Consip, aggiudicato accordo quadro da 64 milioni per gli stent coronarici

Rinnovata l’offerta con 177 mila dispositivi, suddivisi in quattro lotti. Risparmi del 16% rispetto ai prezzi medi di acquisto della Pubblica amministrazione

Consip, centrale acquisti della PA, ha rinnovato l’Accordo quadro per gli stent coronarici. In arrivo 177mila dispositivi per un valore complessivo di circa 64 milioni di euro. Rispetto ai prezzi medi di acquisto della Pubblica amministrazione si registra un risparmio del 16 per cento. A darne notizia è la stessa Consip in un comunicato.

I lotti

L’Accordo quadro avrà la durata di 12 mesi ed è articolato in quatto lotti merceologici in base alla tipologia di dispositivo:

  • Lotto 1: “BVS – Scaffold riassorbibili” (5.000 stent);
  • Lotto 2: “DES con polimero durevole” (80.000 stent, attivazione prevista a inizio novembre);
  • Lotto 3: “DES con polimero riassorbibile” (80.000 stent);
  • Lotto 4: “DES senza polimero” (12.000 stent);

Gli aggiudicatari

“Le PA possono affidare la fornitura ad uno o più degli operatori economici selezionati da Consip, individuandoli in funzione della graduatoria di merito o secondo il criterio della ‘scelta clinica’ ( ovvero per decisione motivata in relazione alla patologia del paziente e/o all’anatomia della coronaria). In tal modo – spiega Consip – si garantisce la più ampia scelta per le strutture sanitarie, che avranno la possibilità di acquistare gli stent più adatti alle esigenze di ciascun paziente, senza dover ricorrere a ulteriori procedure”. La tabella indica tutti gli aggiudicatari:

Il parere degli specialisti

L’Accordo quadro è stato sviluppato in collaborazione con la Società italiana di cardiologia interventistica (Gise). “La qualità dei prodotti – ricorda Consip – è stata valutata da una commissione composta da medici emodinamisti esperti, che ha verificato, mediante la documentazione tecnica a comprova presentata dai concorrenti, il possesso delle caratteristiche tecniche minime e migliorative dei prodotti offerti e ha valutato, mediante l’analisi della letteratura scientifica, l’appropriatezza clinica dei dispositivi”.