Serve l’Hta per non sprecare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza

È il messaggio “consegnato” dalla Società italiana Health technology assessment ai deputati della Commissione Affari Sociali nel corso di un incontro virtuale organizzato in vista del XIV congresso nazionale di fine ottobre

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Sul tavolo della politica arriva un messaggio chiaro: serve l’Hta per non sprecare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È questa l’estrema sintesi di un meeting virtuale che ha messo a confronto il direttivo della Società italiana di Health technology assessment (Sihta) con la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. Un appuntamento organizzato nell’ambito dell’Health policy forum, che precede il XIV Congresso nazionale della Sihta in programma dal 26 al 29 ottobre 2021.

Le priorità della Sihta

Durante l’incontro, Francesco Saverio Mennini –  presidente della Sihta e docente di Economia Sanitaria e Microeconomia all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Kingston University London – ha ricordato le attività della società scientifica compiute negli ultimi anni, anche in collaborazione con gli atenei italiani. In particolare, ha evidenziato la necessità per il Paese, in questo periodo storico, di costruire una Agenzia nazionale di Hta che possa fare affidamento sul lavoro basato sulla logica di rete fra i nuclei regionali e aziendali di Hta.

Poi un riferimento alla sua partecipazione al tavolo del ministero della Salute sulle grandi apparecchiature e Pnrr: “Stiamo effettuando una mappatura e un’analisi del reale fabbisogno per vedere dove mancano queste tecnologie, per evidenziare il gap tecnologico fra le Regioni che genera la mobilità passiva, costosa sia per il sistema sia per i pazienti. Il Pnrr consentirà di ridurre il gap grazie all’Hta che permette ai decisori di individuare dove effettuare l’investimento”. Altro aspetto sottolineato da Mennini è la formazione e l’eventuale assunzione di personale  “capace di far funzionare le tecnologie onde evitare il loro inutilizzo generando degli sprechi di risorse”.

L’accesso ai fondi del Pnrr

Americo Cicchetti, past presidente e fondatore Sihta, coordinatore dell’Health Policy Forum, ha sottolineato come la distribuzione dei fondi del Pnrr dovrebbe essere puntale: “Questo incontro lo abbiamo chiesto perché i segnali iniziali non sono incoraggianti e vanno verso una distribuzione a pioggia e non una valutazione puntuale dei bisogni”. Poi si è soffermato sulla valutazione sul parco tecnologico oggi esistente: “Abbiamo avanzato delle proposte. Quello che vediamo è che c’è poca trasparenza nel Pnrr nei criteri di richiesta. Alle aziende è stato richiesto di indicare le macchine più vecchie di 5 anni. Altra criticità è che non c’è stata chiarezza nei criteri di riparto fra le Regioni. C’è ancora tempo per valutare il fabbisogno tecnologico sia per la offerta sia per la domanda. Mancano inoltre dei criteri condivisi per definire l’obsolescenza. Se qualche cosa non serve più bisogna disinvestire”.

Un riferimento è stato fatto anche al tema delle gare di approvvigionamento: “Centralizzare le gare è utile per fare efficienza anche se va considerato che sarà difficile trovare le aziende capaci di produrre una quantità così ingente di macchinari”. Infine, Cicchetti ha aggiunto come sia necessario “scegliere un modello di Hta”, ricordando come manchi al momento una mappatura della dotazione informatica e un’analisi dell’efficientamento energetico degli ospedali. E ha ricordato come l’Italia sia uno di pochi Paesi in Europa a non avere un ufficio per la valutazione della tecnologia che permetta una analisi prima che le decisioni da prendere sull’acquisizione arrivino in Parlamento.

La politica

Ad ascoltare le tesi della Sihta alcuni parlamentari della XII commissione. “Non facciamo che questi fondi vengano usati in maniera sbagliata. Va definito il fabbisogno della sanità italiana tramite la valutazione degli obiettivi utili che possono dare una spinta di qualità al settore. Metterei la digitalizzazione al primo posto, per evitare che vengano ripetute le indagini sul paziente e avere un quadro chiaro del caso clinico”,  ha osservato Silvana Nappi. Così, invece, Angela Ianaro: “Non credo ci sia la conoscenza dell’Hta mentre la metodologia andrebbe applicata a tutti gli ambiti del mondo sanitario.  Il decisore politico deve avere tutti gli strumenti necessari e avere la possibilità di applicare queste metodologie. Un ufficio di supporto di questo genere, applicato in particolare al Pnrr credo che sia necessario”.

Infine, il commento di Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali: “È fondamentale che nella gestione delle riforme previste dal Pnrr venga coinvolto il Parlamento che oltre ad avere un ruolo legislativo determinate, svolge anche un’attività di costante ascolto e confronto con tutte le categorie. Ha il compito fondamentale di monitorare che le riforme previste vengano attuate così da riuscire a risolvere concretamente il gap esistente tra le Regioni. Come parlamentari – ha concluso – abbiamo tutto il diritto di farci portavoce delle istanze, proprio come quelle uscite dall’incontro odierno”.