Una nuova stagione per la distribuzione intermedia del farmaco

È un settore essenziale per garantire la salute dei cittadini, ma affronta criticità che mettono a rischio la sostenibilità delle imprese e dei servizi erogati. La Legge di Bilancio rappresenta un’occasione irrinunciabile per trovare soluzioni definitive

distribuzione intermedia del farmaco

In questi ultimi due anni il ruolo dei distributori farmaceutici è stato centrale per la salute dei cittadini che hanno potuto contare, anche in un contesto di grande criticità come quello determinato dalla pandemia di Covid-19, sull’approvvigionamento di farmaci in tempi strettissimi e in ogni angolo del nostro Paese. Un ruolo che ci è stato riconosciuto dalla popolazione stessa, come confermato dallo studio Censis sul valore sociale del nostro settore, ritenuto dal 90% degli italiani “una garanzia per la propria salute” e dal 92% degli stessi, “servizio pubblico essenziale”.

Settore, quello della distribuzione intermedia farmaceutica, che con i suoi oltre 100 siti logistici sul territorio e circa 17 mila addetti incluso l’indotto, garantisce un servizio a 19 mila farmacie e parafarmacie, e quindi ai pazienti, anche fino a 4 volte/die con oltre 90 mila consegne  giornaliere effettuate anche in località remote e disagiate. Questo grazie alla professionalità di aziende che operano con strumenti tecnologici all’avanguardia e con grande competenza. Forse non tutti sanno che dietro a questo servizio essenziale ci sono standard di efficienza e di qualità di altissimo livello e sistemi di sicurezza e trasmissione  avanzatissimi.

Il nodo della remunerazione

Un settore altamente tecnologico e di cruciale rilevanza sociale che, come emerge da un recente studio sull’analisi dei costi della distribuzione farmaceutica a cura dell’Università La Sapienza, richiede venga posto rimedio alle criticità che affliggono le imprese della categoria e che sono testimoniate dall’analisi svolta dal Dipartimento di Ingegneria gestionale di Sapienza sui bilanci delle Aziende distributrici degli ultimi dieci anni. Analisi che evidenzia come il settore distribuisca in perdita i farmaci Ssn. Infatti, con l’attuale remunerazione, su ogni confezione rimborsabile consegnata, l’analisi universitaria rileva una perdita media di 26 centesimi rispetto ai costi sostenuti. Perdita che trova le sue radici nel drastico taglio al margine dei grossisti per i farmaci di classe A imposto ex legge nel 2010: una misura che, pensata come temporanea, da oltre un decennio impatta sulle imprese con effetti di sostanziale erosione dei margini di redditività. Finora molti bilanci sono stati in equilibrio grazie anche ai ricavi derivanti dal mercato commerciale (OTC e parafarmaco) che tuttavia sconta oggi la concorrenza dei grandi gruppi del commercio online.

Il contesto

Inoltre, l’attuale congiuntura socio-economica vede emergere alcuni elementi che rischiano di rallentare l’attesa ripresa post-pandemica per tutti gli operatori economici e quindi anche per le aziende della distribuzione farmaceutica: oltre alla recrudescenza della pandemia con tutto ciò che comporta, ci sono da considerare i rischi insiti nel consolidarsi delle tensioni inflazionistiche, nell’aumento del costo dei fattori produttivi come energia e carburante, senza dimenticare i mutati comportamenti di spesa dei cittadini e delle famiglie.

Sicurezza e capillarità

Nonostante questo scenario abbiamo intensificato i nostri servizi fornendo un supporto essenziale alle Regioni e al Commissario straordinario per l’emergenza per consegnare prodotti e vaccini anti-Covid ai farmacisti e ai Mmg secondo sistemi organizzativi spesso diversi da Regione a Regione e garantendo sempre e comunque sicurezza e capillarità.  Un servizio che va quindi tutelato e difeso poiché l’eccellenza del settore farmaceutico in Italia non può prescindere dal sostenere la supply-chain nella sua interezza, anello centrale compreso.

Dialogo con le istituzioni

Riconosciamo e apprezziamo l’impegno di tutti coloro che operano in quest’ottica di sistema e siamo pronti a proseguire sul terreno del confronto per individuare, insieme, soluzioni volte a soddisfare prima di tutto i bisogni dei pazienti. In tal senso auspichiamo dia buoni frutti il dialogo in essere con le Istituzioni e gli attori del settore sulle criticità che rischiano di minacciare il ruolo delle nostre aziende e, quindi, la sostenibilità dei servizi che ogni giorno garantiamo ai cittadini. È tempo quindi di affrontare i diversi nodi che oggi più che mai richiedono una soluzione definitiva. La Legge di Bilancio rappresenta una occasione irrinunciabile.