Dai processi alle competenze, il digitale “cambia” il lavoro

Mai come oggi l'intero sistema di ricerca, formazione e aggiornamento del personale risente del nuovo modo di concepire le organizzazioni aziendali. L'analisi di The Adecco Group. Dal numero 193 del magazine *IN COLLABORAZIONE CON THE ADECCO GROUP

Digitale lavoro

L’industria life science sta attraversando un periodo di profonda trasformazione, che porta con sé rischi, ma soprattutto opportunità inedite rispetto al passato pre-Covid. Per la maggior parte, tali opportunità sono riconducibili all’innovazione digitale. Si tratta di un trend accelerato dalla diffusione di Covid-19, che non si esaurirà con la fine dell’emergenza. Per questi motivi, il percorso di digitalizzazione nel settore farmaceutico deve guardare sia al presente che al medio-lungo periodo, ed è destinato a evolversi e divenire il “next-normal”.

Digitalizzare la catena del valore

“La trasformazione digitale, consapevole e non improvvisata, è una necessità che coinvolge tutta la catena del valore e ridisegna l’organizzazione, i processi e le competenze dei lavoratori”, spiega Giacomo Maida, Strategic Industry Advisor Lifescience & Healthcare di The Adecco Group. Saranno molteplici le aree interessate dalla digitalizzazione a partire dalla fase di discovery fino alla supply chain, i trial clinici e alla catena di distribuzione. In generale l’utilizzo di intelligenza artificiale, apprendimento automatico e nuovi modelli di simulazione computazionale permetteranno di accelerare la produzione di nuovi farmaci, mentre l’analisi dei dati in tempo reale servirà ad ottimizzare non solo le attività produttive, con l’obiettivo di rendere più agile la catena di fornitura dei farmaci, ma in maniera sostanziale, consentirà un migliore engagement di pazienti, caregiver e classe medica.

I vantaggi per i pazienti

Come accennato, a beneficiare di tale trasformazione saranno anche, e soprattutto, i pazienti. Va ricordato, che Covid-19 ha aumentato significativamente l’utilizzo della tecnologia da parte di individui e pazienti, con il risultato di porre maggiore attenzione al monitoraggio della propria salute e aumentare la consapevolezza della Patient journey intrapresa. Il futuro ci condurrà ad un utilizzo massivo di tre potenziali applicazioni del concetto generico di “tele-salute”:

  • Data-driven patient engagement: diagnosi digitali, triage, e la capacità di indirizzare verso l’appropriato percorso di cura utilizzando l’intelligenza artificiale e la robotica
  • Assistenza medica sincrona e asincrona: visite virtuali, tele-prescrizioni, e self-management tools, insieme a cure domiciliari e attività di training ed education al percorso terapeutico svolte in modalità distant.
  • Home-based patient engagement and support: gestione dei percorsi di cura e monitoraggio da remoto (con o senza wearable devices), anche di parametri vitali o esami medici, comunicazione legata ai piani di cura e all’aderenza terapeutica, unita alla gestione di patologie croniche attraverso digital tools.

Nuove competenze

La crisi sanitaria ha impattato anche sulle dinamiche di ricerca dei differenti profili professionali. Le competenze richieste a manager e professionals assumono una connotazione sempre più evoluta, mentre sul mercato si affacciano nuove figure. “La rivoluzione in atto nel settore richiede un vero e proprio cambio di mentalità”, sottolinea Giacomo Maida. “Che si deve tradurre in un atteggiamento di apertura verso la rivoluzione digitale e in una evoluzione in termini di competenze richieste.

Negli ultimi anni, le nostre divisioni specializzate hanno rilevato un incremento costante di richieste di talenti con un digital mindset in ogni area aziendale, con la necessità parallela di mettere a sistema attività di attraction per valorizzare il proprio brand e per farsi scegliere dalla nuova generazione, quella attiva sui social. È importante considerare però che l’attrattività di un settore sotto i riflettori come l’industry Life science, non sarà sufficiente a calamitare professionisti qualificati senza una strategia di brand reputation che diffonda i valori e i messaggi chiave dell’azienda legati sempre più al benessere organizzativo, individuale e alla sostenibilità”.

