G7 Salute: i leader promettono supporto operativo ai Paesi più fragili e sostegni alla ricerca

Dalla riunione dei ministri della Salute, convocata d’urgenza per i timori legati alla variante Omicron, impegni per donazioni di vaccini, assistenza logistica e R&D. Speranza: “Non basta donare dosi”

G7 Salute

Donazioni di vaccini ai Paesi più fragili, ma anche assistenza operativa per distribuirli e somministrarli. Sostegno alla ricerca e sviluppo. Lotta alla disinformazione. Sono tre priorità individuate dai ministri della Salute del G7, riuniti d’urgenza dopo i timori suscitati dalla variante Omicron.

Gli impegni del G7 Salute

“La minaccia di una nuova variante altamente trasmissibile di Covid-19 – si legge nel comunicato finale del vertice – richiede un’azione urgente. I ministri del G7 hanno ribadito l’impegno a portare avanti gli impegni nel comunicato dei leader del G7 di Carbis Bay e nella dichiarazione dei ministri della salute del G7, nonché nel vertice sulla salute globale e nelle dichiarazioni del G20 di Roma. I ministri hanno elogiato il lavoro esemplare del Sudafrica sia nell’individuare la variante sia nell’avvertire gli altri. C’è stato un forte sostegno alla creazione di una rete internazionale di sorveglianza dei patogeni nel quadro dell’Oms”.

I ministri riconoscono “la rilevanza strategica di garantire l’accesso ai vaccini” e s’impegnano a “fornire assistenza operativa, portare avanti gli impegni di donazione, affrontare la disinformazione sui vaccini, oltre a sostenere la ricerca e lo sviluppo”. Dal vertice non trapelano indizi su come tradurre questi impegni in azioni concrete, ma il G7 Salute tornerà a riunirsi a dicembre.

Speranza: “Esportare dosi non basta”

“L’identificazione della variante Omicron nell’area meridionale dell’Africa conferma l’urgenza di fare di più per vaccinare la popolazione dei Paesi più fragili”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla riunione. “Non basta donare dosi dobbiamo supportare concretamente chi non ha servizi sanitari strutturati e capillari come i nostri. Occorre essere certi – ha concluso Speranza – che i vaccini donati vengano effettivamente somministrati e per farlo nei paesi più fragili, ci sarà bisogno del ruolo di coordinamento di Onu e Oms”. Nessun riferimento alla questione della sospensione dei brevetti, sollevata invece nelle stesse ore da un network globale di esperti di sanità pubblica, capitanati da Walter Ricciardi, con una lettera indirizzata all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto).