Novartis entra nella corsa contro il Parkinson: accordo da 1,5 miliardi con Ucb

Un primo finanziamento è stato già effettuato del valore di 150 milioni di dollari per avviare questa partnership che prevede il co-sviluppo e la co-commercializzazione del farmaco Ucb0599, in fase di studio

Un accordo da 1,5 miliardi di dollari tra Novartis e Ucb per lo sviluppo di terapie innovative per il trattamento del Parkinson. La multinazionale svizzera entra così in diretta concorrenza con Roche e AstraZeneca che stanno già lavorando sull’alfa-sinucleina e sulle terapie in grado di ritardare o bloccare la progressione della malattia. L’accordo di co-sviluppo e co-commercializzazione prevede un finanziamento iniziale da parte di Novartis di 150 milioni di dollari, fino ad arrivare a un massimo di 1 miliardo e mezzo di dollari per il raggiungimento dei target.

Studio sull’alfa-sinucleina

Il farmaco candidato, sul quale si concentrerà il progetto di sviluppo, è Ucb0599, una piccola molecola che inibisce il misfolding dell’alfa-sinucleina. Attualmente si trova nella fase 2 di sviluppo clinico e al completamento del programma di fase 1. Sono diverse le aziende che hanno puntato sull’alfa-sinucleina, con risultati contrastanti: Biogen ha abbandonato il progetto dopo i dati deludenti di fase 2; Lundbeck e Roche, rispettivamente in collaborazione con Takeda, Genmab e Prothena, sono ancora in corsa. L’anno scorso AbbVie ha ritirato una sperimentazione di fase 1 del suo candidato per ragioni “strategiche”, ma il farmaco è ancora nella sua pipeline.

Approccio Ucb al trattamento

L’approccio di Ucb sull’alfa-sinucleina è diverso rispetto ai competitor perché prevede piccole molecole che consentono il dosaggio orale. L’azienda biofarmaceutica belga ha pubblicato i dati di fase 1b, a inizio di quest’anno, dicendo che ha un profilo di sicurezza e tollerabilità gestibile.

Termini dell’accordo

Con l’accordo Novartis si è assicurata il diritto di co-sviluppare e co-commercializzare Ucb0599, gestendo Stati Uniti e altri Paesi, mentre Ucb assumerà la guida commerciale in Europa e Giappone. L’accordo offre, inoltre, a Novartis la possibilità di aderire allo sviluppo di Ucb7853, il secondo farmaco candidato di Ucb che è un anticorpo monoclonale anti-alfa-sinucleina attualmente in fase 1. Una volta concluso lo studio, Novartis potrà aderire, finanziare e gestire congiuntamente il resto del programma di sviluppo.

Reti e partnership

“Questa partnership ha il potenziale per essere trasformativa per le persone che vivono con il morbo di Parkinson – ha commentato Dhaval Patel, vicepresidente esecutivo e direttore scientifico di Ucb – in quanto unirà l’esperienza di Ucb come leader nel campo delle malattie neurodegenerative con le capacità globali di Novartis e la profonda esperienza nello sviluppo di trattamenti trasformativi e modificanti la malattia per una gamma di condizioni. È un ottimo esempio del nostro approccio alla ricerca e allo sviluppo nella neurodegenerazione, costruendo reti e partnership esterne per accedere a capacità e conoscenze aggiuntive, che aiutano ad accelerare lo sviluppo dei nostri farmaci”.