Sfida alla cronicità 4.0, così PharmaPrime supporta pazienti e aziende

E-health, engagement e soluzioni innovative costruite sui bisogni del paziente per migliorare l'assistenza e la cura. Ne parla nel dettaglio il Ceo Luca Buscioni. Dal numero 191 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON PHARMAPRIME

cronicità

La pandemia ci lascia in eredità un concetto molto semplice: abbiamo tecnologie e strumenti per realizzare un sistema salute più accessibile, più sostenibile e con un miglior impatto sulla qualità di vita delle persone. È questa la strada, delineata anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per rispondere alla grande sfida della cronicità. Tre le parole chiave: aderenza terapeutica, continuità della cura e servizi a domicilio. Lo sa bene PharmaPrime, azienda nata nel 2016 da un’idea imprenditoriale di un gruppo di professionisti del settore della salute, con l’obiettivo di supportare pazienti e caregiver attraverso servizi che vadano incontro alle loro reali necessità.

“L’esperienza della pandemia ha confermato l’esigenza di investire nello sviluppo di servizi che da un lato aumentino la consapevolezza dei pazienti sull’importanza delle terapie, e dall’altro rendano più semplice e continuativa l’assistenza e il monitoraggio da remoto, riducendo al minimo gli accessi alle strutture ospedaliere”, spiega Luca Buscioni, Ceo di PharmaPrime. Un’esigenza dettata dall’evoluzione dell’approccio al paziente, sempre più soggetto attivo nella gestione della propria malattia, cui fa eco un approccio sempre più “beyond the pill” da parte delle aziende farmaceutiche, orientato allo sviluppo di soluzioni integrate per migliorare l’aderenza e mantenerla nel tempo. Questa visione, spinta dalla necessità di rispondere ai bisogni di salute complessi di una popolazione che invecchia sotto il peso della cronicità (si veda box “Cronicità e aderenza terapeutica”), dà valore a quello che c’è oltre il farmaco, dai programmi di supporto al paziente all’ascolto costante dei bisogni dei medici, dei malati e del mondo dell’associazionismo.

Ed è proprio nel campo dei Patient Support Program (Psp) che PharmaPrime ha costruito la propria credibilità e il proprio successo, guadagnandosi la fiducia delle principali realtà del comparto farmaceutico presenti in Italia e di ospedali e Aziende sanitarie dislocate su tutto il territorio nazionale. Competenze e know-how che hanno consentito, ad esempio, di sviluppare durante il lockdown, in soli venti giorni, due Psp, uno rivolto ai pazienti narcolettici e l’altro alle persone affette da artrite reumatoide. La progettazione e la gestione dei Programmi di Supporto ai Pazienti non esauriscono tuttavia il campo di azione di PharmaPrime, che offre una consulenza a 360° per supportare le aziende farmaceutiche nella creazione di soluzioni terapeutiche e servizi sempre più centrati sui reali bisogni dei pazienti e in grado di coniugare le esigenze dei diversi stakeholder del sistema salute.

Dottor Buscioni, i Psp ricoprono un ruolo sempre più strategico all’interno del modello di business dell’industria pharma e medical device. Qual è l’esperienza di PharmaPrime?

In pochi anni, grazie alla partnership con numerose aziende farmaceutiche (si vedano più avanti le testimonianze di UCB, Angelini, Ferring), abbiamo attivato progetti in oltre dieci aree terapeutiche che rappresentano i maggiori ambiti di cronicità: dalla cardiologia all’endocrinologia, dal respiratorio alla reumatologia, dalla neurologia all’oncologia, alle malattie rare, passando per la salute della donna e la terapia del dolore. Siamo davvero orgogliosi dei risultati che abbiamo raggiunto insieme ai nostri partner e a tutti i professionisti con i quali condividiamo un obiettivo comune: migliorare la vita di migliaia di persone e delle loro famiglie, supportandole quotidianamente nel loro percorso di cura.