Figure professionali che avanzano

Il nuovo volto dei professionisti, si muove già lungo diverse direttrici e le competenze digitali saranno ricercate a tutti i livelli delle organizzazioni, non solo negli ambiti specialistici o tecnologici. Si stima che, nei prossimi anni, nasceranno oltre cento nuove professionalità, accompagnate da ruoli non necessariamente identificati in passato nel settore delle scienze della vita. Nel campo clinico, ad esempio, si ricercheranno sempre più esperti di farmacogenetica e farmacogenomica, ma anche di farmacoeconomia dedicati ad applicare i concetti base della sostenibilità al mondo sanitario. Nei prossimi cinque anni si stima che la richiesta di profili come data scientists, data analysts e data engineers sarà quattro volte maggiore dell’effettiva disponibilità sul mercato, perciò l’hiring non potrà essere l’unica soluzione.

L’importanza della formazione

È evidente che il ruolo della formazione avrà un’importanza ancor più rilevante nelle strategie aziendali. “Occorre riqualificare la forza lavoro interna attraverso una formazione ad hoc, perché gli addetti con competenze digitali adeguate sono pochi. È necessario che il cambiamento si traduca in una vera opportunità di business e competitività per l’azienda”, precisa Maida. “Già oggi lo ‘skills shortage’ è una delle barriere più grandi che impedisce l’espansione della tecnologia e l’industria avrà sempre più bisogno di nuove figure professionali difficilmente reperibili ‘già pronte’ sul mercato del lavoro. Per questo motivo sarà necessario pianificare e mettere a sistema attività di Up-skilling e Re-skilling, con l’obiettivo di realizzare un business environment sempre più digitalizzato partendo dalla workforce attuale”. Tradotto in concreto, secondo le analisi di Adecco, le aziende dovranno intervenire in particolare su:

  • Gestione del cambiamento: la trasformazione in atto sta modificando profondamente la vita professionale con nuove forme di organizzazione del lavoro, più agili e snelle. È indispensabile supportare i propri dipendenti nella comprensione dei nuovi modelli e nuovi processi fornendo alle persone strumenti, accompagnandoli nello sviluppo delle competenze necessarie al cambiamento (si pensi, ad esempio, ai processi di fusione o alla necessità di comprendere ed integrare nuovi contesti internazionali). È fondamentale creare e coltivare una cultura legata ai nuovi modelli di leadership, di integrazione, di awareness e quindi di accountability.
  • Up-skilling e Re-skilling: non più solo attività formative, ma “ambienti di apprendimento” tendenti al concetto di lifelong learning, finalizzati al costante aggiornamento delle competenze tecniche di tutta l’organizzazione a vantaggio del business e allo stesso tempo dell’employability.

Informazione scientifica e canali distributivi

L’impatto della digitalizzazione, a tendere, investirà anche il Servizio sanitario nazionale e tutta la rete di farmacie sul territorio ormai avviate verso il nuovo ruolo di “farmacia di servizi”. Si pensi alla digitalizzazione dei processi documentali, amministrativi, distributivi, ma anche a una comunicazione più efficiente e trasparente tra tutti gli attori del sistema che sarà a vantaggio della collettività. “Digitalizzare la comunicazione verso la classe medica significa saper sfruttare al meglio un ampio ventaglio di canali”, sottolinea Maida.

L’approccio ‘in persona’, relazionale, resta importante: “Gli strumenti digitali stanno già integrando il lavoro degli informatori scientifici e dei product specialist e stanno modificando il rapporto con la classe medica e il farmacista e in alcuni casi anche con il paziente e il caregiver”. Il digitale sosterrà e andrà a integrare il nuovo modello di comunicazione multichannel. “La strada che stanno intraprendendo i principali player del settore è quella di sfruttare il maggior numero di queste opportunità, ottimizzando le proprie azioni sulla base dei diversi canali di comunicazione digitale. Il marketing di prodotto si orienterà quindi verso una value proposition integrata, in un’ottica omnichannel con il paziente al centro del messaggio”.

1MED In collaborazione con The Adecco Group