Aiuti di Stato, l’industria dei generici chiede all’Ue misure urgenti per la farmaceutica

L’associazione Medicines for Europe, insieme all’European fine chemicals group (Efcg), sollecita interventi per sostenere la produzione di principi attivi e medicinali nel Vecchio Continente

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L’Europa incentivi la produzione farmaceutica entro i suoi confini, con sostegni all’industria e politiche di prezzo più sostenibili.  È l’appello congiunto di Medicines for Europe, l’associazione europea dei produttori di farmaci equivalenti e biosimilari (cui aderisce per l’Italia Egualia), European fine chemicals group (Efcg), l’associazione europea della chimica fine. E viene rivolto alle istituzioni europee alla vigilia della riunione del Consiglio Ue per la Competitività in programma il 25 novembre a Bruxelles. Fra i temi sul tavolo c’è infatti la modifica del quadro temporaneo degli Aiuti di Stato in relazione alla farmaceutica.

Delocalizzazioni e prezzi bassi

“L’Unione europea – affermano le associazioni in una nota – deve svolgere un ruolo decisivo nel sostenere la produzione in Europa di principi attivi farmaceutici e medicinali finiti con politiche rapide, robuste e ambiziose che diano priorità all’accesso ai farmaci per i pazienti, espandendo e rafforzando la sua competitività e posizione geopolitica e aprendo le porte agli investimenti con politiche attrattive”.

Due i fattori chiave che hanno indebolito la presenza produttiva in Europa: “Diversi studi recenti sullo stato della produzione di settore in Europa evidenziano che pur essendo presente una forte base industriale, una parte significativa della produzione di API si è spostata in Asia, dove i costi di investimento e operativi sono inferiori del 20-40%, principalmente a causa dei minori costi di manodopera e ambientali. Un altro fattore chiave dell’offshoring – spiegano le associazioni – sono le politiche di prezzo insostenibili in Europa che non forniscono alcuna prevedibilità per i produttori, incoraggiando di fatto una ‘corsa al ribasso’, non premiando gli investimenti nella sicurezza dell’approvvigionamento o nei miglioramenti ambientali, che sono invece e obiettivi fondamentali della politica farmaceutica dell’Ue”. Un mix “particolarmente estremo” per i medicinali fuori brevetto.

Cinque richieste

Medicines for Europe e l’Efcg riassumono così in cinque punti le richieste all’Ue:

  1. Prevedere riforme della normativa comunitaria in materia di appalti, prezzi e rimborsi   per incoraggiare gli investimenti nella sicurezza dell’approvvigionamento, rafforzare la competitività della produzione europea e sostenere la transizione verde per la produzione di medicinali;
  2. Incoraggiare l’accesso agli incentivi alla produzione e ai fondi per sostenere gli investimenti nel settore manifatturiero in nuove tecnologie e innovazioni adattando il quadro degli aiuti di Stato dell’Ue;
  3. Ottimizzare le politiche di efficientamento del quadro normativo del farmaco con il ricorso alla digitalizzazione e all’interoperabilità tra i sistemi regolatori europei;
  4. Accompagnare le future modifiche alle normative di settore con una approfondita valutazione d’impatto sulla competitività dell’industria europea e sul settore dei farmaci fuori brevetto;
  5. Sviluppare un partenariato per la sicurezza dell’approvvigionamento con gli Stati Uniti per incoraggiare maggiori investimenti nel settore manifatturiero.