Farmaci veterinari, la vendita online tra aperture Ue e paletti italiani

In Italia, salvo poche eccezioni, è vietato l’e-commerce per i farmaci veterinari, anche senza obbligo di prescrizione. Un approccio improntato alla massima cautela, che potrebbe essere rivisto alla luce di innovazioni come la ricetta elettronica e la tracciabilità digitale. Dal numero 10 di Animal Health

Gli ultimi due anni hanno reso definitivamente il canale online la via preferenziale per gli acquisti in tutti i settori, compreso quello dei medicinali, che solitamente ne restavano esclusi. Complice la situazione pandemica, il trend – già in atto da tempo – ha visto un’impennata considerevole grazie anche al mutato atteggiamento degli acquirenti più conservatori e anche in quei mercati solitamente meno digitalizzati.

Cosa prevede la legge

Nel settore umano è possibile per il cittadino, acquistare farmaci Otc (Over the counter, cosiddetti “da banco”) e Sop (Senza obbligo di prescrizione), attraverso i portali e-commerce di farmacie e parafarmacie debitamente autorizzate dal Ministero della Salute, alle quali viene rilasciato un apposito logo identificativo nazionale da pubblicare sul portale. In ambito veterinario la situazione è un po’ diversa. La vendita online al privato cittadino è vietata per tutti i medicinali veterinari, sia soggetti a prescrizione sia Sop, poiché la norma prevede l’obbligo di presenza del farmacista per la relativa dispensazione degli stessi. Stessa ratio segue la possibilità di fare pubblicità al pubblico attraverso ogni tipo di canale. Fanno eccezione solo una piccola parte di Sop rientranti nella definizione dell’art. 90 D.Lvo 193/06, per la cui dispensazione non è prevista la presenza del farmacista, rendendoli di fatto vendibili al pubblico in canali diversi come la Gdo, i petshop, finanche ai portali online. Si tratta di medicinali veterinari ad azione antiparassitaria e disinfestante per uso esterno, nonché dei medicinali veterinari destinati ad essere utilizzati esclusivamente per i pesci di acquario, gli uccelli da gabbia e da voliera, i piccioni viaggiatori, gli animali da terrario, i furetti, i conigli da compagnia ed i piccoli roditori

L’impatto della pandemia

Se con l’introduzione dell’obbligo di utilizzo della Rev (Ricetta elettronica veterinaria) nel 2019, dotata di un semplice numero e pin, già si stava delineando una prassi in varie zone d’Italia che prevedeva quantomeno l’invio a mezzo telematico di tali informazioni, ed eventualmente il ritiro di persona dei medicinali prescritti in farmacia, l’arrivo di Covid-19 ha di fatto generato una spinta considerevole per una completa digitalizzazione anche della fase di dispensazione. Le difficoltà di spostamento, la costante paura di contagio e le norme eccezionali in materia di dematerializzazione delle prescrizioni, hanno contribuito alla possibilità per i cittadini di inviare a mezzo telematico (WhatsApp dedicati, mail, portali) il numero della Rev e il pin per l’evasione della ricetta in farmacia che provvedeva poi a spedire il farmaco direttamente a casa del cliente. Tale pratica è spesso rientrata nella cosiddetta “home delivery”, cioè la spedizione possibile entro tre km dalla sede fisica della farmacia, ma che sempre più spesso ha visto interessate distanze maggiori difficilmente controllate. Secondo una recente indagine Iqvia, il 2020 si è concluso con il 66% in più rispetto al 2019 di medicinali acquistati online, superando addirittura i dati di Germania e Francia.