Il punto di partenza è sempre l’analisi del Patient Journey per identificare i bisogni terapeutici e assistenziali del paziente rispetto a una specifica patologia. Per dare risposte concrete a questi bisogni, lavoriamo in sinergia con i nostri partner, con le strutture sanitarie e con tutti i professionisti impegnati sul campo: dai medici di medicina generale agli specialisti, dagli infermieri ai farmacisti, alcuni dei quali compongono il nostro team. Non bisogna infatti dimenticare che i Psp non soltanto impattano positivamente sul paziente, ma rivestono un ruolo centrale anche in termini di supporto ai medici nell’erogazione delle cure e nel monitoraggio delle condizioni cliniche del paziente.

Quali sono, in concreto, gli obiettivi dei vostri Programmi di Supporto al Paziente?

In linea con la nostra missione di migliorare la salute e la qualità di vita delle persone, i nostri progetti perseguono due grandi obiettivi: supportare i pazienti nell’accesso e nella corretta assunzione delle terapie e garantire la continuità della cura. I servizi offerti nell’ambito dei Psp assicurano la reperibilità dei farmaci, la prenotazione dei medicinali in farmacia e la consegna a domicilio; facilitano la consulenza e il monitoraggio da remoto per intercettare e correggere comportamenti poco aderenti alle cure prescritte; promuovono l’educazione del paziente e semplificano la gestione delle terapie ricordando le scadenze legate al medicinale; consentono la somministrazione delle cure al domicilio del paziente. Possiamo dire che i nostri Psp sono un insieme di servizi pensati per i pazienti e, come tali, tengono conto non soltanto dei bisogni sanitari, ma anche di quelli legati alla sfera psicologica e sociale. Con l’obiettivo di aiutare i pazienti nell’accettazione della propria malattia ma anche di migliorare efficacia e qualità delle cure, i nostri programmi si caratterizzano per un approccio multidisciplinare che prevede il coinvolgimento di diverse figure professionali: medici, ma anche infermieri, fisioterapisti, psicologi, nutrizionisti per citarne alcuni.

In che modo PharmaPrime assicura la reperibilità dei farmaci?

PharmaPrime si avvale di una piattaforma proprietaria che dialoga con 18 mila farmacie partner distribuite su tutto il territorio nazionale, attraverso la quale riusciamo ad assicurare la reperibilità di tutti i farmaci di cui il paziente ha bisogno, ovunque si trovi, dalla più piccola cittadina alla grande metropoli. Il servizio risponde in maniera efficace e tempestiva anche alle esigenze di reperibilità di quei medicinali essenziali che, a causa di disfunzioni nella filiera distributiva (si veda box “Il mercato parallelo dei farmaci”), sono soggetti a carenze che impattano molto negativamente sulla salute dei pazienti. Si tratta senza dubbio di uno dei servizi ad alto valore aggiunto per le aziende partner, nell’ottica di garantire la continuità terapeutica alle persone affette da patologie gravi e invalidanti. Oltre alla ricerca del farmaco, gestiamo il ritiro e la consegna a domicilio di medicinali e dispositivi medici.

Quest’attività può risultare molto onerosa per i pazienti, in particolare per quei farmaci che vanno ritirati in ospedale o presso le farmacie territoriali delle Asl, spesso lontane dal luogo di residenza. Il servizio è svolto assicurando la più assoluta riservatezza nella gestione dei dati personali e il rispetto delle norme di sicurezza atte a garantire una corretta modalità di trasporto e conservazione del farmaco.

Quali sono i principali servizi offerti sul fronte dell’aderenza terapeutica?

L’aderenza terapeutica dei pazienti affetti da patologie croniche o che sono in terapia post dimissione ospedaliera, gioca un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli outcome di salute e qualità di vita desiderati, senza contare che i costi provocati dalla non aderenza costituiscono una delle maggiori cause di inefficienza del sistema sanitario.

