Patogenesi del diabete: occhi puntati sugli RNA

Studi recenti stanno valutando i meccanismi di azione che potrebbero portare a realizzare nuovi metodi diagnostici e terapeutici. *IN COLLABORAZIONE CON NOVO NORDISK

Patogenesi del diabete: occhi puntati sugli RNA

Gli RNA sono implicati nella patogenesi del diabete: conoscerne i meccanismi è importante per mettere a punto potenziali metodi diagnostici e trattamenti. Gli studi condotti sia sugli RNA non codificanti che sugli RNA messaggeri rientrano in un filone di ricerca molto promettente. Un esempio è rappresentato da un lavoro del 2017 di Henaoui, Jacovetti e colleghi (“Emerging Classes of Small Non-Coding RNAs With Potential Implications in Diabetes and Associated Metabolic Disorders. Front Endocrinol (Lausanne). 2021;12,670719. https://doi.org/10.3389/fendo.2021.670719”). Gli autori hanno rilevato come la produzione di piRNA alteri il rilascio di insulina da parte delle cellule β dei ratti, mostrando inoltre che alcuni fattori genetici implicati nella predisposizione al diabete di tipo 2 si trovano in zone del DNA che codificano per ncRNA.

Altre evidenze sperimentali evidenziano che laddove il disturbo derivi da una carenza di ncRNA, si possono sfruttare oligonucleotidi sintetici. Laddove, invece, vi sia sovrapproduzione di proteine o ncRNA, si potrebbe intervenire con la RNAi. Ad esempio, l’attenuazione di miR-122 riduce i livelli di colesterolo nei topi e nei primati non umani fino al 40%, inoltre migliora la steatosi epatica nei topi obesi.

La modulazione dei ncRNA potrebbe quindi costituire un potenziale obiettivo delle terapie basate su siRNA e miRNA o sulla tecnica CRISPR/Cas9. Gli oligonucleotidi già approvati per uso clinico e quelli in fase di sperimentazione risultano efficaci contro molteplici patologie. Tuttavia, l’uso di RNAi presenta dei limiti. Dal momento che ogni ncRNA può comportarsi diversamente in base alla cellula, una delle sfide da affrontare concerne la specificità da raggiungere per minimizzare gli effetti avversi.

Per trattare il diabete, cellule bersaglio di queste terapie potrebbero essere cellule β e altre cellule pancreatiche, tessuti target dell’insulina, cellule infiammatorie e neuroni. I primi studi clinici su RNAi in ambito metabolico si sono concentrati su come abbassare la produzione di lipidi a livello epatico. Adesso anche alcuni trial specifici sul diabete sono in corso e auspicabilmente nei prossimi anni potremo assistere al passaggio di questa innovazione dal laboratorio alla pratica clinica.

 

 

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