Il nuovo Regolamento europeo

Il 28 gennaio 2022 diventerà effettivo il Reg. Ue 6/2019 sui medicinali veterinari, che demanda al singolo Stato Membro la possibilità di autorizzare o meno la vendita online di medicinali veterinari, con o senza prescrizione. L’art. 104 prevede infatti che i rivenditori al dettaglio (quindi non solo le farmacie) possano vendere certamente i Sop online, così come anche medicinali soggetti a prescrizione, se lo Stato Membro lo consenta limitatamente nel proprio territorio, purché sia preventivamente autorizzato dall’Autorità competente secondo modi e tempi stabiliti dalla stessa, con apposizione di logo comune sulle pagine web e la garanzia di un sistema elettronico sicuro e affidabile. Se in alcuni Paesi europei questa possibilità è già prevista dalla normativa nazionale, l’Italia in merito ha sempre mantenuto una posizione di tipo conservativo. La ratio che ha sempre guidato il legislatore in questa direzione è stata quella della garanzia della salute pubblica e dell’animale, ritendendo pericoloso l’acquisto online a rischio di:

  • incappare in siti web illegali;
  • contraffazione delle confezioni del farmaco;
  • essere sprovvisto di prescrizione;
  • un uso improprio del farmaco e di abuso di antibiotici, con aumento dei fenomeni di antibioticoresistenza.

Una filiera sicura

Tali finalità sono senz’altro condivisibili, ma appaiono oggi superabili, in ambito veterinario maggiormente che in quello umano.  Da sempre il settore pone la massima attenzione al mantenimento di un adeguato livello di sanità pubblica, in ottica One Health, e lo garantisce nella pratica attraverso il rispetto di norme e buone pratiche autoimposte. La filiera del farmaco veterinario è senz’altro la più sicura nel nostro Paese, attraverso il rispetto di norme rigorose e della recente introduzione del sistema di tracciabilità informatizzata. L’obbligo dell’invio alla Banca dati centrale del Ministero della Salute dei dati riguardanti le movimentazioni delle singole confezioni di medicinale veterinario lungo tutta la filiera, insieme all’obbligo dell’uso della Rev, rendono il sistema di approvvigionamento del medicinale veterinario il più sicuro in assoluto. L’applicativo Rev in fase di prescrizione può essere utilizzato soltanto da medici veterinari abilitati dietro regolare registrazione attraverso procedura controllata dalle Asl, e la spedizione della ricetta in fase di dispensazione attraverso il portale Vetinfo può essere fatta soltanto da un farmacista abilitato e dotato delle credenziali rilasciate anch’esse dalle Autorità competenti. Una procedura totalmente dematerializzata ma così controllata che rende praticamente pari a zero il rischio di contraffazione del farmaco o dell’assenza di abilitazione da parte del prescrittore – così come invece paventato dalla Fofi (Federazione nazionale ordini farmacisti italiani) nella recente audizione in Senato sulla Legge di delegazione europea 2021.

Bisogna poi tener presente che, sebbene il Reg. Ue 6/2019 preveda che l’eventuale Stato Membro che autorizzi la vendita online possa farlo limitatamente al proprio territorio, le prescrizioni medico veterinarie avranno validità in tutta Europa, rendendo di fatto impossibile il controllo puntuale dell’eventuale approvvigionamento da parte del cittadino attraverso siti esteri, con conseguenze disastrose per le imprese italiane, che di fatto resterebbero escluse dal mercato. La vendita online di medicinali veterinari appare quindi una pratica percorribile in sicurezza. Il farmacista resta la figura responsabile della verifica della Rev eventualmente inviata così come della spedizione della ricetta attraverso il portale Vetinfo, e l’adesione al sistema di bollinatura previsto dal Regolamento UE 6/2019, sulla scia di quello umano, renderebbe verificabile i portali abilitati e in quale territorio. Per evitare eventuali usi impropri di farmaco umano sugli animali, inoltre, pare a questo punto diventata impellente la previsione di un sistema di tracciabilità informatizzata anche dei medicinali ad uso umano, soprattutto gli antibiotici, analogo a quello veterinario, che garantirebbe davvero la salute pubblica in ottica One Health, rendendo di difficile applicazione alcune prassi in uso di dispensazione di medicinali non mutuabili senza la dovuta prescrizione medica. Infine, ma non meno importante, bisogna tenere presente la spinta del mercato internazionale, che vede la diffusione sempre maggiore di catene di farmacie online che potrebbero mettere in ginocchio le nostre piccole realtà.