Oltre 1 milione di euro per ricerca e associazioni pazienti grazie ai Bandi Gilead

Grazie alla ricerca scientifica l’impossibile può diventare possibile. Lo crede la maggioranza degli italiani secondo un’indagine realizzata in occasione della Cerimonia di premiazione dei 58 vincitori dei Fellowship e Community Award Program

bandi gilead

Il trapianto di organi, la vaccinazione di massa degli anni ’50, gli antibiotici e arrivando al XXi secolo, la mappatura del Dna e il farmaco per prevenire la diffusione dell’Hiv. Sono le sfide un tempo impossibili che grazie alla ricerca scientifica sono diventate realtà, secondo la ricerca Creating possible, realizzata da AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione in occasione della Cerimonia di premiazione della decima edizione dei Bandi promossi da Gilead Sciences in Italia, Fellowship e Community Award Program. Tra gli obiettivi futuri che oggi sembrano lontani ma che secondo gli italiani un giorno saranno raggiunti: la cura per tutti i tumori, anche quelli che oggi sono orfani di terapie, per le patologie neurodegenerative come il Parkinson e la disponibilità di terapie personalizzate basate sulle caratteristiche individuali.

Rendere possibili l’impossibile con la scienza

L’impossibile insomma, per l’85% degli intervistati è solo un obiettivo ancora da raggiungere grazie alla ricerca scientifica, che infatti per circa il 90% degli italiani è un fattore determinante per lo stato di salute e benessere. Rendere possibile l’impossibile è stato il tema dell’evento svoltosi a Milano per celebrare i 58 vincitori dei due Bandi – ricercatrici, ricercatori e associazioni pazienti – ai quali sarà assegnato complessivamente oltre un milione di euro per realizzare i loro progetti entro i prossimi 12 mesi.

I bandi Gilead

Rivolti al settore della ricerca medica (il Fellowship) e alle comunità di pazienti (il Community), i Bandi si propongono di selezionare e finanziare le migliori progettualità di natura scientifica o socio-sanitaria finalizzate a migliorare la qualità di vita dei pazienti, gli esiti della malattia o a favorire il raggiungimento di obiettivi di salute pubblica nell’area delle malattie infettive od oncoematologiche. Le due iniziative – giunte alla decima edizione –  a oggi hanno finanziato 500 progetti di natura scientifica o socio-assistenziale con un contributo complessivo di oltre 11 milioni di euro. Un sostegno per riconoscere, incentivare e premiare le eccellenze italiane, affiancando i finanziamenti pubblici non sempre adeguati.

Il commento di Alberto Mantovani

“I premi, come quelli promossi da Gilead, hanno un significato per la comunità scientifica e per i nostri giovani che va al di là del merito del premio stesso” ha commentato Alberto Mantovani, Direttore Scientifico Istituto Clinico Humanitas, intervenuto nel corso della Cerimonia con una Open Lecture proprio sul tema delle sfide impossibili in medicina. “La ricerca scientifica ha ricevuto un’attenzione limitata e i ricercatori si sono spesso sentiti ‘figli di un dio minore’. I premi trasmettono il messaggio di un apprezzamento sociale della ricerca di alta qualità e del suo ruolo per il presente e il futuro della Medicina”.

I risultati ottenuti con i bandi

Sul fronte della ricerca, il Fellowship Program ha consentito di far progredire le conoscenze delle patologie infettive, in particolare Hiv e Hcv, e di quelle oncoematologiche, specialmente linfomi, contribuendo a una loro migliore gestione e aprendo la strada a possibili nuovi approcci terapeutici. I risultati del Fellowship hanno dato origine a quasi 100 tra pubblicazioni e presentazioni a Congressi.

Il Community ha dato la possibilità alle associazioni del Paese, piccole e grandi, di poter dare assistenza e sostegno a pazienti e caregiver, di contribuire alla lotta contro le malattie infettive raggiungendo popolazioni spesso ai margini e prive dell’adeguata assistenza (ad es. carcerati, tossicodipendenti, migranti e homeless). Ad oggi sono quasi 5.000 i pazienti assistiti nell’accesso ai servizi sanitari e nei percorsi di malattia, 120.000 i materiali informativo/educazionali prodotti e distribuiti. Oltre 10.000, infine, i test Hiv/Hcv effettuati.