In Italia si calcola che un paziente cronico su due non assuma regolarmente i farmaci, e ciò vale in particolar modo per gli anziani a causa della presenza di patologie croniche concomitanti che richiedono trattamenti a lungo termine con regimi terapeutici complessi. In risposta a questi bisogni, abbiamo sviluppato soluzioni innovative che ricordano quando sta per terminare il farmaco e provvedono in automatico alla consegna della nuova confezione tramite il servizio di Automatic Refill. I benefici per i pazienti sono evidenti, così come per le Aziende Partner che hanno in questo modo la possibilità di massimizzare l’efficacia della cura, generando un valore che va oltre la fornitura del farmaco.

Quanto conta l’engagement del paziente per il successo delle cure?

L’esperienza della pandemia ha ribadito con forza quanto sia fondamentale l’informazione ai pazienti, e più in generale ai cittadini, ai fini di una corretta prevenzione e cura. In linea con la nostra vision fondata sulla patient centricity, il patient engagement rappresenta un altro ambito di impegno di PharmaPrime, che si sostanzia nello sviluppo di progetti multicanale che facilitano la comunicazione diretta tra medico e paziente, mettendo quest’ultimo al centro di un ecosistema composto da tutti gli attori del patient journey: comunità medico-scientifica, associazioni pazienti, farmacisti, centri di cura, istituzioni sanitarie ai vari livelli, ecc. Nell’ambito dei servizi di patient engagement, organizziamo – anche grazie ad un utilizzo sapiente delle piattaforme digitali e social – momenti di confronto tra pazienti, familiari e medici, che hanno l’obiettivo di diffondere una maggiore conoscenza su specifiche patologie – dalla prevenzione alla diagnosi, alle opzioni terapeutiche disponibili – ma anche di promuovere la condivisione di esperienze, utile ad affrontare il percorso della malattia con maggiore consapevolezza.

Altro pilastro riguarda il supporto alla continuità assistenziale.

I nostri servizi sono pensati per dare una risposta concreta all’esigenza di maggiore integrazione tra ospedale e territorio. Possiamo dire che oggi interpretano pienamente la visione di un nuovo servizio sanitario di prossimità e l’indicazione della casa come primo luogo di cura contenute nel Pnrr. C’è poi il tema della tecnologia e sappiamo quanto l’innovazione digitale, anche nel campo dell’assistenza sanitaria, rappresenti un elemento imprescindibile per la costruzione di una sanità più moderna e vicina al cittadino. Grazie a una rete capillare di infermieri specializzati e a servizi di tele-health dedicati, sviluppati in sinergia con le strutture mediche, i nostri programmi supportano i pazienti cronici e in dimissione ospedaliera nella somministrazione della terapia a domicilio e nel monitoraggio da remoto. Inoltre, grazie ai nuovi approcci terapeutici digitali, promuoviamo la partecipazione attiva del paziente lungo tutto il percorso di cura e il dialogo con i professionisti afferenti ai diversi snodi della rete assistenziale: strutture ospedaliere, assistenza ambulatoriale e medicina di prossimità, incluse le farmacie territoriali che rappresentano il primo presidio sanitario per i cittadini e un punto di riferimento fondamentale per il counseling a supporto del paziente cronico.

Uno dei nostri obiettivi futuri è quello di implementare e integrare ulteriormente i servizi di monitoraggio all’interno dei Psp, potenziando la raccolta e l’analisi delle informazioni sull’andamento dell’aderenza alla terapia e sui nuovi approcci terapeutici, nell’ottica di accrescere la disponibilità di dati di real-world evidence, ambito nel quale siamo fortemente impegnati per migliorare il percorso di cura dei pazienti.

Valore aggiunto per i pazienti, dunque, ma anche per il sistema sanitario…

Esattamente. Attraverso i nostri Psp dedicati vogliamo rispondere alle specifiche esigenze di tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura e assistenza: i pazienti e i loro familiari, innanzitutto, che sono supportati nell’accesso alle terapie e nell’aderenza al piano di cura prescritto, ricevono assistenza continuativa da parte di operatori qualificati e riducono al minimo gli spostamenti per accedere alle strutture sanitarie. I medici, che sono supportati nel monitoraggio continuativo del paziente e del suo percorso terapeutico da remoto. Il sistema sanitario, perché un aumento dell’aderenza terapeutica incide positivamente sullo stato di salute e riduce l’utilizzo dei servizi sanitari per via delle minori complicanze cliniche legate alla non corretta assunzione del farmaco. Le aziende farmaceutiche, perché una maggiore aderenza terapeutica consente di massimizzare l’efficacia della terapia, aumentando al contempo la soddisfazione della classe medica, con ricadute positive in termini reputazionali.

Oltre ai farmaci da prescrizione, siete attivi anche nell’ambito della Consumer Health?

Sì, in questo ambito supportiamo le attività di marketing delle aziende grazie all’integrazione della nostra piattaforma con i gestionali delle 18 mila farmacie distribuite sul territorio nazionale, che ci consente di disporre di dati puntuali di sell-in e sell-out utili a inquadrare il bisogno di un dato farmaco. Inoltre, nell’ottica di supportare le strategie commerciali dei nostri partner e la valorizzazione del ruolo delle farmacie territoriali, sviluppiamo servizi ad hoc, ad alto valore aggiunto, pensati per costruire e/o rafforzare le relazioni tra le aziende farmaceutiche e le farmacie “best buyer”. Il know-how tecnologico, la partnership consolidata con una capillare rete di farmacie e la conoscenza approfondita del mercato ci consentono di offrire una consulenza a 360° e di sviluppare una molteplicità di servizi in risposta alle diverse esigenze dell’industria farmaceutica.

Identikit di PharmaPrime

PharmaPrime è leader nello sviluppo e gestione di progetti e servizi innovativi a supporto dei pazienti cronici e delle loro famiglie. Ha realizzato Patient Support Program (Psp) in più di dieci aree terapeutiche con il contributo di oltre 15 aziende farmaceutiche. Grazie alla collaborazione con 18 mila farmacie partner e alla sinergia con ospedali, asl e professionisti sanitari, offre i propri servizi ai pazienti di tutta Italia. L’azienda è inoltre attiva nel business del delivery farmaceutico, in continua crescita sul territorio nazionale e all’esordio in Spagna, anche grazie all’attenzione riscossa presso importanti partner finanziari. PharmaPrime ha sviluppato la prima piattaforma in Europa per ordinare e ricevere a domicilio oltre due milioni di prodotti della farmacia, attraverso un servizio innovativo che si avvale della consulenza continuativa di farmacisti dedicati e di personale specializzato per garantire la massima qualità e sicurezza del servizio erogato. Coerentemente con le finalità dei Psp di migliorare la qualità e l’efficacia delle cure, il servizio di home delivery persegue l’obiettivo di supportare i pazienti nella corretta assunzione dei farmaci, con particolare attenzione alle persone anziane, più a rischio sotto il profilo dell’aderenza. Il servizio di delivery è declinato anche nel segmento del welfare aziendale, attraverso progetti personalizzati per supportare la salute e il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. Rientra in quest’area di business la partnership con Assidim, tra i principali operatori nel campo dell’assistenza sanitaria.

Il mercato parallelo dei farmaci

L’irreperibilità dei farmaci costituisce un grave disagio per alcune categorie di pazienti e per le loro famiglie, e un problema non trascurabile per i medici nella gestione di diverse patologie. Il fenomeno è generato da distorsioni del mercato spesso collegate alle dinamiche del circuito distributivo, come ad esempio il “parallel trade”, che sfrutta le differenze di prezzo dei farmaci sui diversi mercati. In Italia sono numerosi gli esempi di medicinali essenziali – antitumorali, eparine a basso peso molecolare, antiepilettici, antipsicotici, broncodilatatori, farmaci per il trattamento della malattia di Parkinson e dell’ipertensione – che finiscono in mercati esteri, estremamente più redditizi, diventando pressoché introvabili, e mettendo così a rischio la continuità di cura dei pazienti.

