Antibiotici riservati all’uomo: appello dei veterinari a Governo e Parlamento Ue

La Fnovi scrive a Draghi, Speranza e Sassoli in vista del voto dell'Europarlamento sui nuovi criteri per la prescrizione, che - dopo il sì alla mozione Hausling - limiterebbero le opzioni terapeutiche per gli animali

antibiotici riservati all'uomo

Escludere alcuni antibiotici dall’uso in veterinaria può mettere a rischio la sopravvivenza di molti animali sia nel comparto zootecnico che in quello degli animali da compagnia con possibili ripercussioni sulla sicurezza alimentare e, quindi, sulla salute di cittadini. A sostenerlo è la Federazione nazionale degli ordini veterinari (Fnovi) in una lettera – firmata ­dal presidente Gaetano Penocchio – inviata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. La lettera fa riferimento alla mozione Hausling, approvata a luglio dalla Commissione Envi, che ha bocciato i criteri proposti dalla Commissione Ue per tutelare gli antibiotici di importanza critica, proponendo una linea più restrittiva e penalizzante per la veterinaria. Della questione si occuperà a metà settembre la plenaria dell’Europarlamento.

I fatti

“Il regolamento europeo – ricorda la nota Fnovi – sui medicinali veterinari 2019/6 è stato adottato due anni fa. Gli Stati membri e il Parlamento europeo dovranno esprimersi per determinare quali antibiotici saranno riservati all’uomo e quindi vietati alla medicina veterinaria sulla base della proposta di atto delegato della Commissione Europea del 26 maggio 2021 in merito alla definizione di criteri per la designazione degli antimicrobici che devono essere riservati al trattamento di determinate infezioni nell’uomo (C/2021/3552). La proposta, tecnicamente coordinata con tutte le istituzioni scientifiche pertinenti, quali l’Agenzia europea per i medicinali (Ema), l’Efsa, l’Ecdc, l’Oie e l’Oms è stata trasmessa alla Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo. In Commissione Envi, il relatore responsabile del dossier Mep Martin Häusling (Verdi, Germania) – ricorda ancora la Fnovi – ha presentato una risoluzione per opporsi alla bozza dell’atto delegato della Commissione nell’evidente maldestro tentativo di proteggere l’uso dell’antibiotico nell’uomo e di arginare lo sviluppo dell’antibiotico resistenza, senza valutare nella sua interezza il quadro delle conseguenze”.

Antibiotici riservati all’uomo: la parola al Parlamento Ue

Sulla questione il Parlamento europeo è tenuto ora a esprimersi in seduta plenaria durante la sessione di metà settembre. “Se la risoluzione trovasse la maggioranza – continuano i veterinari –  il conseguente divieto dell’uso degli antibiotici comporterebbe effetti drammatici sulle terapie per la cura di tutti gli animali: molte infezioni batteriche non potranno più essere più trattate adeguatamente e le immediate ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza alimentare dei cittadini sarebbero gravissime. In buona sostanza, qualora la plenaria del Parlamento europeo confermasse la risoluzione, già a partire da gennaio 2022 potrebbe essere vietato l’uso veterinario di diverse classi di antimicrobici e antibiotici essenziali per la cura di infezioni gravi e potenzialmente letali”.

La questione antibiotico-resistenza

La lettera della Fnovi si sofferma poi su alcune considerazioni relative all’antibiotico-resistenza (Amr). “La resistenza agli antimicrobici – spiegano i veterinari – è il fenomeno per il quale un microrganismo risulta resistente all’attività di un farmaco antimicrobico, originariamente efficace per il trattamento di infezioni da esso causate. Si tratta di un meccanismo evolutivo naturale, determinato da mutazioni del corredo genetico per proteggere il batterio dall’azione del farmaco. L’utilizzo degli antibiotici in ambito clinico umano e veterinario genera una pressione selettiva nell’ambiente, favorendo la selezione di microrganismi resistenti e l’acquisizione di geni di resistenza portati da elementi genetici mobili che contribuiscono alla diffusione delle resistenze tra batteri anche attraverso fenomeni di scambio di geni per via orizzontale. Il contrasto dell’Amr non può quindi essere legato ad un mero divieto di utilizzo degli antibiotici, in quanto deve basarsi su una scientifica razionalizzazione del loro utilizzo, sia nell’uomo che negli animali. Vietare gli antibiotici esclusivamente nella medicina veterinaria non potrà arrestare la diffusione dell’Amr nell’uomo”.

Gli antibiotici servono

Secondo i veterinari, gli antibiotici devono essere impiegati a tutela della salute e del benessere animale, nonché a tutela della salute pubblica nel contrasto dell’Amr e delle zoonosi. “Negli ultimi anni – segnala la Fnovi ­– i dati dimostrano una diminuzione di oltre il 30% dell’utilizzo degli antibiotici in medicina veterinaria con una tendenza verso una continua diminuzione, in alcune specie animali, anche per oltre il 70%. Un divieto di utilizzo, poco razionale e in assenza di solide basi scientifiche, porterà unicamente a maggiori sofferenze per gli animali, per i quali verranno drasticamente ridotte o azzerate le possibilità di cura delle affezioni sostenute da microrganismi patogeni, un aumento delle patologie negli animali e delle zoonosi con conseguenti rischi per la salute pubblica, producendo minimi effetti sulla diminuzione dei fenomeni di Amr, in quanto le stesse molecole, utilizzate nell’uomo, manterranno nell’ambiente (acque, terreni) i geni di resistenza in grado di diffonderla”. Anche e soprattutto in questo ambito la risposta – ­secondo i veterinari – deve essere “One Health”, promuovendo interventi coordinati in ambito umano, veterinario e dell’ecosistema.

No a speculazioni politiche

Prima dell’appello finali, la Fnovi sottolinea che “un eventuale elenco di antibiotici che non potranno essere più utilizzati in medicina veterinaria, dovrà essere redatto esclusivamente su dati scientifici in base alla categorizzazione Ameg dell’Agenzia europea del farmaco (Ema)”. Dunque l’appello “affinché non venga politicizzato e trattato con superficialità” un tema fondamentale per la salute degli animali e dell’uomo. “Il nostro auspicio è che possa prevalere il senso di responsabilità da parte dei rappresentanti del Parlamento europeo quando saranno prossimamente chiamati a pronunciarsi. Auspichiamo pertanto un intervento – conclude la Fnovi  per ristabilire l’ordine delle priorità di carattere scientifico sul tema dell’antimicrobico resistenza, affinché questo pericoloso divieto dell’uso degli antibiotici per la cura degli animali non venga accolto”.

Il position paper Fnovi