Regioni, via libera in Commissione alla riforma della sanità in Lombardia

Al vaglio dell'organo regionale oltre 400 emendamenti. La discussione del testo avverrà in Aula dal 10 novembre, mentre l'ok definitivo è previsto entro la fine del mese. Tra le novità principali, la creazione delle Centrali operative territoriali, degli ospedali e delle Case di comunità

sanità lombardia

Via libera alla riforma sanitaria il Lombardia. La Commissione consiliare Sanità del Consiglio regionale Lombardo, presieduta Emanuele Monti (Lega), si è espressa positivamente, a maggioranza, nei confronti del progetto di legge sulla riforma sanitaria. Secondo quanto riportano fonti regionali, hanno votato a favore i gruppi di maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli D’Italia, Noi con l’Italia, Lomabardia Ideale e la consigliera Viviana Beccalossi del Gruppo Misto). Contrari i gruppi di minoranza (Pd, M5S, Lombardi Civici Europeisti e Niccolò Carretta del Gruppo Misto-Azione). Mentre in una nota, il Michele Usuelli (+Europa-Radicali) ha dichiarato di aver disertato i lavori “per l’assenza di confronto democratico”. Nella seduta del 27 ottobre sono stati votati gli oltre 400 emendamenti presentati dai diversi gruppi. Il progetto di legge approderà in Aula consiliare mercoledì 10 novembre, giorno in cui inizierà il dibattito generale.

I tempi per la discussione

La Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari ha poi previsto di dedicare ogni giornata feriale dal 10 fino al 26 novembre alla discussione e alle votazioni. Per questo motivo, è previsto che il Consiglio regionale approvi la nuova legge entro il mese di novembre. Il progetto di legge 187 (di modifica del testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) si occupa di attuare un potenziamento generale della medicina territoriale e dell’ambito della prevenzione, precisando le competenze dei diversi soggetti interessati, istituendo le case di comunità, gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali e potenziando l’assistenza domiciliare integrata.

Le principali novità

Tra le novità c’è la creazione all’interno delle Asst dei Distretti, dei Dipartimenti funzionali di Prevenzione e dei Dipartimenti di Cure primarie. Le Asst continuano a essere organizzate in polo ospedaliero (articolato in Dipartimenti) e rete territoriale (articolato in Distretti, a livello dei quali si sviluppa anche il raccordo con i sindaci del territorio). La nuova mappa della sanità lombarda sarà basata su una rete territoriale che prevede un distretto ogni 100 mila abitanti (uno ogni 20 mila nelle aree montane), e che radunerà le sedi, i Distretti appunto, dove “valutare il bisogno locale, fare programmazione e realizzare l’integrazione dei professionisti sanitari (medici di medicina generale, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri e assistenti sociali)”. È nel distretto, pensato come “una sede fisica facilmente riconoscibile e accessibile dai cittadini”, che troveranno posto le strutture territoriali ossia le Case della comunità, le Centrali operative territoriali e gli Ospedali di comunità.

Case di comunità

Le Case della comunità, dove opereranno team multidisciplinari, costituiranno “il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie e saranno il punto di riferimento per i malati cronici”. Le Centrali operative territoriali (una per ogni Distretto) avranno la funzione di “coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari” e si avvarranno di “tutte le attività di telemedicina e medicina digitale: televisita, teleconsulto, telemonitoraggio”.

Ospedale di comunità

L’Ospedale di comunità è la struttura sanitaria della rete territoriale che si occupa di ricoveri brevi e di pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica; di norma dotato di 20 posti letto (fino a un massimo di 40), ha una gestione prevalentemente infermieristica. Alle Asst viene assegnata l’attuazione degli atti di indirizzo e di pianificazione, mentre alle Ats spettano programmazione delle attività dei Dipartimenti, coordinamento e sottoscrizione dell’Accordo con i medici di medicina generale e politiche di investimento. Altri “punti di rilievo” del progetto di legge, segnalano dal Pirellone, riguardano “il rapporto pubblico-privato (‘equivalenza e integrazione dell’offerta socio sanitaria di strutture pubbliche e private accreditate’) e il ruolo dei medici di medicina generale, che viene definito ‘centrale’ nel percorso di cura degli assistiti, in particolare quelli affetti da malattie croniche”.

Il cronoprogramma

Entro 90 giorni è prevista l’istituzione dei Distretti, con la nomina dei direttori e l’istituzione dei Dipartimenti di Cure primarie e dei Dipartimenti funzionali di Prevenzione. A 6 mesi dall’istituzione dei Distretti si realizzeranno le Centrali operative territoriali, mentre Ospedali e Case di comunità verranno realizzate per il 40% entro il 2022, per il 30% entro il 2023 e il restante 30% entro il 2024; entro 6 mesi dall’approvazione della legge nascerà anche il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. Il completamento del potenziamento di tutta la rete territoriale è previsto in 3 anni”.