Aviaria, l’allarme dell’Istituto tedesco Friedrich Loeffler: “Peggiore epidemia di sempre”

Ogni giorno vengono scoperti nuovi casi e ad essere colpiti non sono più soltanto gli uccelli. In Germania ci sono stati 394 casi di uccelli selvatici, da inizio ottobre, mentre in tutta Europa il numero sale a 675 contagi in volatili e 534 in animali d’allevamento

In Europa c’è un nuovo allarme per l’influenza aviaria. Ogni giorno vengono scoperti nuovi casi e ad essere colpiti non sono più soltanto gli uccelli. Secondo Istituto tedesco Friedrich Loeffler (Fli), istituto governativo di ricerca sulla salute animale, si tratta dell’ondata “più violenta di sempre”. Soltanto in Germania ci sono stati 394 casi di uccelli selvatici, da inizio ottobre, inclusi anatre, oche, cigni e gabbiani, e 46 casi in allevamenti di pollame.

L’allarme del Fli

“Non si vede la fine: i Paesi colpiti vanno dalla Finlandia alle isole Faroe fino all’Irlanda, dalla Russia al Portogallo”, hanno sottolineato i ricercatori tedeschi. Sono stati rilevati casi di aviaria anche in Canada, India e Asia Orientale.

Casi in tutta Europa

Secondo i dati dell’Istituto Friedrich Loeffler, in Europa sono stati segnalati 675 contagi in uccelli selvatici e 534 in animali d’allevamento. A preoccupare sono anche i cosiddetti salti di classe, oltre che di specie, in quanto l’aviaria è stata riscontrata anche cnei mammiferi, per esempio tra le volpi comuni in Olanda e Finlandia, le foche grigie in Svezia, le foche comuni in Germania e le lontre in Finlandia. Canada, India e Asia Orientale.

L’epidemia in Italia

Anche l’Italia non è immune a questa epidemia: la positività è stata riscontrata a Ostia e a Roma nelle specie avicole presenti nel laghetto del Giglio nella Capitale, stando a quanto comunicato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Roma lo scorso 26 novembre.