L’esportazione verso la rete del mercato parallelo costituisce tuttavia una pratica commerciale legittima. Secondo il primo Rapporto nazionale Aifa (“Importazione parallela ed esportazione dei medicinali per uso umano”) nel triennio 2016-2018 sono state esportate quasi 90 milioni di confezioni di farmaci, cui corrisponde un valore attribuito di oltre 2,2 miliardi di euro. I principali Paesi destinatari sono la Germania, il Regno Unito, i Paesi Bassi e Israele che hanno un mercato solido di importazione parallela, rispetto ai Paesi del Sud Europa, prevalentemente esportatori. Più della metà delle confezioni esportate (56%) è costituita da farmaci afferenti a tre categorie AIC I livello, ovvero cardiologici, sistema nervoso e apparato gastrointestinale e metabolico. Tra i medicinali riguardanti ambiti terapeutici critici, come il sistema nervoso, prevalgono i farmaci anti-Parkinson, gli antidepressivi e i farmaci per il dolore severo. Gli antiepilettici, categoria a maggior consumo in Italia nel 2018, si posizionano al sesto posto per esportazione.

Cronicità e aderenza terapeutica

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie croniche sono responsabili dell’80% delle disabilità (IHME, Findings from the Global Burden of Disease Study 2017. Seattle, WA, USA; 2018), tuttavia nei Paesi sviluppati l’aderenza alle terapie non supera il 50% (World Health Organization, Adherence to long-term therapies: evidence for action, 2003). L’Italia non fa eccezione: secondo il Rapporto OsMed 2020, una scarsa aderenza (intesa come copertura terapeutica inferiore al 40%) è estremamente comune nei pazienti che utilizzano farmaci per le più diffuse patologie croniche, dagli antidepressivi (27,2%), agli antidiabetici (28,3%), dagli antipertensivi (17,7%) ai trattamenti per la BPCO (49,9%). Il mancato rispetto delle indicazioni terapeutiche fornite dal medico ha un forte impatto negativo sulla salute e la qualità di vita dei pazienti, ma anche sui costi assistenziali: a una bassa aderenza si associa un aumento del rischio di complicanze e delle ospedalizzazioni, la comparsa di eventi avversi derivanti dall’interruzione della terapia e l’aumento di decessi.

Secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità (dati PASSI e PASSI d’Argento, 2016-2018), su una popolazione residente in Italia di quasi 51 milioni di persone con più di 18 anni, oltre 14 milioni di persone convivono con una patologia cronica, e di questi 8,4 milioni sono ultra 65enni. Inoltre sono 5,5 milioni gli anziani con almeno tre patologie croniche concomitanti che richiedono trattamenti a lungo termine con regimi terapeutici complessi: si calcola che l’11% degli over-65 assuma più di dieci farmaci al giorno (dati Istat su invecchiamento attivo e condizioni di vita degli anziani in Italia, 2020) e che nel 2060 i grandi anziani con multimorbidità e polifarmaco terapia saranno 6 milioni, il 10% dell’intera popolazione (Aifa, Studio nazionale sulla qualità della prescrizione farmacologica nella popolazione geriatrica, 2013). In quest’ottica è necessario l’impegno di tutti gli attori del Sistema Salute per monitorare e correggere i comportamenti che impattano sulla scarsa aderenza, e promuovere il più possibile l’implementazione delle tecnologie che facilitano i pazienti nel seguire il percorso di cura.

Il welfare aziendale, la partnership con Assidim

Da circa due anni i servizi di PharmaPrime sono stati scelti come una soluzione innovativa da una importante Cassa di Assistenza Sanitaria, ASSIDIM (1800 aziende associate e oltre 280.000 assistiti). “Con questa collaborazione puntiamo ad offrire ai nostri beneficiari un accesso a servizi avanzati in una ottica di sostenibilità, cosi da coinvolgere in questa azione di divulgazione non solo le grandi realtà ma anche le PMI”, dice Antonio Corrias, Advisor dello Sviluppo Associativo di ASSIDIM.

