Tumore al seno, via libera europeo a sacituzumab govitecan

Il farmaco di Gilead è indicato per il cancro alla mammella triplo negativo metastatico in seconda linea di trattamento

tumore al seno

La Commissione europea ha autorizzato l’immissione in commercio di sacituzumab govitecan per il cancro alla mammella. Lo annuncia l’azienda Gilead Sciences in una nota. Si tratta di un coniugato anticorpo-farmaco, capostipite della sua classe, diretto contro  l’antigene di superficie anti-trofoblasto 2 (Trop-2). È indicato come trattamento di pazienti adulte con cancro della mammella triplo negativo (Tnbc) non operabile o metastatico che hanno ricevuto due o più precedenti terapie sistemiche, di cui almeno una per malattia in stadio avanzato.

Un farmaco di nuova concezione

“Tra i tumori della mammella, il sottotipo triplo-negativo è caratterizzato da una maggiore aggressività sia biologica che clinica”, ricorda Giampaolo Bianchini, responsabile del Gruppo Mammella dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. “Dopo la prima linea di terapia nella malattia metastatica, la chemioterapia rappresenta essenzialmente l’unica arma disponibile con risultati estremamente insoddisfacenti per moltissime pazienti. Sacituzumab govitecan – spiega Bianchini – è un farmaco di nuova concezione che, tramite un anticorpo che riconosce una proteina espressa specificamente dal tumore, porta con sé un potente chemioterapico in grado di eliminare le cellule tumorali, riducendo l’esposizione dei tessuti sani. I risultati di efficacia di questo farmaco confrontato con le diverse chemioterapie oggi disponibili sono straordinari, avendo dimostrato un sostanziale raddoppio delle probabilità di sopravvivenza di queste pazienti e un tasso di risposte sette volte superiore. L’augurio è che questa importantissima opzione terapeutica venga resa effettivamente fruibile nei tempi più brevi possibili anche dalle pazienti italiane”.

Lo studio

Il via libera Ue si basa sui risultati dello studio di fase III Ascent in cui sacituzumab govitecan ha ridotto il rischio di morte del 49% e ha prolungato la sopravvivenza globale mediana a 11,8 mesi, rispetto ai 6,9 mesi con la chemioterapia scelta dal medico. I dati, ricorda la nota di Gilead, hanno dimostrato anche “una riduzione statisticamente e clinicamente significativa del 57% del rischio di morte o di esacerbazione della malattia e un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione mediana a 4,8 mesi” contro gli 1,7 mesi osservati con la sola chemioterapia scelta dal medico tra tutti le pazienti randomizzate, che includevano quelle con e senza metastasi cerebrali. Sacituzumab govitecan è stato recentemente incluso nelle linee guida Esmo (Società europea oncologia medica9 per la pratica clinica aggiornate come opzione di trattamento preferita per il cancro della mammella triplo negativo metastatico dopo i taxani.