Cellule Car-T “peptide-centriche” contro i tumori solidi

Un gruppo di ricerca dell'Università della Pennsylvania ha pubblicato uno studio su Nature in cui mostra i risultati contro il neuroblastoma, di una Car-T che ha come target i frammenti proteici nelle cellule tumorali. Gli autori prevedono i primi trial clinici entro il 2023

car-t tumori solidi

Proseguono le ricerche per sviluppare la prima terapia Car-T contro i tumori solidi. Ad aprire una nuova strada per centrare l’obiettivo questa volta è un team di ricerca del Children’s Hospital of Philadelphia (Chop) dell’Università della Pennsylvania (la stessa Penn ha collaborato con Novartis per lo sviluppo della terapia Car-T Kymriah oggi in clinica) che ha messo a punto un nuovo tipo di cellule Car-T che hanno come target le proteine all’interno delle cellule tumorali.

Le Car-T “peptidiche-centriche”

Le attuali terapie Car-T, sono indicate solamente per i tumori del sangue, complice anche la mancanza di antigeni tumore-specifici (target delle cellule T) sui tumori solidi. Le cellule Car-T “peptidiche-centriche” sviluppate dal tema statunitense invece, danno la caccia a frammenti di proteine ​​correlate al tumore, rese accessibili al sistema immunitario grazie al complesso maggiore di istocompatibilità (Major Histocompatibility Complex, Mhc) che presentano l’antigene. Testate contro il neuroblastoma derivato dal paziente nei topi, la nuova Car-T ha eliminato selettivamente il tumore, come riportano i ricercatori nello studio pubblicato su Nature.

Lo studio della Penn

Nei tumori solidi, la maggior parte delle proteine responsabili della crescita e della sopravvivenza del tumore risiede nei nuclei delle cellule tumorali, e non sulla superficie cellulare come avviene per i tumori ematologici. Tuttavia, il team Chop ha pensato che alcuni peptidi specifici del tumore derivati da oncoproteine chiave potessero essere presi di mira con Car sintetici peptide-centrici (PC). Esaminando un ampio database genomico di campioni di neuroblastoma, i ricercatori hanno identificato 7.608 peptidi accessibili alle cellule T. Hanno ristretto il pool di peptidi unici per il neuroblastoma e che avevano un ruolo essenziale nella crescita del tumore e avevano una forte capacità di legame con l’Mhc.

I risultati sul neuroblastoma

La ricerca ha portato a identificare come migliore target un peptide non mutato derivato dal gene PHOX2B, per cui Myrio è stata incaricata di selezionare costrutti Pc-Car in grado di legarsi specificamente al relativo complesso peptide-Mhc. Nei topi trapiantati con tumori neuroblastoma derivati ​​dal paziente, il trattamento con le cellule Car-T ha portato a risposte tumorali complete come ha riferito il team.

Trial clinici entro il 2023

La scoperta potrebbe aprire una gamma molto più ampia di bersagli terapeutici per l’immunoterapia oncologica come ha precisato il team di ricerca.  John Maris, autore senior dello studio e professore di pediatria alla Perelman School of Medicine di Penn, ha affermato di essere al lavoro con la biotech australiana Myrio Therapeutics, per trasferire la nuova Car-T negli studi clinici alla fine del 2022 o all’inizio del 2023.