UCB, Angelini e Ferring raccontano i programmi di successo

Una premessa. La stretta di mano tra PharmaPrime, UCB, Angelini e Ferring è stata dettata dalla necessità di rispondere all’esigenza di reperibilità di alcuni farmaci, elemento cruciale ai fini della continuità terapeutica e dunque della salvaguardia della salute dei pazienti. “Come azienda guidata dalla mission di fare la differenza nella vita delle persone, ci eravamo posti l’obiettivo di garantire a tutti la reperibilità dei nostri farmaci, in qualsiasi situazione”, spiega Federico Chinni, Amministratore delegato di UCB. “Avevamo già un progetto attivo dal 2015 ma nell’approcciarci al servizio di consegna dei farmaci a domicilio ci siamo resi conto che non riuscivamo a ottenere quanto speravamo.

Il progetto “SiCura®”

Così nel 2018 abbiamo iniziato a cercare un partner affidabile per sviluppare nuove soluzioni finché, a gennaio 2019, non abbiamo avuto modo di conoscere i servizi di PharmaPrime, con cui condividiamo un nostro valore fondante: il desiderio di fare la differenza per le persone che soffrono di malattie croniche gravi. Grazie al progetto ‘SiCura®’, le persone in trattamento con i nostri farmaci per l’epilessia e la malattia di Parkinson possono usufruire di un servizio gratuito per ricevere indicazioni sulla farmacia più vicina dove trovare il prodotto di cui hanno bisogno ed hanno inoltre la possibilità di prenotarlo per accertarsi di trovarlo al loro arrivo”, racconta Chinni.

Il programma SiCura® è stato tra l’altro inserito nella 4° Connecting Healthcare Guide rilasciata da EFPIA – European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations, ad ulteriore riprova del valore del progetto. “Con ‘UCB@Casa’, prosegue Chinni – invece, abbiamo attivato un servizio di consegna dei medicinali a dispensazione ospedaliera dalle farmacie ospedaliere al domicilio dei pazienti. È stato lanciato tra aprile e maggio 2020, nel pieno del lockdown, dando la possibilità alle persone affette da patologie croniche di curarsi a casa, riducendo così i rischi connessi alla pandemia ed evitando il disagio degli spostamenti, con ricadute positive sull’aderenza alla terapia e sulla qualità di vita”, conclude Chinni.

TrovarSi

Per Angelini parla Domenico Lucatelli, Market access manager dell’azienda: “’TrovarSi’ è nato dalla volontà di offrire un supporto ai pazienti affetti da schizofrenia per i quali la scarsa disponibilità del farmaco avrebbe potuto causare problemi di compliance e inappropriatezza clinica e terapeutica. Il progetto, ideato prima del lockdown e intensificatosi nella fase più acuta dell’emergenza, è il frutto di una totale condivisione tra il modello di lavoro di PharmaPrime e i nostri obiettivi: porre il paziente al centro di una rete di supporto integrata che ha come diretta conseguenza il miglioramento della qualità di vita, dell’aderenza e dell’efficacia della terapia”.

Il caso Ferring

Anche nel caso di Ferring, la logica è stata sostanzialmente la stessa. “Nel 2019 abbiamo ricevuto, in un solo anno, quasi 400 segnalazioni di indisponibilità di un nostro farmaco da parte di pazienti e di medici, che ha reso necessario individuare una soluzione per affrontare il problema in maniera strutturale”, spiega Massimo Dammacco, Financial Controller di Ferring Farmaceutici Italia, società che, a detta dello stesso Dammacco aveva “già attivato un servizio di SOS per le farmacie attraverso un corposo investimento. Nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo fatto oltre 7 mila spedizioni d’urgenza ai presidi territoriali per un totale di 43 mila pezzi”.

A fargli eco è anche il General manager Federico Gomes de Freitas: “C’è una grande responsabilità da parte nostra nel supportare i pazienti quando hanno difficoltà a reperire un nostro medicinale. Tuttavia, lo sviluppo e la gestione di progetti di questo tipo è un processo piuttosto complesso che richiede professionalità, esperienza e knowhow specifici. Sono questi i requisiti alla base della partnership di valore con PharmaPrime”.

