Se la paura del diabete accompagna i più giovani

Gestire lo stress da patologia in bambini e adolescenti è una necessità da non sottovalutare. IN COLLABORAZIONE CON NOVO NORDISK

ansia

Stress, ansia, paura e depressione accompagnano spesso bambini e adolescenti che vivono l’esperienza del diabete. Si può correre ai ripari: per ridurre il Diabetes Distress (DD) esistono diverse strategie, che sfruttano principalmente azioni di sensibilizzazione, group training e terapie cognitivo-comportamentali. Anche le nuove tecnologie possono venire in aiuto, ma servono comunque interventi che aiutino genitori e giovani diabetici a migliorare la reattività (coping).

Dove nasce il disagio? Il timore di aghi, crisi ipoglicemiche, possibili complicanze, sentirsi diversi e non autonomi sono alcune delle sensazioni che accompagnano chi fa esperienza precoce di malattia. Sin dai tre anni d’età, ad esempio, il paziente diabetico può iniziare a essere informato e a partecipare alla gestione del disturbo. A otto può misurare la glicemia, praticare le auto-iniezioni, contare i carboidrati e informare gli altri sul diabete. Tutto ciò fa crescere il DD che aumenta con le responsabilità nella gestione della malattia. Il paradosso è che proprio la consapevolezza di avere una malattia cronica, unita alla sua gestione giornaliera con la paura di complicazioni possono indurre stress, con un peggioramento della qualità della vita fino al 22% e del trattamento del disturbo. Questi fenomeni sono aumentati con Covid-19, in quanto i pazienti diabetici sono più soggetti alle complicazioni dell’infezione. Inoltre, le misure di prevenzione della pandemia hanno spesso comportato un’alterazione delle loro abitudini.

 

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