Confindustria Dm: escludere dai tetti di spesa i dispositivi usati per Covid

In vista della legge di Bilancio le imprese chiedono un primo “segnale di attenzione”. Poi la nuova governance con il superamento definitivo del payback

confindustria Dm

“Chiediamo al Governo un segnale di attenzione già in occasione dell’imminente Legge di Bilancio per escludere i dispositivi e diagnostici in vitro correlati alla gestione del Covid-19 dal computo dei tetti per gli anni 2020 e 2021 così come è già stato fatto per i vaccini, oltre che di supportare il lavoro avviato dal ministero della Salute per la governance dei dispositivi medici, che auspichiamo preveda il superamento del meccanismo dei tetti e misure di governo della spesa diverse dal payback che incentivino gli investimenti nel nostro Paese”. L’ha detto Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria dispositivi medici, durante la presentazione di un’analisi sul payback dell’Istituto Bruno Leoni.

Valorizzare le innovazioni…

“Il payback per i dispositivi medici – ha sottolineato Boggetti – va eliminato soprattutto in questo momento in cui si è capito che è importante investire in salute e si è deciso di ammodernare gli ospedali e rafforzare la medicina territoriale con i fondi del Pnrr. Obiettivo irrealizzabile senza le innovazioni tecnologiche delle industrie, che quindi vanno valorizzate e non penalizzate con tasse come questa, che costringono le imprese a ridurre gli investimenti in produzione, ricerca e sviluppo, ostacolando le evidenti ricadute su indotto e occupazione nel nostro Paese”.

… invece di penalizzare industria, Ssn e cittadini

Introdotto nel 2015 e ancora non applicato, il payback chiede alle aziende produttrici di dispositivi medici di sostenere il 50% dell’eventuale superamento del tetto di spesa stabilito a inizio anno dalle Regioni. “Meccanismi come il payback – ha continuato Boggetti – rendono paradossalmente debitrici aziende fondamentali per la salute e il benessere dei cittadini. A penalizzare il Servizio sanitario nazionale è lo stesso concetto di tetto di spesa che è completamente avulso dai veri bisogni di salute dei cittadini e definito solo per contenere la spesa, meccanismo che rischia solo di ostacolare l’erogazione delle prestazioni. Mettere in capo alle imprese fornitrici una parte degli sforamenti di questi limiti significa trasferire la responsabilità della corretta gestione della spesa pubblica a soggetti, quali sono le imprese, che non hanno alcun potere decisionale. Senza considerare poi che se si volesse rinnovare il parco tecnologico con i fondi del Pnrr con il meccanismo attualmente in vigore del payback tutto ciò sarebbe pagato a metà dall’industria”.

Ostacolo all’attrazione di investimenti

Il payback è considerato anche un ostacolo all’attrazione degli investimenti. “Data l’incertezza di quali potrebbero essere le somme da versare, rende l’Italia un Paese sempre meno appetibile per investimenti nazionali ed esteri, quando invece abbiamo bisogno di far tornare in Italia produzione e ricerca sulla scorta di quanto la pandemia ci ha insegnato”, ha sottolineato Boggetti.

Bene l’aumento del Fondo sanitario

Confindustria Dm ha comunque accolto con favore la notizia dell’aumento delle risorse per il Fondo sanitario nazionale (sei miliardi in più nei prossimi tre anni).“Accogliamo con molto piacere le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza, di voler avviare un grande patto con gli stakeholder. L’industria dei dispositivi medici è pronta a fare la propria parte per rilanciare la sanità di domani. La salute è stata ora messa al centro degli investimenti per il Paese e l’aumento del Fondo sanitario nazionale 2022-2024 è un primo segnale concreto. Mi congratulo con il ministro e con questo Governo che hanno finalmente capito che bisogna rifondare la sanità e investire su di essa, mettendo mano a una riorganizzazione strutturale del sistema”, ha detto Boggetti commentando l’intervento del ministro della Salute a un evento organizzato dalla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia.