Il vetrino del microscopio diventa digitale, in arrivo i requisiti minimi

Il dispositivo fisico utilizzato da sempre sotto il microscopio sarà sostituito da un file, che potrà essere analizzato in tempo reale attraverso una piattaforma da tutti i laboratori italiani. Iss e anatomopatologi di Siapec-Iap stilano un documento per i requisiti minimi

vetrino digitale

L’anatomia patologica si rinnova e lo fa sostituendo il classico vetrino fisico, da sempre utilizzato con i microscopio per analizzare un tessuto, con un file digitale, sua copia fedele e virtuale. Il vetrino digitale potrà essere analizzato in tempo reale attraverso una piattaforma che collega in rete tutti i laboratori italiani, ma può essere studiato da esperti in ogni parte del mondo. Siapec-Iap, la Società italiana di anatomia patologica e citopatologia diagnostica sta guidando questo percorso e ha stilato un documento con l’Istituto superiore di sanità per stabilirne i requisiti minimi. Il testo sarà presentato da Francesco Gabrielli direttore del Centro nazionale per la Telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Iss al Congresso della stessa società scientifica che si aprirà domani.

Limitare il dubbio diagnostico

“L’anatomo-patologo esamina al microscopio qualsiasi tessuto ‘malato’, sia esso ottenuto da un intervento chirurgico, da una biopsia o da un agoaspirato” afferma Anna Sapino, presidente Siapec-Iap. “Ci viene chiesto di definire la natura delle lesioni, esprimendo una diagnosi importante per il percorso del paziente. È, quindi, un lavoro che richiede alta professionalità, la possibilità di confronto e l’utilizzo di nuove tecnologie, perché non sempre è tutto ‘bianco’ o ‘nero’, e in questi casi dobbiamo avere un supporto per limitare al massimo il dubbio diagnostico”.

Il vetrino digitale in tutta Italia

Un rivoluzione che in parte si deve anche alla pandemia di Covid-19, come spiega Filippo Fraggetta, presidente eletto Siapec-Iap, che sta favorendo l’implementazione della patologia digitale e le condivisioni virtuali. “L’introduzione di scanner capaci di trasformare il vetrino ‘fisico’ in file consultabili da computer ha posto le basi per la diffusione della telepatologia” continua. “Il sistema più avanzato al mondo si trova in Giappone, e prevede la centralizzazione dei referti di tutti i pazienti. In Europa è virtuoso l’esempio dell’Olanda. In Italia – conclude – vi sono alcune esperienze di laboratori di anatomia patologica completamente digitalizzati dalla ricezione del campione di tessuto alla diagnosi finale, in Sicilia e in Piemonte”. L’obiettivo però è estendere la digitalizzazionei n tutto il Paese.