cervello a rispondere ai segnali motori del corpo, aiutandolo a riapprendere i comandi necessari per muovere i muscoli degli arti superiori.

Poche opzioni di trattamento

“Le opzioni di trattamento in grado di aiutare le persone che hanno perso la mobilità delle mani e delle braccia a causa dell’ictus ischemico, a riacquistare la funzione motoria, sono spesso limitate” ha spiegato Christopher Loftus, direttore ad interim dell’Ufficio Neurological and Physical Medicine Devices della FDA. “L’approvazione di questo dispositivo offre la prima opzione di riabilitazione dell’ictus utilizzando la stimolazione del nervo vago”.

Stimolare il nervo vago

Il dispositivo non utilizza farmaci ed è composto da un generatore di impulsi impiantabile posizionato sotto la pelle, con elettrodi collegati al nervo vago sul lato sinistro del collo. Il sistema può essere attivato dagli operatori sanitari in modalità wireless durante gli esercizi di riabilitazione. O dagli stessi pazienti a casa, che possono attivarlo da soli tenendo un magnete sul dispositivo, avviando una sessione di allenamento di 30 minuti.

Lo studio clinico

Per verificare l’efficacia del dispositivo è stato condotto uno studio clinico su 108 partecipanti che hanno effettuato la riabilitazione fisica con una serie di esercizi da 300 a 400 movimenti per 90 minuti al giorno, tre volte alla settimana, per sei settimane. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: un gruppo di controllo ha ricevuto impulsi elettrici molto bassi solo per i primi cinque esercizi eseguiti, mentre il gruppo di trattamento ha ricevuto una stimolazione nervosa completa per l’intera sessione.

Attraverso le misurazioni della funzione motoria e della disabilità è emerso che il gruppo di trattamento ha registrato un aumento medio del punteggio di cinque punti, rispetto ai 2,4 punti del gruppo di controllo. Inoltre, quasi la metà dei pazienti trattati ha visto miglioramenti di sei punti o più 90 giorni dopo la terapia, rispetto a circa un quarto del gruppo di controllo.