Le funzioni aziendali coinvolte

L’implementazione di Programmi di Supporto al Paziente necessita del coinvolgimento di professionalità specifiche all’interno delle aziende: dagli specialisti nel campo del patient engagement e della supply chain come nel caso di UCB, alla direzione medica come nel caso di Angelini, o alla figura dell’in-market specialist con conoscenza dei meccanismi distributivi e competenza nella gestione dei dati, che gestisce i Psp in Ferring.

Le prospettive future

Nel disegno della sanità del futuro, all’insegna della razionalizzazione dei processi sociosanitari, della deospedalizzazione e delle cure di prossimità, i Psp avranno un ruolo sempre più centrale nel promuovere l’empowerment dei pazienti e supportarli nella corretta gestione del percorso di cura. “Ci auguriamo che progetti e servizi di questo tipo possano diventare sempre più numerosi e sempre più articolati, con l’obiettivo di accrescere il valore per i pazienti e per tutti gli altri stakeholder.

Non è una questione di Roi economico, ma di Roi inteso come fidelizzazione del medico e del paziente stesso”, commentano in Ferring. Da Angelini, invece, Lucatelli guarda più alla digitalizzazione: “Il Pnrr ha tra i suoi obiettivi il trattamento domiciliare delle acuzie. Con l’e-health e il fascicolo sanitario elettronico, l’utilizzo dei dati per monitorare l’uso appropriato dei medicinali porterà a una maggiore diffusione di questi servizi”.

Digitalizzazione e partnership, la via è tracciata

Programmare, monitorare e assistere attraverso tecnologie e piattaforme digitali sta diventando ormai una conditio sine qua non per tutti gli attori che vogliono operare nel campo dei Psp. Le partnership pubblico-privato possono contribuire a migliorare l’esperienza di cura del paziente. Victor Savevski, Chief Innovation Officer del Gruppo Humanitas fornisce qualche spunto di riflessione.

Molte aziende puntano su progetti in cui la componente digitale è predominante. Che ne pensa? Le imprese stanno andando nella direzione giusta? Assolutamente sì. La pandemia ha senz’altro accelerato processi già in corso, in particolare per la digitalizzazione del percorso del paziente. In sanità assistiamo già da tempo a questi progressi: dall’uso dell’Intelligenza artificiale alla telemedicina, tutto con l’obiettivo di migliorare e facilitare l’esperienza del paziente. La digital health entra di forza anche in alcuni programmi di Patient Support Program soprattutto per il monitoraggio dei pazienti e per supportare i caregiver. Quali vantaggi?

Il supporto della digital health

La digital health è uno strumento straordinario per seguire e soprattutto continuare a seguire il paziente prima, durante e post trattamento. Il vantaggio non è soltanto dal lato del paziente – che in questo modo sente di essere accompagnato in un percorso di cura che non finisce con il termine dell’intervento ma prosegue in maniera continuativa – ma anche dal punto di vista medico. Poter monitorare con più attenzione e più da vicino i risultati del proprio intervento permette di raccogliere più dati e acquisire maggiori consapevolezze e informazioni per ottimizzare costantemente la qualità clinica. Proseguire la comunicazione con il paziente quindi è ad oggi indispensabile anche ai fini della Ricerca di trattamenti più efficaci e cure migliori. Partnership tra privati ma anche col pubblico. Ci possiamo attendere un aumento delle collaborazioni nell’immediato futuro? Certamente sì. In Humanitas queste sinergie tra pubblico e privato sono attive da sempre. Proprio in virtù del Pnrr, pensiamo sia arrivato il momento di condividere risorse ed expertise a livello nazionale e rendere ancora più solide le collaborazioni future tra pubblico e privato. L’obiettivo unico dev’essere migliorare costantemente la salute. Per tutti.

boiron In collaborazione con PharmaPrime