Sanità, verso un ruolo centrale della diagnostica per un Ssn più sostenibile

Il 70% delle decisioni cliniche sono influenzate dalla diagnostica, che tuttavia rappresenta solo all’incirca l’1,2% della spesa sanitaria complessiva in Italia. Serve un’inversione di tendenza, magari sfruttando le risorse che il Piano nazionale di ripresa e resilienza mette a disposizione

Diagnostica

Nella sanità del futuro la diagnostica dovrà avere un ruolo centrale. Le ragioni sono rintracciabili nelle evidenze che emergono già oggi. A cominciare dal fatto che il 70% delle decisioni cliniche sono influenzate dalla diagnostica, che tuttavia rappresenta solo all’incirca l’1,2% della spesa sanitaria complessiva in Italia. Serve quindi un’inversione di tendenza, magari sfruttando le risorse che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) mette a disposizione. Sono questi i temi emersi durante il digital talk “Sostenibilità del sistema salute: il valore della diagnostica per la medicina del futuro”, organizzato da Roche diagnostics. L’incontro è stato l’occasione per dialogare con esperti del mondo istituzionale, accademico e scientifico sulle sfide a cui deve rispondere un sistema della salute sostenibile e basato sulla centralità del paziente.

Pubblico-privato e Pnrr

L’emergenza pandemica ha acceso un faro sul ruolo centrale che la diagnostica e la medicina da laboratorio hanno per il sistema salute. A questo proposito, Andrea Costa, sottosegretario di Stato alla Salute, intervenuto durante il confronto, ha dichiarato: “Grazie alla diagnostica il Servizio sanitario nazionale è riuscito a reggere l’impatto dell’emergenza Covid-19. Si pensi ai tamponi o alle attività di tracciamento”. In quest’ottica, ha proseguito Costa, “c’è bisogno di un’integrazione positiva tra pubblico e privato”. Una grande mano può arrivare dal Pnrr: “non possiamo sprecare le opportunità del Piano e le risorse messe a disposizione per rinforzare il nostro Ssn. Valorizzare la diagnostica significa anche personalizzare il percorso di cure e quindi rendere quest’ultimo più efficace, in termini di razionalizzazione e sostenibilità”.

La diagnostica in oncologia

Uno degli ambiti in cui vi è una sempre più crescente consapevolezza del valore generato dalla diagnostica per un approccio personalizzato alla gestione del paziente è l’oncologia. La medicina personalizzata e le terapie di precisione in quest’area stanno portando a un vero e proprio cambio di paradigma nei trattamenti, migliorando significativamente gli esiti di salute; tuttavia, è fondamentale che l’innovazione diagnostica e terapeutica a cui si sta assistendo in quest’area sia accompagnata da un’innovazione anche in termini di infrastruttura, governance e organizzazione, in grado di supportare l’interazione e la collaborazione di professionisti sanitari appartenenti a discipline diverse, sfruttare al meglio la mole di informazioni generate per ogni paziente, e di garantire l’accesso alle migliori possibilità terapeutiche a tutti.

“La medicina personalizzata e le terapie di precisione stanno portando a un vero e proprio cambio di paradigma nei trattamenti oncologici. Un’evoluzione che è però necessario supportare e rilanciare implementando infrastrutture burocratiche e tecnologiche adeguate in grado di garantire un sempre più ampio accesso alle cure. Anche in questo campo, la diagnostica è destinata a ricoprire un ruolo sempre più strategico ed è quindi fondamentale alimentare la partnership tra mondo della ricerca e imprese per generare una cultura dell’innovazione che contribuisca a disegnare i percorsi di cura sempre più efficaci e inclusivi”, ha aggiunto Giuseppe Curigliano, direttore della divisione di sviluppo di nuovi farmaci per terapie innovative dello Ieo di Milano.

Spesa sanitaria

Come ha spiegato Francesco Saverio Mennini, professore di economia sanitaria, Università degli studi di Roma Tor Vergata: “Oggi vi sono sempre più evidenze scientifiche che dimostrano come l’utilizzo di determinati test diagnostici possa produrre risultati migliori non solo per la salute delle persone – in termini di prevenzione, qualità della diagnosi, terapie mirate e monitoraggi efficaci – ma anche, e conseguentemente, per la ‘salute’ della spesa sanitaria”.

Benessere del paziente

“Riconoscere la centralità della diagnostica per la salute del cittadino – ha commentato Francesca Moccia, Vice segretaria generale di Cittadinanzattiva – è un presupposto fondamentale per costruire un sistema sanitario futuro sostenibile e realmente incentrato sulla persona e sui suoi bisogni, che garantisca l’accesso di ogni paziente alle tecnologie più innovative, fondamentali per la definizione del percorso terapeutico più efficace. Dobbiamo sostenere e favorire un’assistenza sanitaria che garantisca la continuità e la prossimità delle cure e in questo senso il Pnrr, che nella sua sesta missione include l’obiettivo di rafforzare e rendere più sinergica e integrata la risposta sanitaria territoriale e ospedaliera, costituisce una preziosa opportunità per concretizzare una Sanità guidata da strategie focalizzate sulla creazione di valore per il paziente”.

Generare innovazione

“Crediamo che solo una Sanità basata sul valore generato dalla continua innovazione possa garantire la sostenibilità del sistema salute. Per questo motivo, Roche Diagnostics investe in R&S circa il 12% del fatturato complessivo (oltre 1,4 miliardi di euro nel 2020). Questi investimenti sono destinati allo sviluppo di strumenti diagnostici innovativi, automatizzati e connessi fra i diversi setting, servizi digitali a supporto dell’attività e del processo decisionale clinico diagnostico, nonché test per nuovi biomarcatori che consentono strategie di trattamento sempre più personalizzate”.