Scoperto nuovo meccanismo di auto-riparazione dei muscoli, utile contro la distrofia

Non coinvolgerebbe le staminali, ma le cellule adulte vicine alla lesione. La ricerca pubblicata su Science ha importanti ricadute come spiega il genetista Giuseppe Novelli, e potrebbe aiutare a combattere la distrofia muscolare

muscoli distrofia

Non sarebbero le cellule staminali a prestare soccorso al muscolo danneggiato in seguito a una lesione, ma le cellule adulte più vicine alla lesione. Il meccanismo di autoriparazione descritto per la priva volta da un gruppo dell’Università spagnola Pompeu Fabra, in un articolo pubblicato su Science, potrebbe avere ricadute importanti, come per esempio combattere la distrofia muscolare.

I meccanismo di autoriparazione

I muscoli scheletrici, responsabili della locomozione, sono costituiti da cellule che hanno più di un nucleo: una caratteristica quasi unica nel corpo dei mammiferi. Sono cellule sottoposte a forti stress, che possono danneggiarle ma proprio “il meccanismo di protezione autonomo” individuato dal gruppo spagnolo costituirebbe il loro metodo di difesa.

I ricercatori hanno scoperto che ogni volta che avviene una lesione si accende un campanello d’allarme che fa partire una cascata di segnali molecolari. Questi, a loro volta, mettono in allerta le cellule muscolari più vicine alla lesione, che attivano una serie di proteine coinvolte nel loro movimento come la dineina, raggiungendo così il punto da riparare. Arrivate a destinazione, cominciano a produrre la molecola di Rna messaggero (mRna) che contiene le istruzioni necessarie a riparare il danno. In sostanza, i muscoli riescono ad autoripararsi stimolando la riorganizzazione del nucleo delle loro cellule adulte più vicina alla lesione.

Una nuova strada per la medicina rigenerativa

“Il processo di autoriparazione delle fibre muscolari si verifica sia nei topi che negli esseri umani dopo una lesione muscolare indotta dall’esercizio e rappresenta quindi un meccanismo protettivo efficiente in termini di tempo ed energia per la riparazione di lesioni minori”, osserva la biologa Pura Muñoz-Cánoves, dello stesso gruppo di ricerca. 
Il meccanismo apre una strada finora inedita della medicina rigenerativa e potrebbe rendere meno complesso e più rapido il recupero dei muscoli dopo un incidente o una malattia.

Scoperta chiave per alcune forme di distrofia

“Il meccanismo con il quale i muscoli scheletrici si autoriparano potrebbe quindi essere il primo passo per combattere alcune forme di distrofia”, ha riferito all’Ansa il genetista Giuseppe Novelli, dell’Università di Roma Tor Vergata. “Ci sono malattie neuromuscolari e atrofie che non rispondono alle terapie basate sulle cellule staminali e ora cominciamo a capire perché”.

“È un lavoro nuovo e interessante ed è possibile che il sistema scoperto coinvolga molti attori” ha aggiunto. “I ricercatori spagnoli hanno dimostrato che il muscolo danneggiato può essere riparato non solo dalle cellule staminali /satelliti esistenti già nei nostri muscoli, ma anche attraverso questo nuovo meccanismo che coinvolge i nuclei delle cellule del muscolo (mionuclei)”.

Le ricadute della ricerca

Le ricadute della scoperta secondo il genetista sarebbero almeno quattro, importanti sia per la ricerca di base sia per le possibili applicazioni. “Prima di tutto si dimostra quanto sia importante l’architettura cellulare e in secondo luogo che il nucleo, come abbiamo sempre ritenuto, è un organulo cellulare attivo e non soltanto un contenitore di acidi nucleici”. “Inoltre la ricerca aiuta a capire come mai in alcune malattie neuromuscolari non c’è auto-riparazione, probabilmente perché non si attivano i nuclei e non migrano. E infine si apre la caccia a farmaci capaci di attivare i nuclei delle cellule muscolari, utili contro malattie genetiche e forse anche contro i traumi muscolari, per esempio degli sportivi”.