Residui di farmaci negli alimenti: non conforme solo lo 0,1% dei campioni

Nella relazione del ministero della Salute, aggiornata al 2020, i risultati dei controlli per verificare, nei prodotti di origine animale, la presenza di principi attivi, sostanze vietate o contaminanti ambientali

residui di farmaci

Il 99,9% dei prodotti di origine animale rispetta le regole sui residui di farmaci, sostanze vietate o contaminanti ambientali. Almeno secondo gli oltre 30mila campioni analizzati nel 2020 in Italia, nell’ambito del Piano nazionale residui. È quanto emerge dalla relazione annuale realizzata dal ministero della Salute.

Il Piano nazionale residui

Il Piano viene predisposto ogni anno dal ministerosulla base delle indicazioni previste dalle norme europee e viene attuato a livello locale grazie alla collaborazione delle Autorità competenti regionali e locali, degli Istituti zooprofilattici sperimentali e dei Laboratori nazionali di riferimento. Oggetto di indagine sono i prodotti di origine animale, in cui vengono ricercate le sostanze farmacologicamente attive autorizzate nei medicinali veterinari, le sostanze vietate (come quelle ad effetto anabolizzante) e i contaminanti ambientali.

Ok nel 99,9% dei casi

Nel 2020 nell’ambito dell’intera attività del Piano nazionale residui, i campioni prelevati sonostati 32.564. I campioni che, nell’ambito del cosiddetto “Piano mirato” (30.029 campioni), hanno fornito risultati irregolari per la presenza di residui sono stati complessivamente 27, pari allo 0.1 % del totale dei campioni prelevati. Per quello che riguarda le non conformità riscontrate, l’andamento è in linea con i risultati degli ultimi anni, con percentuali di irregolarità leggermente inferiori rispetto a quelli registrati in ambito comunitario.

Gli antibiotici

Un focus è dedicato agli antibiotici. “Il Piano nazionale residui – spiega il ministero – rappresenta uno strumento utile nel contrasto al fenomeno dell’antibioticoresistenza in quanto, monitorando la presenza di residui di farmaci veterinari, e quindi di antibiotici, nei prodotti di origine animale, permette di verificare il corretto uso del farmaco in allevamento, in termini di rispetto dei tempi di attesa, corretta registrazione dei trattamenti ed eventuali usi illeciti o impropri”

Nel Pnr vengono ricercati i residui di antibiotici nel muscolo (prelevato al macello) di bovini, suini, ovicaprini, equini, pollame, conigli e selvaggina allevata, nel muscolo di pesci allevati in acquacoltura (trote, specie eurialine), nel latte (vaccino, bufalino e ovicaprino), nelle uova e nel miele. Nel 2020, nell’ambito del Piano mirato, su un totale di 30.029 campioni totali analizzati per tutte le  sostanze e le matrici previste, 8.677 campioni (circa il 29%) sono stati analizzati per la ricerca di almeno una sostanza antibiotica. La percentuale di non conformità registrata nel 2020 per antibiotici si è attestata allo 0,14 per cento.