Cardiomiopatia amiloidotica, Aifa autorizza la rimborsabilità di tafamidis

Il medicinale – uno stabilizzatore selettivo della proteina di trasporto transtiretina – è stato approvato alla dose di una capsula molle orale da 61 mg, una volta al giorno, per il trattamento dell’amiloidosi da transtiretina wild type (acquisita) o ereditaria nei pazienti adulti affetti da cardiomiopatia

tafamidis

Si ampliano le applicazioni di tafamidis, uno stabilizzatore selettivo della proteina di trasporto transtiretina (Ttr), di cui l’Agenzia italiano del farmaco (Aifa) ha autorizzato la rimborsabilità lo scorso 20 ottobre per il trattamento dell’amiloidosi da transtiretina wild type (acquisita) o ereditaria nei pazienti adulti affetti da cardiomiopatia (Attr-Cm). L’indicazione si aggiunge a quella già esistente per l’amiloidosi da transtiretina in pazienti adulti con polineuropatia (Attr-Pn) sintomatica di stadio 1, per cui il prodotto (con una formulazione diversa: tafamidis meglumine in capsule da 20 mg) è utilizzato per ritardare la compromissione neurologica periferica.

Tafamidis è stato approvato alla dose di una capsula molle orale da 61 mg, una volta al giorno, per consentire una sola somministrazione giornaliera e agevolare le persone che ne fanno uso. Sarà disponibile in fascia H (ospedaliera) e sottoposto a registro di monitoraggio Aifa.

Che cos’è la cardiomiopatia amiloidotica

L’amiloidosi da transtiretina (Attr) è una patologia sistemica causata da un accumulo della proteina di trasporto transtiretina. Nelle persone affette da questa malattia rara la proteina transtiretina non è più capace di mantenere la propria struttura nativa di tetramero e si scompone in monomeri, i quali subiscono una parziale denaturazione producendo intermedi monomerici amiloidogenici ripiegati diversamente. I monomeri in seguito si aggregano fra loro formando fibrille insolubili che si depositano in vari organi e tessuti.

Le conseguenze maggiori si hanno a carico di cuore e sistema nervoso periferico, tanto che proprio la cardiomiopatia e la polineuropatia sono le presentazioni principali della malattia. La cardiomiopatia in particolare è associata a uno scompenso cardiaco progressivo e in seguito alla diagnosi i pazienti in media hanno un’aspettativa di vita che va da 2 a 3,5 anni.

Come funziona tafamidis

Il ruolo di tafamidis è quello di legarsi selettivamente alla proteina transtiretina e stabilizzarne la struttura originale di tetramero, impedendo così la dissociazione in monomeri e rallentando il deposito di amiloide. Nello studio clinico (Attr-Act) che ha portato all’approvazione del farmaco da parte della Commissione europea nel 2020 e della Food and drug administration statunitense nel 2019, tafamidis meglumine (testato alla dose di 20 mg o 80 mg al giorno) ha dimostrato di ridurre significativamente la mortalità per tutte le cause e la frequenza di ospedalizzazioni per cause cardiovascolari nelle forme di cardiomiopatia amiloidotica wild-type o ereditaria rispetto al placebo in un periodo di 30 mesi.

L’approvazione del farmaco per la Attr-Cm ha tenuto conto anche dei risultati di un’analisi della forma di acido libero di tafamidis 61 mg che hanno dimostrato l’equivalenza di una capsula da 61 mg e di una dose di 80 mg di tafamidis meglumine (4 capsule da 20 mg).

Farmaco innovativo

Aifa inoltre, come si legge in Gazzetta Ufficiale, ha attribuito a tafamidis il requisito di innovazione terapeutica per il trattamento dell’amiloidosi da transtiretina wild type o ereditaria nei pazienti adulti affetti da cardiomiopatia in classe Nyha I e II. Di conseguenza il medicinale è stato inserito nel Fondo dei farmaci innovativi non oncologici e nei prontuari terapeutici regionali.

Nel 2019 quando la Fda approvò il medicinale si trattava dei primi trattamenti approvati dell’ente per la cardiomiopatia causata da amiloidosi da transtiretina, una patologia fino ad allora orfana di cure. Tanto che tafamidis negli anni ha raccolto la designazione di farmaco orfano per la l’Attr-Cm sia nell’Unione Europea che negli Stati Uniti nel 2012 e in Giappone nel 2018.

Cosa cambia in Italia

A partire dal 21 ottobre il farmaco sarà disponibile per i pazienti eleggibili al trattamento su prescrizione di centri ospedalieri indicati dalle regioni o di specialisti (cardiologo), dietro prescrizione medica limitativa. Gli stessi centri dovranno compilare la scheda di raccolta dati informatizzata di arruolamento che indica i pazienti eleggibili e la scheda di follow-up, applicando le condizioni negoziali secondo le indicazioni pubblicate sul sito dell’Aifa. I dati inerenti ai trattamenti saranno raccolti nel registro di monitoraggio Aifa.

Pfizer inoltre, società che ha sviluppato tafamidis, ha dichiarato di voler estendere il programma di uso compassionevole attivato nel marzo 2020 per tutti i pazienti con insufficienza cardiaca in classe III Nyha che a giudizio del clinico possano ancora beneficiare della prosecuzione del trattamento.